blade runner 2049

Fiducia.
Fiducia.
Fiducia.
Lo ripetevo all’infinito.
Anche con la mano sugli occhi durante il trailer di It.
Perché onestamente, non ne avevo poi molta.
Come non ne ho, a prescindere, per ogni secondo capitolo.
Che poi pensandoci bene, non è neppure vero.
Le Due Torri è meglio della Compagnia dell’Anello.
L’Impero Colpisce Ancora è centocinquantamila volte meglio di Guerre Stellari.
Poi… vediamo… ehm… No, non me ne vengono in mente altri.
Pero dai, almeno due.
Per questo dovevo avere fiducia.

Tagliamo subito la testa al toro: Blade Runner 2049 è un film meraviglioso. La regia è splendida, la fotografia è magnifica e visivamente ti lascia senza parole. Al giorno d’oggi è raro trovare al cinema qualcosa del genere. Peccato che nel titolo, prima di 2049, ci sia scritto Blade Runner. Che ne so, se si fosse chiamato: Los Angeles 2049, sarebbe stata tutta un’altra cosa e mi fa sorridere il fatto che il film di Ridley Scott venne stroncato dalla maggior parte dei critici dell’82, mentre questo secondo capitolo è già stato etichettato come capolavoro. Sia da coloro-che-ne-capiscono, sia dal pubblico (e lo confermano i commenti sulla pagina Facebook). Purtroppo, vista la pochezza artistica che c’è a giro, il termine capolavoro è fin troppo inflazionato. E Blade Runner 2049 non lo è. O meglio, è sì un capolavoro ma visivo. Punto.

Nonostante le lodi, giuste, ci sono però tantissime cose che, secondo il mio misero parere, non funzionano. Non si dovrebbe fare, ma è impossibile non paragonarlo al film di Ridley Scott. Perché non stiamo parlando di un film qualsiasi ma, probabilmente, del miglior film di fantascienza degli anni ’80 che io metto un gradino sotto a 2001 Odissea Nello Spazio nella mia personalissima top 5 di sempre.

La storia non è niente di che.
In alcuni momenti è perfino banale.
In altri è addirittura narcolettica.
Non ci sono colpi di scena e non c’è un vero e proprio traino. Il picco narrativo è la contrapposizione tra ricordo ed innesto, per altro già ampiamente spiegata nel film dell’82.
Nulla di nuovo quindi.
Perché se il film di Ridley Scott aveva una trama ed una filosofia addirittura più importante rispetto alla trama stessa, Blade Runner 2049 è un film vuoto, che non ha niente su cui disquisire, perché è tutto davanti ai nostri occhi.

È fin troppo evidente la mancanza di Roy Batty. Certo, metterne un altro o qualcosa di simile, sarebbe stato ridicolo, ma allo stesso tempo è ridicolo il personaggio di Jared Leto. O forse, lo è Jared Leto stesso a prescindere dal personaggio. Non mi piace. Lo trovo un attore mediocre e un musicista ancora più mediocre (il che è tutto dire). Andate a rivedervi la prima volta che appare Rutger Hauer e paragonatela alla prima volta di Jared Leto. Sono due impatti completamente diversi.
Manca un “cattivo”, ma manca anche un “buono”. I personaggi principali sono sono insignificanti. Lo stesso Deckard è tutto tranne che essenziale e la sua presenza è più un’operazione alla Risveglio della Forza per tenere tranquilli gli aficionados di Blade Runner.
Non so se è colpa degli attori o della sceneggiatura, ma se al posto dell’Agente K ci mettiamo l’Agente Zero (sì, esatto, proprio Gilbert Arenas), il film sarebbe identico.
Togliamo Deckard, Roy e Rachael dall’originale e niente avrebbe più senso.
Perché come Leto non vale un ciglio di Hauer, Ryan Gosling è, secondo me, uno dei peggiori attori che ho visto in vita mia. Ed è un peccato perché aveva iniziato bene con una tripletta (The Believer, Half Nelson e Lars e una ragazza tutta sua) dove sembrava potesse staccarsi da tutti i ruoli interessati soltanto al suo aspetto fisico. Poi invece, il tracollo.
Ha una sola espressione. Il che per interpretare un replicante va benissimo (non sto facendo spoiler anche perché, altro problemino, rispetto a Blade Runner dove tutt’ora c’è gente che si chiede se Deckard è o non è un replicante, qui la natura di K viene rivelata dopo due minuti). Il dramma è che quell’espressione è sempre carica. Ogni volta che guarda qualcuno che sia uomo o donna o bambino o cane o androide, sembra che lo voglia mettere a 90° perché lui è Gosling e ciallefihe. Non mi riferisco solo a Blade Runner 2049, ma a tutti i film che ha fatto dopo Crazy, Stupid, Love.
Ruoli che possono benissimo essere intercambiabili.
O fa il figo, o fa quello tosto, o fa il ribelle.
Figo.
Fateci caso, il suo look è sempre lo stesso: camicia, il più delle volte bianca, con maniche arrotolate, cravatta allentata, barba di qualche giorno e broncio.

In Blade Runner 2049, oltre alla sua solita faccia e ad un capello più opaco rispetto al suo biondo angelico, gli hanno pure messo un cappotto con pellicciotto annesso, così ridicolo da farlo sembrare un fashion blogger ai primissimi scatti.
Mi chiedo: non c’era qualcun altro più credibile invece che questo impedito?
O il motivo è sempre lo stesso: prendere l’attore più idolatrato dalle femmine per portare al cinema anche loro e aumentare gli incassi. Loro che non avevano idea di cose fosse Blade Runner fino alla scoperta di Ryan Gosling come protagonista e che hanno capito che si trattava di un film e non del nuovo modello dei coltelli Miracle Serie Perfetta, reclamizzati dallo Chef Tony.
Questa cosa, onestamente mi disgusta, perché ce ne sono tanti di attori fighi che sanno anche recitare.
O forse no.
Prima c’erano di sicuro. Me ne viene in mente uno che proprio come Gosling aveva gli occhi azzurri ed i capelli biondi.

Appurati i vari punti su trama e personaggi, non mi resta che affrontare il problema più grande. Ovvero noi spettatori.
Noi nati alla fine degli anni ’70 e nei primi anni ’80.
Noi che fantasticavamo su come sarebbe stato il 2000, sulle macchine volanti, sulle spade laser, sulle scarpe con gli autolacci (che sono pure uscite alla modica cifra di 706€), sui cyborg e sui dischi volanti.
Noi che avevamo visto tutto questo al cinema. O in televisione.
Noi che avevamo una speranza. O un sogno.
Oggi che siamo nel 2017, la fantascienza non ci fa più effetto perché viviamo nella fantascienza. Internet, reality, social network. Tutta roba fantascientifica rispetto ad uno walkman o ad un telefono a gettoni.
Adesso, ci rendiamo conto che il futuro non ha niente di tutto ciò che ci è stato fatto vedere e, purtroppo per le nostre aspettative, non vedremo mai le macchine volanti, i cyborg e le spade laser.
Il futuro, che poi in realtà è il presente, fa schifo.
La speranza è diventata un’utopia e il sogno comune è quello di accontentarsi per riuscire a vivere una vita dignitosa.
L’ignoranza ha soppiantato la conoscenza,
L’evoluzione è diventata involuzione.
Questo nessuno sceneggiatore lo aveva previsto.

Per riprendere la mia ultima Instagram story, non mi sono incazzato.
Gli ho dato fiducia sapendo che non poteva essere peggio di Trainspotting 2 ed in parte, la mia fiducia è stata ripagata perché mi aspettavo comunque una cagata. Non megagalattica, ma comunque una cagata.
Non posso sapere se Blade Runner 2049 avrà lo stesso impatto che ha avuto Blade Runner. Se sarà un punto di riferimento per le prossime generazioni, o un secondo capitolo di una ipotetica (e probabile) trilogia o se sarà soltanto l’ennesimo film “perduto nel tempo, come lacrime nella pioggia“.
Non lo posso sapere.
Ma chi è che lo sa?

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