Friends with benefits

L’estate mi accascia, mi disturba e mi innervosisce più di quanto non sia già nervoso di mio.
Tutto quell’appiccicume, le chiazze sotto le ascelle e i ventilatori che buttano aria calda mettono in secondo piano le scarpe a troia e gli shorts di jeans giro culo. In più quest’anno, con il pretesto della famosa crisi, a Firenze c’è più gente del solito.

Quando non sono a lavoro, ne approfitto per consumare Sky On Demand e guardare film su film. Qualche giorno fa ho visto Amici di letto, capitolo conclusivo della trilogia sui trombamici iniziata con Amore e altri disastri e proseguita con Amici, amanti e…
Non è che ci siano delle sostanziali differenze rispetto ai due film precedenti: Justin Timberlake e Mila Kunis vengono scaricati dai rispettivi fidanzati e decidono di non voler più star male per nessuno e di vivere la sessualità alla George Clooney. Si conoscono e instaurano una relazione orgasmica, senza alcun coinvolgimento sentimentale. Tutto procede a gonfie vele fino a quando…. Fanculo, tanto la trama in tutti e tre i film è più scontata dei libri di Fabio Volo. –SPOILER– Lei si innamora, lui è ostile, litigano, si ricongiungano, finale strappalacrime, con tanto di flash mob alla Grand Central Terminal e l’amore che vince sempre e comunque.
Non voglio dilungarmi su quanto possa essere diseducativa la trama o sul quanto sia assurdo che per l’ennesima volta abbiano preso due attori belli come il sole. Ma ce l’avete presente Mila Kunis?
Tipico discorso da serata soli uomini: “Se scopassi una come Mila Kunis, poi smetto”.
Stessa cosa per Justin Timberlake, che soffre della mia stessa patologia però al contrario. Io è da quando ho 15 anni che mi dicono che ne ho 30, lui invece è da 15 anni che si sente dire che ha 15 anni. Cazzate a parte, mi riesce difficile essere obiettivo sull’estetica maschile, ma dai discorsi che ho sentito Giustino Boscolago piace. E pure tanto.
Chissà se prima o poi ci faranno vedere un film del genere dove ad esempio lui è un figo e lei è un cesso. Però non come in quei filmetti stronzi degli anni 80 dove il Dai della sQuola si innamorava della secchiona sfigata, bollosa e occhialuta che al ballo di fine anno diventava una modella di Victoria’s Secret. Ci vuole un cesso cesso, una roba tipo i bagni chimici della Sebach o come Heather Matarazzo.
“Il nostro rapporto deve evolversi” dice lei, con gli occhi a Quoricino dopo mesi di caricate, “non te l’ho mai detto ma io ti amo, adesso voglio di più!”
Lui che pensa, maledicendosi l’uccello: “Lo sapevo che come glielo mettevo in umido, questo scorfano si innamorava. E ora che faccio?.
La guarda, gli sale un conato di vomito che a stento riesce a trattenere, ma osservando meglio quella bocca a cavallo ri-pensa: “E’ vero che fa schifo, però fa dei chinotti…” e dice: “Hai ragione, lo voglio anche io, intanto metti la testa a posto” e giù di rana.
Questo sì che sarebbe un film da far vedere ai ragazzini e soprattutto alle ragazzine.
In culo ai fratelli Grimm, a Walt Disney, a Johnny Castle, a Katerine Heigl, a Meg Ryan, ad Edward Lewis e Vivian Ward e a tutti gli happy ending della storia del cinema.

Sto divagando come sempre.
E’ colpa dell’estate. Ve l’ho detto, non la sopporto.
In realtà Amici di letto doveva essere lo spunto per parlare dei trombamici, titolo nobiliare ambito da tutti ma non per tutti, delle conseguenze della trombamicizia e quanto essere trombamici sia un’utopia ai livelli della pace nel Mondo.

La figura della trombamica è entrata di prepotenza nel gergo della mia generazione e di quelle successive. Non è una fidanzata, non è un’amante, non è innamorata, non accetta alcun legame emotivo, ma solo quello carnale e, sinceramente, non è neppure un’amica dato che appena l’atto finisce, di solito, uno dei due si riveste e se ne va, senza neppure scambiare uno straccio di parola.
In teoria è una situazione perfetta, specialmente quando si trova una persona che riesce a soddisfare le tue voglie e viceversa, tanto da poterci fare un sequel o addirittura una trilogia.
E’ meglio dell’amante perché non costa più di tua moglie.
E’ meglio della fidanzata perché non la devi portare a giro, o litigarci o farle i grattini e tutte quelle cazzate che tanto desiderano.
E’ meglio di un’amica perché la metti a pecora.
Non c’è da essere gelosi né da farsi le seghe mentali se non si fa sentire durante il giorno.
Con la trombamica si fa una cosa sola. Tutto il resto è noia.

Eppure, altrimenti non sarebbe un’utopia, anche le trombamicizie non durano. O comunque hanno una scadenza come qualsiasi altra storia con del sentimento alla base. Scordatevi Justin Timberlake e Mila Kunis, Ashton Kutcher e Natalie Portman, Jake Gyllenhall ed Anne Hathaway. Nella vita reale non esistono weekend con i genitori, proposte di matrimonio e dichiarazioni di amore eterno da panoramica dentale. Non voglio fare il misogino, ma non sono gli uomini che sognano Richard Gere fuori dal tettino della limousine bianca, o il balletto di (I’ve Had) The Time Of Your Life e il non stare in quell’odiato angolo.
Purtroppo, o per fortuna, se nasci come una friend with benefit non diventi una fidanzata.
Punto.
Per quanto la donna oggi si auto-consideri il sesso forte, in realtà, di base, può avere tutte le migliori intenzioni del mondo sul non portare i sentimenti in camera da letto, ma prima o poi, i sentimenti ci arrivano. E si riconoscono sempre sotto forma di lacrime. Un uomo può continuare per anni, una donna no. Ed è proprio quando una donna inizia a voler diventare qualcosa di più, di voler portare fuori il cane, di guardare un film insieme sul divano mano nella mano e di voler conoscere gli amici, che la trombamicizia finisce.
Quello che mi sono sempre chiesto, per esperienza e non, è come mai una donna vuole qualcosa di più da una persona con cui non parla? Prendo in prestito le mie vecchie e polverose trombamicizie ormai sepolte. Ci vedevamo, consumavamo e poi ognuno a casa sua, senza risentirci fino quando uno dei due aveva nuovamente voglia. Nessuna uscita, nessun film, qualche battuta stronza, a volte neppure originale, giusto per non sembrare di essere a mignotte e poi basta. Mi capita spesso di pensarci, anche quando nel mezzo di una trombamicizia ci sono i miei amici. È triste ammettere una cosa del genere ma è l’unica spiegazione. Il sentimento è direttamente proporzionale al numero di orgasmi che si hanno durante il rapporto. Più si gode e prima una donna vuole qualcosa di più.
Pensiero: “Se questo mi fa impazzire in questo modo a letto, figuriamoci cosa non riesce a fare fuori”. E’ risaputo che le storie migliori sono quelle che ci facciamo dentro la nostra testa.
Magari sono prevenuto, magari sono come al solito cinico e disilluso, magari qualcuna di voi, là fuori nella vita vera, ha iniziato una trombamicizia senza troppe pretese ed ha ricevuto un anello non vaginale come segno di amore perché è stato lui ad innamorarsi, magari siete Mila Kunis o Anne Hathaway o Natalie Portman ma smentitemi per una volta.
Magari mi sbaglio.
Magari no.

Questa canzone, oltre ad essere il pezzo chiave di Amici di letto, mi ricorda quando guardavo Dawson’s Creek e mi chiedevo come mai Dawson, Pacey e Jack, che era pure omosessuale, preferivano quel mostro deforme di Joey Potter a quel puttanone di Jen Lindley.
Smisi di guardarlo dopo la seconda stagione.
Troppo diseducativo.

Comments

comments