Hipster-miniamoli

Con quegli occhiali spessi, i cardigan e i golf a quadri, le bretelle, i pantaloni ascellari con il risvolto alle caviglie pronto per un’eventuale inondazione, Steve Urkel è stato per anni il simbolo degli sfigati e l’immagine di come un uomo non si sarebbe mai e poi mai dovuto agghindare.
Ecco, se 8 Sotto un Tetto fosse stato girato nella seconda decade del terzo millennio invece che nel non troppo lontano 1989, la situazione sarebbe diametralmente opposta. Nel 2014 Steve Urkel sarebbe l’epiteto del cool tanto che il suo look verrebbe copiato in maniera maniacale da una cricca di persone che, oggi, sono quelli che vanno un casino: gli hipster.

Che schifo.
Credo che la loro sia in assoluto la corrente più rivoltante che sia mai esistita. Parassiti che si atteggiano a salvatori del mondo quando nella loro vita non hanno mai fatto niente se non vivere alle spalle dei genitori rifiutando però, almeno dai discorsi che fanno, le loro finanze, di solito piuttosto illimitate, e tutto ciò che considerano mainstream, specialmente la musica.
Vuoi mettere una qualsiasi canzone dei Rolling Stones in confronto a Golden Skans dei Klaxons? O per restare in Italia, la poesia che si trova nei testi dei Baustelle e in quella nuova schiera di cantautori “impegnati” è impareggiabile perfino per Bob Dylan.
Dentro il non mainstream non c’è solo la musica ma un vastissimo cosmo farcito di cagate megagalattiche. Non troverai un hipster al cinema a vedere Spiderman 2 né a vedere una mostra di Van Gogh né seduto sul divano a fare il tifo per l’Italia ai Mondiali né in un ristorante a mangiare la pizza.
Tutto troppo sopravvalutato.
La cosa più surreale del movimento hipster è che sono circondati da vagonate di topa, il che non alza il mio livello di considerazione che ho verso le donne.
Ma se gli uomini sono fin troppo fastidiosi con le loro t-shirt bianche scollate nascoste tra camicie a boscaiolo del Montana e quelle caXXo di risvolte ai pantaloni, le donne sono letteralmente insopportabili. Perché a differenza dei maschietti che si conciano in questo modo soltanto perché va di moda e perché hanno capito che le fie impazziscono per degli individui così, le fanciulle ci credono davvero.
Fanno teatro, hanno i capelli lunghi rasati da una parte, un paio di piercing (uno obbligatorio tra le due narici), fumano tabacco, non parlano di politica anche se sentendole parlare danno l’idea di essere all’estrema sinistra della destra, si ingozzano di sushi e di roba macrobiotica perché sono salutiste convinte (beh, quello tutte le donne, anche quelle con la pancia), sono assidue frequentatrici di social network dove postano citazioni di pseudo poeti e pseudo cantanti (citazioni che poi, molto spesso, si tatuano addosso e non vedono l’ora che tu chieda loro il significato per attaccarti un bottone più lungo del tragitto della Transiberiana) e fanno foto a qualsiasi cosa: cibo, tetti, foglie, fiori, alberi, cieli, nuvole, cani, gatti (loro non mancano mai), finestre, onde, spiagge, albe, tramonti, ombre e temporali. Foto che poi finiscono dirette su Instagram, il loro social network preferito, accompagnate dalle solite nauseanti ed insensate citazioni e una sfilzata di hashtags, giusto per riuscire a strappare qualche like. Si fanno anche i selfie ma mai del loro volto per intero. Di solito si fotografano gli occhi, le labbra, il mento e, immancabili, le gambe ed i piedi quando sono in spiaggia a prendere il sole.
Una fia del genere non la tromberei nemmeno con il caXXo di un altro“.
Dato che vi piacciono così tanto le citazioni, ecco una delle mie preferite.
Lo so, andrebbe fatto come in Bastardi Senza Gloria: rinchiuderli in un cinema e lasciare che il fuoco disinfetti ma schifosi come sono c’è pure il rischio che siano ignifughi.
Quindi, o comprate GTA 5 ed aspettate la missione violenza dove ne dovete massacrare 30 a fucilate o vi mettete a giocare a questo giochino in flash che mi ha fatto scoprire il sempre fraterno Baldo. Si chiama Ruthless Spartans vs Cuddy Hipsters e credo che, se ogni volta che ne vedete uno vi pizzicano le mani come pizzicano a me, vi potrete togliere delle belle soddisfazioni.
E sennò gente che vi devo dire.
Se proprio non riuscite a farvi passare il prurito la prossima volta che ne vedete uno dategli uno schiaffo. Se vi dovesse chiedere il perché ditegli che “me l’ha detto Matte”.
Lo apprezzerebbero.
Non sono di certo mainstream.

Ma loro sì.

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