I 10 motivi per NON uscire con un giocatore di basket

Da qualche giorno sulla timeline di Facebook, mi sta apparendo con una certa frequenza un articolo pubblicato su paperproject.it sui 10, in realtà 9, motivi per uscire con un giocatore di basket.
Ho letto il post diverse volte ed essendo stato per troppo tempo, purtroppo, un giocatore di basket, ho analizzato ogni singolo punto e ho trovato delle controindicazioni proprio come nei medicinali.
Intanto prima di iniziare vorrei specificare una cosa:
quando vengono fatte delle classifiche come quella che sto per scrivere e come quella di paperproject si tende a generalizzare (e sapete quando mi piace farlo), quindi non sentitevi tirati in ballo. O se proprio non ci riuscite, non siate troppo permalosi.
In grassetto troverete ciò che ha scritto Paolo Sinelli. Il resto sono le controindicazioni.

1- È mediamente molto più alto.
Vero, ma è tutto subordinato all’altezza di lei. Se lei è un metro e sessanta guarderà te, tizio di circa o più di due metri, con gli occhi terrorizzati manco stesse guardando un film splatter, per il semplice fatto che vedrà sempre e solo il tuo petto. Se vorrà studiare la profondità del tuo sguardo dovrà ricorrere a delle intense cure di sfiammamento della cervicale. Inoltre non è da sottovalutare la sfera sessuale che vedremo nel punto 5.

2- Conosce l’inglese.
Sì, ma conosce solo ed esclusivamente i termini tecnici. Se siete sul divano e lui urla “travelling” non è perché vuole viaggiare, ma perché stava sognando l’ennesima partenza di LeBron dove se ne frega del piede perno e fa passi (che appunto si dice travelling). Lo stesso discorso vale per “downtown” che non è la parte a sud di una città degli U.S.A., ma è un tiro da tre punti e quando è “on fire” non ha voglia di fare l’amore né sta canticchiando una delle canzoni più belle scritte da Bruce Springsteen. Ha solo fatto venti o più punti nella partita precedente.

3- È abituato a dormire poco.
“Caro, andiamo a letto”.
“No cara, devo vedere Washington-Charlotte su NBA League Pass in diretta alle 3″.
O peggio ancora, state dormendo e alle 3 suona la sveglia perché deve vedere Washington-Charlotte su NBA League Pass.
Direi che non c’è bisogno di aggiungere altro.

4- Non se la tira.
Ecco, questa è l’unica cosa vera. Ricordo quando vidi Richard Jefferson ad Amsterdam. Era al telefono, si accorse che avevamo la macchina fotografica, riattaccò, si fece la foto e richiamò il tizio con cui stava parlando. Ed è proprio per questo motivo che una donna non è attratta da un giocatore di pallacanestro. Perché nel basket di oggi, un giocatore guadagna quando un imbianchino. State certi che se una tipa viene abbordata da un calciatore di Promozione che assomiglia a Ribery o ad un cestista di Serie A che assomiglia a Ryan Reynolds, sceglierà il primo. Dire “il mi’ omo è calciatore” ha tutto un altro spessore rispetto a “il mi’ omo gioca a basket”. Spesso non sa neppure che colui che pratica la pallacanestro si chiama cestista.

5- È bravo a schiacciare.
Fortemente legato al punto 1. Una donna quando sei alto pensa che tu ce l’abbia piccolo (la famigerata Legge della L che ogni spesso ritorna), mentre se nel caso opposto pensa che tu sia proporzionato in tutto, avrà il timore di fare la fine di Madonna in Like A Virgin versione Mr. Brown o di essere spappolata quando lo farete nella posizione del missionario.

6- Ha manualità.
Credo che per le donne sia come per gli uomini: se devi uscire con una che te lo smanetta e basta, tanto vale stare in camera e guardare un filmaccio. Lo smanettamento è intimo ed è la cosa più personale che si possa avere. Non esiste donna che lo sa fare come te lo fai da solo. Inoltre se ti capita un tipo con le mani di Shaq in lunetta, ti conviene sigillartela col nastro isolante per non sentirti, e vederti, come nei cinque giorni di ciclo mestruale.

7- Guarda pochissima televisione.
Non è seguita quanto il calcio, ma il modo di vedere la pallacanestro c’è ed è pure facile. Su Sky c’è praticamente tutto. Dall’NBA alla Serie A, fino all’Eurolega e all’NCAA. In più c’è il prima citato NBA League Pass e su NBA.com si trovano la sintesi di tutte le partite giocate nella notte.

8- Ha altri argomenti di conversazione.
Cazzata. La più grossa cazzata che si potesse mai scrivere. Il giocatore di basket vive e si muove in una specie di loggia massonica dove all’interno l’unico argomento è solo ed esclusivamente la pallacanestro. Conosce tutto. Risultati, schemi, classifiche, statistiche e questa conoscenza va dall’NBA fino ai campionati minori. Addirittura, conosce qualsiasi cosa anche dei campionati giovanili. Scordatevi i centri commerciali e le scampagnate domenicali, quando e se uscirete nel giorno in cui non gioca vi porterà in un’altra fetida ed umida palestra a vedere i soliti 10 coglioni in canottiera e pantaloncini che si rincorrono e saltano per infilare un pallone in un buco.

9- Vorrà visitare luoghi esotici.
Esotici o non esotici, l’importante è che ci sia un campetto all’aperto dove poter giocare. Perché per il cestista la stagione non finisce mai. Neppure nei tre mesi estivi. Anche perché prima di pianificare le ferie accertatevi che non vada a fare il dimostratore al camp di Cellarengo o che non abbia un torneo di 3 contro 3 o 4 contro 4 in Molise.

I punti di Paolo Sinelli finiscono qui.
Sono nove e non dieci ma ne voglio aggiungere un altro.

10- Non si sa vestire.
Voi donne non potete capire quanto sia difficile per un omone di circa o più di due metri trovare dei vestiti e delle scarpe alla moda. Niente camicie, niente pantaloni attillati, niente scarpe lucide. Quindi, per vostra sfortuna, sarete obbligate a vederlo in tuta e sneakers per 365 giorni l’anno.
Anche di musica non ne capisce molto. Ascolta solo rap perché è quello che ascoltano i giocatori NBA. Beh, quello è il male minore. Di musica non ne capite niente neppure voi.

Comments

comments