Io odio il fantacalcio

L’estate è la stagione dei sogni.
No, non mi sto riferendo a tutti i tamarri che prenotano una vacanza ad Ibiza alla ricerca di signorine disinibite, sperando di rifarsi da troppi mesi di vacche magre.
Per i tifosi, i malati e pure per gli occasionali, l’estate rappresenta quel  periodo dell’anno in cui la produttività lavorativa raggiunge bassezze inquietanti, le relazioni sociali vanno in letargo e la fantasia tocca picchi Tolkieniani. Perché basta un nome esotico per correre su YouTube a cercare i video dei gol o dei tricks del nuovo acquisto della propria squadra del cuore.
Andiamo in crash, lo so, ne sono pienamente consapevole, ma visto che non sono mai stato un amante dell’estate, né del mare, né di Ibiza e né dei periodi di vacche magre, ho sempre avuto altro a cui pensare.
Nel mio personalissimo dizionario dei sinonimi, accanto alla voce estate c’è scritto calciomercato.

Oggi alle 20 è finalmente finito.
C’è chi ha goduto (IOOO!), chi ha bestemmiato, chi è pieno di aspettative e chi invece si è già rassegnato all’ennesima stagione avara di emozioni.
Ma quello che secondo me è assurdo (per non dire inconcepibile) è che a distanza di un’ora, inizia un altro calciomercato che è sentito allo stesso livello di quello “originale”.
Anzi, forse anche di più:
stasera centinaia di migliaia di fantallenatori, si sono ritrovati a fare l’asta del fantacalcio.

L’ho fatto anche io.
Tre volte per l’esattezza di cui una l’ho pure vinto, ma nonostante quella indimenticabile vittoria, il fantacalcio resta, per me, il male assoluto. Un gioco che porta ad un lento e inesorabile logorio interiore e che andrebbe vietato quanto i cellulari ai concerti.
Non è divertente.
Non solidifica le amicizie.
Fa discutere con la fia.
E soprattutto, porta il tifoso a vedere il calcio in un modo sbagliato.
Dopo vi spiegherò perché.

Il mio primo fantacalcio risale alla stagione 2001/02.
Passai l’intera estate col blocco e la penna a studiare a studiare calciatori, ruoli, rigoristi e soprattutto tutte le statistiche delle ultime tre stagioni. Feci una squadra illegale. Praticamente degli undici titolari, tutti garantivano almeno cinque/sei gol a campionato. I difensori potevano giocare come centrocampisti e i centrocampisti erano tutti o ali offensive o trequartisti.
Una roba che in confronto il Brasile del ’70 sembrava il Benevento.
Appena rilessi la rosa, gonfiai il petto, osservai gli altri partecipanti e citai Larry Bird: “Mi sto solo guardando attorno per vedere chi finirà secondo“.
Arrivai penultimo.
Dopo due mesi, mi ritrovai a giocare con cinque difensori.
– Zambrotta (centrocampista) diventò terzino.
– Kaladze (centrocampista) fu messo nei quattro dietro accanto a Costacurta.
– Oddo che ai tempi giocava nel Verona ed era il rigorista, sbagliò quattro rigori su sette.
– Batistuta a Roma fece sei gol. Con le protesi di Pistorius avrebbe segnato di più.
– Di Michele, titolare inamovibile nell’Udinese e rimasto ancora oggi nel cuori di tanti fantallenatori per il rapporto soldi spesi-gol fatti, ne fece cinque.
– Baggio, il mio investimento più costoso, dopo otto gol in nove partite, durante una partita contro il Venezia venne preso a pedate da Marasco e rischiò di rompersi il crociato. Stette tre mesi fuori. Quando rientrò se lo ruppe per davvero. Lo rividi le ultime due giornate. Insieme, anche se lui a Caldogno e io a Brozzi, ci godemmo sul divano il Mondiale Nippo-Coreano.

Tutto questo per dire che seguo tutti i campionati d’Europa e di alcuni pure la Serie B, conosco l’80% dei calciatori del globo acquifero, gioco a Football Manager da 20 anni, ma se non hai il culo di Monica Bellucci, al fantacalcio non vinci nemmeno se sei Harry Potter. E neppure se hai l’almanacco di Ritorno al Futuro Parte 2.
Culo cari fantallenatori.
Solo ed esclusivamente culo.

Ci siamo capiti...
Purtroppo credo ancora che prima o poi il merito vincerà sulla fortuna. È un mio limite, lo confesso, e vedere che il mondo oggi va avanti a botte di culo (e raccomandazioni, ma questa è un’altra storia…) mi demolisce l’ego.

Ma perché fa vedere il calcio in un modo sbagliato?
Vi faccio un esempio:
per ovvi motivi logistici, mi capita raramente di andare allo stadio a vedere la mia squadra apolide.
Però, mi immagino questa scena:
Juventus-Parma.
Minuto ’14.
Si accende il tabellone luminoso dello Stadium.
Dato che nessuno ormai ascolta più le partite alla radio, tutto lo stadio vede che la Spal sta vincendo 1-0 contro l’Empoli.
Marcatore Schiattarella.
Iniziano i brusii. Da parte degli apolidi e dei parmensi.
Per circa un minuto nessuno si caca più la partita e ogni tifoso diventa neutrale.
“Grande Schiattarella!!!! Ce l’ho al fantacalcio!!!”.
Mah…
Minuto ’20.
Gol della Juve.
Marcatore Douglas Costa.
Gli apolidi esultano mentre i parmensi bestemmiano.
Tra di loro però, ci sarà sicuramente qualcuno che penserà: “Vabbè, meglio lui che un altro. Almeno ce l’ho al fantacalcio”.
No caxxo. No! Non funziona così. Non deve funzionare così!

Secondo voi io, gobbo marcio, che detesto le squadre simpatia, che ogni anno fisso (e poi disdico) il tatuaggio con la Coppa dei Campioni, che ho visto Baggio, Pirlo, Zidane, Davids, Nedved e che da domani vedrò Cristiano Ronaldo con la maglia a strisce, posso essere felice se la Juve vince 4-1, ma quel gol preso lo ha fatto uno che ho al fantacalcio e che magari quello contro di me ha Szczesny in porta?
E veramente credete che possa fare un’asta e comprare giocatori dell’Inter o del Napoli solo perché mi potrebbero far vincere il fantacalcio?
Mi vedete mentre rilancio per il prezzo di Insigne o per il prezzo di Icardi ed essere consapevole di tutto ciò, ovvero senza avere gli urti di vomito?
Dai gente su. Non scherziamo.
Starei peggio dell’eroico tifoso irlandese del Liverpool all’aumento dei prezzi di Anfield.

Quindi, fanculo al fantacalcio, fanculo alle vostre aste e fanculo al vedere le partite sperando che coloro che ho nella mia fantasquadra facciano gol alla Juve.
E non vi illudete, non dipende per niente dal vostro ingegno umano. Più di quanto non vogliate accettare, è la fortuna a governarvi. Quant’erano le probabilità che uno spermatozoo di vostro padre tra miliardi trovasse il singolo uovo che vi ha fatto?“.
Se veramente vi sentite i nuovi Guardiola, partite dai dilettanti e provate a vincere la Coppa dei Campioni.
Io, col Kidderminster Harriers, ci ho messo ben 26 anni, ma quelle sì che sono soddisfazioni. E quando l’anno prima, la Juve mi buttò fuori agli ottavi, ero comunque felice.
Perché è sempre la storia di un grande amore, no?

Come diceva l’immortale Maurizio Mosca, “buon campionato a tutti”.
Ora che non c’è più il “Maestro di calcio di Figline“, ci sarà una lotta serrata per assegnare l’ambitissimo scudetto del bel gioco.
Purtroppo, potete ambire solo a quello.

Ps. tatuaggio fissato. Si accettano scommesse sul mese in cui lo disdirò.

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