La Trilogia della Punto: parte 1

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Se mi avessero dato un budget illimitato per comprare una macchina avrei scelto la Punto Cabrio gialla con capote blu. Eh lo so, magari sono fittonate da diciottenne neo patentato ma quella era la macchina dei miei sogni. E infatti appena incominciato a lavorare e appena il motore della Twingo (che è sempre nel mio cuore, specialmente quando la portavo in trasferta a Pian De’Giullari) ha deciso di abbandonarmi nel viaggio di ritorno dall’Abetone post Capodanno 2002, ho rotto il  salvadanaio e ho deciso di realizzare il mio “sogno”.
Nonostante febbraio non fosse il mese adatto per scappottare, me ne  sbattevo alla grande dei fattori climatici e tamarreggiavo a macchina aperta per le vie di Fiorenza. Quando…..
Stavo andando all’allenamento e durante il tragitto trovai il ..Tigre.. Tronconi che mi invitò a seguirlo in una delle sue famigerate scorciatoie per arrivare al Palaviola il prima possibile. La Clio di Tommy comincia a percorrere via Bolognese fino a quando mette la freccia in via Salviati. Via Salviati collega la Bolognese con via Faentina ed è conosciuta come la discesa più bella e pericolosa di tutta Firenze. Da quasi tutti…
“Matte questa la devi prendere come Vin Diesel in Fast And Furious” penso tra me e me.
Cambio marce alla velocità di Rubens Barrichello, il contachilometri impazzisce, il contagiri anche.
“Vai Matte, rock ‘n’ rolllllllllll!”
Ma Matte non sapeva che quella discesa da cazzo duro ha sempre avuto un dosso figlio di puttana per far rallentare gli stronzi come lui. Preso il merdoso a quasi 110 km/h la Punto decolla. Fosse stata arancione invece che gialla a molti avrebbe ricordato il Generale Lee. Il salto è paragonabile a quello delle Hot Wheels, peccato che invece di ricadere sulla strada ho centrato manco fossi uno dei Marines un innocuo palo della luce che sicuramente avevano messo li per me. Lo prendo con il faro anteriore destro quindi nell’impatto la macchina si rigira di 180° finendo dall’altra parte della corsia come se la stessi facendo in salita. Mi ritrovai sdraiato tra i due seggiolini pieno di vetri del cristallo davanti che  avevo disfatto andandoci a sbattere con la testa visto che la cintura non me la metto ai pantaloni figuriamoci in macchina.
La prima cosa che faccio appena mi rendo conto che tutti i pezzi erano al loro posto è controllare se la pallina del mio orecchino fosse sempre li. E incredibilmente c’era. Piano piano mi tiro su e torno al posto di guida dove in teoria avrei dovuto essere e lentamente apro lo sportello per uscire dal “loculo”.
Ad attendere la mia uscita c’erano una decina di persone che, chi in lacrime, chi con gli occhi fuori dalle orbite e chi incredula era li ad aspettare una mia mossa. Se la facevo. Scendo, mi scuoto un pò per ripulirmi da quello che avevo addosso e, con l’occhio di uno strafatto di crack, mi metto a fissare quella povera gente che mi stava intorno.
“Mh, allora??”
Una donnina, probabilmente più in botta di me, non resiste più.
“Mettiti a sedere, stai tranquillo, abbiamo già chiamato l’ambulanza, stai tranquillo!”
Ero il ritratto della tranquillità a parte gli occhi che mi fregavano…
Mi guardo nel poco rimasto del vetro dalla parte del guidatore e intravedo un tagliettino, che mi aveva fatto uscire un po di sangue che mescolato all’ossigenatura del mio taglio dell’epoca mi faceva sembrare Mirko di Kiss Me Licia. Non stavo male, quasi quasi.
“Chiama a casa forza!!”
Si ma goditela eh!
Telefono a me pa’ che per poco mi sviene e mentre riattacco sento in lontananza il rumore delle sirene. Accidenti che velocità. Scende dall’ambulanza una dottoressa brutta come il peccato che nel guardarla per poco muoio… d’infarto! Mi mettono il collare, mi fanno sdraiare sul lettino e in tre riescono a mettermi dentro. Destinazione Careggi. Durante il tragitto la dottoressa comincia a chiedermi delle cose e a farmi parlare per ricostruire l’incidente e capire soprattutto il mio stato mentale che già è preoccupante di natura, figuriamoci dopo essere passato da una parte all’altra di un vetro.
A Careggi cominciano a farmi le radiografie ovunque, testa, braccia, gambe, e non
trovano niente che non sia dove dovrebbe essere. Dopo avermi vivisezionato, mi  metto nel corridoio ad aspettare il responso ufficiale del primario. L’adrenalina piano piano stava finendo e al suo posto stava prepotentemente entrando una nuova emozione: l’incazzatura!
Passa per caso una dolce infermiera e con gli occhioni pieni di amore mi guarda e dice: “Sei un miracolato lo sai”
“Miracolato un cazzo porcod**! La macchina c’ha venti giorni Gesu Ca**! Madonna Str****!”
“Calma, calma, stai calmo!”
Mhhhhhh non mi piace la gente che urla… Dovevo superarla in decibel:
“Ma io sono calmo, devo solo accanirmi con quella merda lassu!”
“Lui ci vuole bene”
“Si, me lo dia tra le mani vedrà quanto bene gli voglio io”
Le blasfemie che uscivano dalla mia bocca triplicavano con il passare dei secondi e la povera donna, stufa di sentire il mio monologo di offese verso la Triade dei Malvagi,  prova con la mano a tapparmi la bocca. L’impulso nel veder arrivare quella manaccia rinsecchita e venosa era quello di staccarle una falange come fa Gollum con Padron Frodo, ma sono stato clemente, limitandomi a fulminarla con un’occhiata alla Schillaci durante i mondiali del 90 e facendola  scappare dicendo quello che dicono sempre i matusa quando parlano di gioventu: “Eh questi giovani d’oggi sono tutti scapestrati. Ma alla loro età noi non s’era mica cosi?!?!” Il professorone arriva in pompa magna dandomi la bellissima notizia che non c’era niente di rotto e che probabilmente nei giorni a venire avrei avuto dolori in ogni  centimetro del mio corpo. E che chiaramente il giorno dopo era escluso l’andare a giocare perchè, secondo lui, non ce l’avrei fatta ad alzarmi dal letto. Morale della favola non ho mai avuto niente, il giorno dopo abbiamo giocato contro Siena ma non mi ricordo come finì. Quel palo della luce me l’hanno fatto ripagare e dei 7000€ che avevo speso per comprare la Punto ne ho dovuti sommare altri 5000€ tra carrozzeria e officine.
Un folle? Eh oh, era o no la macchina dei miei sogni??

Il primo capitolo della trilogia finisce qui, domani il secondo…..

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…