La Trilogia della Punto: parte 2

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Mentre stavo andando all’allenamento (nova..), scendo dal ponte di Mezzo canticchiando se non ricordo male qualche gioiello dei Guns n’ Roses e giro a sinistra in via Mariti per andare verso Piazza Dalmazia.
Superato il cinema e sempre più preso dai miei gorgheggi vengo arrogantemente urtato da una Fiat Uno color verde bottiglia che sbucava contromano da via della Valle. Dopo il picchio, scatta l’onnipresente moccolo di routine e indico alla sprovveduta di accostare poco dopo il supermercato Margherita che faceva angolo. Lei è decisamente una gran bella gnocca, capello biondo platino e una bocca che avrebbe tolto anche la cromatura a un pomello del cambio. Mi guarda e annuisce ma invece di fermarsi mette la seconda e parte. Non lo doveva fare. Schiavo di non so quanti film polizieschi mi faccio possedere dallo spirito dell’ ispettore Callaghan quasi quanto Linda Blair era posseduta dal Maligno ne L’Esorcista, ingrano la prima e la inseguo. Ci mancava solo la sirena.
Intanto chiamo i rinforzi:
“Babbo una mi è venuta addosso con la macchina e sta scappando.”
“Rincorrila fava!”
“Lo sto facendo, sta andando in piazza Dalmazia, la troia”
“Prendo la macchina e arrivo, te cerca di riprenderla”
Passo e chiudo!
La bionda scansa le macchine meglio di Alberto Tomba con i paletti,  ma io sono li, dietro di lei, le sono attaccato al culo. Passa con il giallo in direzione di via Corridoni e nonostante un rosso pieno e il rischio di un super tamponamento a catena non la mollo! La sua corsa finisce al semaforo successivo, quello dopo Pit Stop, a quel rosso appena scattato si deve fermare per forza. L’auto invece di essere nel mezzo di strada tiene leggermente la sinistra e dato che ormai ero diventato a tutti gli effetti Harry Callaghan rischio il tutto per tutto superandola e con un super freno a mano mi piazzo perpendicolare davanti a lei per non farla ripartire. Appena scendo di macchina sono Superfly TNT, sono i Cannoni Di Navarone, comincio a tirare cazzotti sul cofano ridotto malissimo (tanto nessuno si sarebbe accorto di un’ammaccatura in piu..) e a  sparare frasi ingiuriose:
“Scendi brutta puttana, ti ammazzo, te lo giuro, scendi da questa merda di macchina che ti prendo a calci in culo, puttana, ti rovino, ti levo dal mondo, ti stacco la testa e ti ci caco dentro, puttana!”
Insomma, mi lascio un po’ trasportare dall’emozione…
E giù cazzotti su quel cofano che faceva sempre più visuccio.
Fino a quando i miei occhioni verdi speranza si accorgono di qualcosa. Le legnate diminuiscono piano piano cosi come le offese. Dentro la macchina la fanciulla stava facendo la schiuma dalla bocca.
“Aiuto……… aiuto……….” esclamo con il terrore nelle pupille. Vai la mi muore!
Tutta via Circondaria era bloccata e le mie parole piene di amore avevano fatto affacciare chiunque abitasse li. Incredibilmente, o meglio probabilmente chiamati da qualcuno, sbuca da via Carlo Bini una macchina di tutori della legge famosi più che altro per le barzellette.
Scende il primo, con immancabile pizzetto, e mi chiede in primis di spostare la macchina, successivamente si mette a parlare con la bambina. Quell’altro (perchè si sa, i carabinieri sono sempre in coppia) viene da me con la faccia da tosto e mi chiede che è successo per aver fatto tutto questo casino. Mentre sto spiegando tutta la situation, il negoziatore era riuscito a mettersi al volante della Uno e spostarla per far ripartire tutte le macchine che con la mia manovra non riuscivano più a passare. Prende le chiavi e anche lui mi si avvicina. Mentre racconto tutto faccio presente a Simon & Garfunkel che la dama bionda non aveva controlli e di darle un occhio perchè non si sapeva cosa avrebbe potuto fare in quelle condizioni. Tempo un minuto eccola scattare dai blocchi di partenza e cominciare a correre. Il riflesso di uno dei due agenti è da applausi, prende e comincia a rincorrerla per una decina di metri fino a quando non le stampa un  placcaggio alla Warren Sapp. Per non rischiare più decide di metterla nella Uno e di chiuderla dentro, con io che mi stavo letteralmente pisciando addosso dalle risate!
Alla buon ora ecco arrivare i miei rinforzi.
“Dov’è questa cretina?” esclama Remo uscendo di macchina.
“Lei è il padre?”
“No sono il fratello! Certo che sono il padre”
“Ecco allora si calmi subito che già per calmare suo figlio c’è voluto mezzora!”
Insomma come da prassi prendono i dati di me e di lei e ci mettiamo d’accordo per vedersi l’indomani per darsi i dati corretti dell’assicurazione.
The day after puntuale come un orologio svizzero, Remo si reca a casa della ricoglionita. Appena apre la porta la scena è raccapricciante. Ci sono una decina di persone in fila ad aspettare nemmeno alle casse dell’Esselunga. Dopo qualche minuto, me pa si avvicina all’ultimo della coda e con un  leggerissimo imbarazzo gli chiede:
“Scusi, ma tutta questa gente che ci fa qui?”
“Anche lei per l’incidente?”
“Ehm.. si… Ha preso in pieno la macchina del mi figliolo in via Mariti”
“Ecco, prima di prendere quella di suo figlio ha bocciato in pieno la mia
e quelle di queste signori. Ed erano tutte parcheggiate.”
Insomma la signorina si era lasciata col fidanzato pochi giorni prima ed era ubriaca e imbottita di antidepressivi. La troia. Ed era pura bona!

L’episodio 2 finisce qui.. e ancora non siamo a niente…
Preparatevi per il gran finale, il capitolo conclusivo di questa trilogia.
Che lascerà tutti a bocca aperta.

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…