La Trilogia della Punto: parte 3

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Negli anni in cui giocavo a Prato passavamo la maggior parte delle nostre serate al Camarillo, locale dagli eccellenti sottofondi musicali ma frequentato da personaggi un po’ troppo underground per i miei standard. Trovare posto nelle vicinanze del locale era matematicamente impossibile, cosi una sera a mezzanotte inoltrata, parcheggio la Punto davanti ad un portone di casa e mi metto a fare due lanci insieme ad Apo con il pallone da football fino a quando arriva una signora dalla carnagione ambigua insieme ad un ragazzo portatore di handicap che chiedono di chi è la macchina gialla che sta davanti al portone di casa sua.

Le chiedo umilmente scusa, monto in macchina, metto la prima e mentre la sto spostando sento come se mi fosse cascato una tegola dal tetto proprio sul plasticone della capote. Do una rapida occhiata nello specchietto e vedo invece di un mattone come pensavo, un mano chiusa a pugno. Al ragazzo, non so per quale oscuro motivo, gli si era tappata la vena e suon di cazzottoni mi aveva sfondato la plastica dietro. Scendo e il fulmino con i raggi gamma che mi uscivano dagli occhi. “Oh ma che cazzo fa?”
Lei fa la stralunata
“Ho sonno… Andiamo a letto”
“A letto?? Eh no gioia, ora la sta parecchio fermina e la mi dice un po come si chiama”
“No!”
“Ma come no?? Ok allora va in casa, prende 150€ e mi ripaga tutto”
“No!”
“Ok allora ti ammazzo” e le vado in contro scrocchiando i pugni alla Kenshiro.
Capendo che stavo facendo sul serio, i miei ex compagni di squadra si mettono in mezzo mentre il ragazzo viene “incastrato” tra due macchine perche ancora la vena non gli si era stappata.
“Stronzo! Vaffanculo! Stronzo!” mi urla con Hitleriana cattiveria.
Apo, in tutta la sua saggezza, decide di chiamare il 113, in mezzo di strada invece le discussioni e le infamate continuavano, quando il dawn riesce ad eludere la marcatura delle due macchine e di chi gli stava intorno e, probabilmente in memoria del grande Iron Mike Tyson, rifila un destro proprio al povero Apo, l’unico che stava cercando di fare da paciere. Come in Gangs Of New York scoppia il caos. Spunta dalla casa anche il babbo del poveretto che lo agguanta modello koala e, insieme alla moglie, cominciano a trascinarlo dentro casa. Quando sono ormai vicinissimi allo scopo, nel contorgersi l’imprigionato con un calcione chiude la porta. Peccato che ci fosse la mano della mamma o meglio di tutta la mano il dito indice rimane chiuso dentro per qualche secondo. Urli puttani, sembrava il cantante degli Skid Row. Quando riesce a tirarla fuori, ha una falange ciondoloni piena di sangue.
“Oddio, mi sento male… Oddio… Odd….” e sviene.
Panico.
Insieme alla polizia ci tocca chiamare anche la misericordia. I bollenti spiriti si cominciano a raffreddare, quando dentro il portone si intravede il babbo che con un bastone di legno riempie di stonfi lo pseudo figlio. Ecco spiegato da dove deriva tutta quella rabbia repressa. La polizia arriva dopo circa cinque minuti e sul modello di Caruso Pascoscki fanno montare il giovine sulla macchina con le lucine che girano e gli fanno fare un par di giri dell’isolato per tranquillizzarlo. Arriva anche l’ambulanza che medica la donnina e la porta di volata al pronto soccorso anche perchè quel dito era veramente messo male.
I dati vengono presi e la serata finisce, surreale come un quadro di De Chirico, ma ahimè tutta cosi tristemente vera.
Questa è la storia della macchina dei miei sogni che in un anno e mezzo ne ha viste più di Rutger Hauer in Blade Runner e che dopo l’ennesimo incidente sulla neve mentre montavo sull’autostrada ho deciso di dare via perchè probabilmente era stata concepita insieme all’Anticristo. O proprio da lui in persona. Infatti per annullare qualsiasi tipo di scaramanzie mi sono comprato il carro funebre (o la Batmobile, a seconda dei gusti) e ho messo il portachiavi dell’Ofisa a forma di bara. Perchè io alla smorfia non ci credo però, come diceva la Mentadent, prevenire è meglio che curare.

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

  • Cosimo

    Una trilogia da leggere tutta d un fiato