Ricorda che del calcio è tua la storia vol. 5

Stamattina mi sono svegliato e mi sentivo…..
Non credo che esista una parola per descrivere il modo in cui sono sceso giù dal letto.

Irrequieto?
Agitato?
Teso?
Nervoso?
Elettrizzato?
Carico?
Pompato a 1000?
E’ veramente difficile da spiegare.
Prima di fare colazione, ho preso il termometro e mi sono misurato la febbre. 36,2. Strano, eppure ero convinto di avercela. Allora chissà perché un giorno l’anno (facciamo due) mi sveglio e mi sento in questo modo.
A lavoro un disastro. Ho rotto un paio di lapis impugnandoli, da quanto avevo i muscoli in tensione. Digrignavo i denti, avevo gli occhi sbarrati come se mi fossi appena fatto una dose di crack e, soprattutto, un pensiero fisso in testa che mi impediva di pensare ad altro. La cosa strana è che vedevo diversi anche i miei colleghi. Sia gli uomini sia le donne. Osservandoli meglio, sembrava che anche loro si fossero svegliati nel mio stesso identico modo. Tutti tranne uno. E’ pugliese. Di Bisceglie. Prova a parlare, ma nessuno lo considera. Per tutta la mattina, ad eccezione del collega pugliese, non si sente volare una mosca. In pausa pranzo non sono riuscito a mangiare niente. Lo stomaco brontolava dalla fame, ma tutto quello che buttavo giù me lo sentivo risalire su per l’esofago. La mia testa era completamente da un’altra parte. Il pomeriggio lavorativo è stato identico alla mattina. Strisciare il badge alle 18 è stata una liberazione. Mi sono sentito teso ma leggero. Nervoso ma tranquillo. Con i colleghi non ci siamo neppure salutati. Ognuno ha preso le sue cose ed è scappato via. Sono tornato a casa e mi sono fatto la doccia in un secondo. Mi sono vestito e sono uscito, montando in sella al mio motorino come un cowboy sul suo fedele destriero. Ho cercato di andare più veloce che potevo, ma nonostante le due ruote mi sono imbottigliato nel traffico. E’ un classico se prendi i viali a quell’ora. Però per rimanere fermo, immobile, col motorino senza riuscire a fare zig zag tra le macchine, beh.. se non è il 24 giugno, capita una sera l’anno. Le luci in lontananza mi fanno tornare l’agitazione. Perché finalmente il pensiero che ho avuto marchiato a fuoco nel cervello per tutto il giorno può finalmente liberarsi.
Fanculo il lavoro. Fanculo la fidanzata. Fanculo il cane che non ho portato a pisciare. Fanculo gli amici, i soldi, i problemi, le bollette e le rate del mutuo e della macchina.

Fanculo tutto.
Sono in pieno clima partita e tra meno di due ore c’è Fiorentina-Juventus.
Ho ancora il casco, ma ho già iniziato a cantare.
Perché il Franchi è casa mia.

JUVE JUVE VAFFANCULO!!
JUVE JUVE VAFFANCULO!!

Quella che avete appena letto è la tipica giornata del tifoso viola prima di Fiorentina-Juventus.
Fiorentina-Juventus.
Ancora…..
Cos’altro posso scrivere della partita dell’anno?
Ad essere sincero poco. Ho già detto quasi tutto nella trilogia “Ricorda che il calcio è tua la storia” (vol. 1, vol. 2, vol. 3), ho addirittura soppresso il dolore del 4-2, scrivendo quello che penso sul nostro Capitano (pensiero, che nonostante lo Scudetto e i 102 punti, non è cambiato di una virgola) ed esposto il rapporto tra la Nazionale Italiana ed il tifoso Viola (vol. 4 e se leggete bene, vi renderete conto che un mese prima dei Mondiali avevo già previsto come sarebbe andata a finire. Non perché sono un veggente, ma perché non tifo per la Fiorentina e di conseguenza di calcio ne capisco fin troppo).
Dato che ho iniziato il post raccontando lo stato d’animo del tifoso viola pre Fiorentina-Juventus, mi soffermerò su come l’ultras vive la vigilia dell’unica partita che gli interessa e per una volta posso ringraziare Facebook e tutti i social network del globo.
Andrebbe fatta una distinzione tra tifoso abituale e occasionale.
L’occasionale si limita a qualche post, a volta condito da “buffe” immagini prese dal web, con scritto semplicemente JUVE MERDA. E’ un po’ pochino, ma parla di calcio due volte l’anno quindi, per i suoi standard, si sente fin troppo appagato.
Il tifoso abituale, quello che ce l’ha a morte con tutto e con tutti (dalle istituzioni alle squadre avversarie, dagli arbitri ai commentatori di Sky e Mediaset), ha il suo rituale che di solito comincia una decina di giorni prima del fischio d’inizio. Un viaggio fatto di immagini e video nostalgici. Non si limita a pubblicare una cosa al giorno tipo calendario dell’avvento (magari……..), ma raddoppia (e a volte triplica) la frequenza dei post. Non è un caso che i giorni siano una decina, perché i momenti da ricordare per lui, purtroppo, non sono poi molti: la coreografia in curva Fiesole nel ’91 (che sistematicamente diventa l’immagine di copertina), il gol di Fuser e il non rigore calciato da Baggio (perché sulle rive dell’Arno, Baggio è stato Baggio soltanto in maglia viola), il 3-0 del 1998 con gol di Oliveira, Firicano e Robbiati, la celeberrima incornata di Batistuta, il pareggio di Borgonovo al 90′ e una delle poche partite buone di Laudrup nel 1992. Pensate che alcuni, seppur non ancora nati, hanno pubblicato il gol di Alessio Tendi del 1980. E poi coreografie. Coreografie su coreografie che sinceramente sono splendide. Così come gli striscioni (ecco quelli pubblicateli perché sono fantastici!) Il tutto sempre condito dall’immancabile JUVE MERDA.
Non mi sono scordato il 4-2 che merita un capitolo a parte. Perché a Firenze, in un modo o nell’altro, è sempre il 20 ottobre 2013. In molti si ricordano ancora la formazione, come un tifoso nerazzuro degli anni ’60 con la grande Inter del Mago Herrera, vincitrice di tre Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Lo stesso palmares (o Palmeiras come disse un mio ex presidente) della magica viola dell’ultimo decennio………
Più volte mi è stato detto: Matte, da gobbo di merda quale sei, non potrai mai capire cosa si è provato a vincere per 4-2, facendovi quattro pere in un quarto d’ora”. L’italiano era leggerissimamente diverso, ma va bene così.
E’ vero. Non potrò mai capirlo e di conseguenza mi riesce difficile capire come siano state fatte tazze, magliette, cuscini, poster, striscioni, sciarpe, volantini, cartelli stradali, murales e chi più ne ha più ne metta.
Così come non posso capire una conversazione del genere:

Domenica 30 novembre, ore 15.
“O’ icche ci fa Gomezze con la fascia di’ capitano?”.
“Ah boh. Montella un capisce una sega! E continua a fallo giohare, que cammellone”.
“L’è finiho alle barbe. Se l’era bono, co’i’ cazzo che ce lo vendeea i’Bayerne”.
Domenica 30 novembre, ore 17. Cagliari-Fiorentina 0-4 con col di Mario Gomez.
“Oh, venerdì si vince di sihuro l’è tornaho i’Bomber!”.
“Ma l’ha’ ‘isto che partiha che l’ha fatto? Oh, se s’è sbloccaho pe’ davvero, venerdì un ce n’è pe’ nessuno. Tra l’altro, gli ha belle fatto go’ a que’ gobbi di merda”.
“L’è tutto merito di Montella. L’è proprio un grande allenatore”.

E’ un mio limite. Lo ammetto. E vi voglio bene per questo. Perché mi fate capire che anche io ho dei limiti.
Però, neanche coloro che me l’hanno detto, e non solo, potranno mai capire che cosa si prova a vincere o perdere una Champions. O uno Scudetto all’ultima giornata che sembrava già vinto o perso (Fifa e Football Manager non valgono). Così come non potrà mai capire che un giocatore è forte, fortissimo, scarso o scarsissimo sempre. Non una settimana sì e l’altra no.
Lo so, è dura ma vi voglio bene lo stesso.
Ognuno ha i suoi.
Di limiti.
Chiudo il post con le parole di me pà. Alla mia domanda: “babbo, pronostico per venerdì sera”, la risposta è stata “m’importa una sega di Fiorentina-Juve. A me mi basta passare il turno martedì”.
Anche queste cose un tifoso della Fiorentina non le potrà mai capire.
JUVE JUVE VAFFANCULO!
JUVE JUVE VAFFANCULO!

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