Ricorda che del calcio è tua la storia

Dopo circa quattro anni ho ripreso l’influenza. Mal di testa, nausea e dolori in ogni centimetro del mio corpicione. Sono cambiate le cose dall’ultima mia febbre. Intanto non viene più il dottore a casa ma la visita viene fatta al telefono, con conseguente diagnosi fatta a seconda dei sintomi e il buon vecchio certificato da portare alla ditta non esiste più. Ora danno un numero di protocollo da girare all’azienda. Ah, la tecnologia, come si farebbe senza..

Approfitto del mio stato confusionale e della botta che mi sta dando la tachipirina, per scrivere questo post. Un post che non mi farà amare da una determinata categoria di persone della “mia” città.
A Firenze c’è un giorno che i fiorentini aspettano da un anno intero, molto di più della giornata di San Giovanni, con la finale del calcio storico il pomeriggio e i fochi la sera. Per strada non si parla d’altro, sui giornali pure, per non parlare dei social network e c’è addirittura chi si segna questo fantomatico giorno sul calendario per iniziare il countdown fino alla fatidica ora X. Il giorno, ovviamente, è quello di Fiorentina-Juventus. La partita contro gli odiati e disprezzati Gobbi. Non è un derby, non ci sono questioni storiche dietro come tra West Ham e Millwall o tra Barcellona e Real Madrid  né questioni religiose come tra Celtic e Rangers. Quindi perché tutto questo odio verso la maglia bianconera? Wikipedia riporta che la rivalità è nata negli anni cinquanta, quando la Fiorentina era stabilmente nelle zone alte della classifica (pensa te, c’è stato un periodo in cui la Fiorentina era nelle zone alte della classifica.. vabbé, non c’era ancora la televisione a colori.. Anzi, c’era la televisione?) e che si è acuita con il gol annullato a Graziani nel campionato 1981-82 poi vinto all’ultima giornata dalla Juve, dagli striscioni che inneggiavano alla strage dell’Heysel (per la cronaca c’era pure il mio babbo a vedere quella finale e se non era per due tifosi del Liverpool probabilmente le vittime sarebbero state 40 ndr), per la finale di Coppa Uefa dell’89-90 e con la cessione del più forte calciatore italiano di tutti i tempi.
La mediocrità di Firenze è rispecchiata nella Fiorentina e in tutto quello che ci gira intorno. Prendete le locandine dei quotidiani fuori dalle edicole. Come prima notizia ci sono sempre le parole dell’allenatore o di un calciatore o l’attesa per una partita o la deludente o convincente prestazione domenicale. Dopo vengono le notizie di cronaca. Togli la Fiorentina ad un suo tifoso e scoppierà la guerra. Togligli il lavoro e avrà comunque sempre la Fiorentina. I tifosi della Fiorentina sono i miei preferiti da sempre. Fanno morire dal ridere. Sono geniali e creativi come pochi Italia. Basta pensare a tutti gli striscioni che hanno fatto nel corso degli anni (il mio preferito resta: Pintu-RICCHIONE). Se vi girano le palle andate su www.fiorentina.it e leggete qualche commento lasciato alla fine degli articoli. Vi tornerà il buonumore.
Il vero tifoso viola si riconosce subito. Sia quando sta zitto perché avrà di sicuro il tatuaggio del giglio, come senso di appartenenza alla città e ai colori della sua squadra, in bella vista, sia quando parla, perché mette i diahane su tutto manco fosse formaggio e perché è sempre fioco (diahane).
La prima cosa che fa il tifoso viola quando parla di Fiorentina è piangere.
Ha sempre gli occhi umidi, come se avesse la congiuntivite, si ricorda tutto, o meglio si ricorda solo quello che vuole, ma non piange di gioia. Piange perché vede complotti ovunque. Più di Mel Gibson nel film del 1997. Perché la principale convinzione che ha il tifoso viola è che tutto il mondo ce l’abbia con loro. Arbitri, federazione, la Uefa, la Fifa. Tutti! Non si sa bene per quale motivo, ma dovrà in qualche modo giustificare una gloriosa storia fatta di due scudetti conquistati nell’Avanti Cristo e di un paio di Coppe del Nonno vinte al torneo Sammontana.
Con un tifoso viola puoi parlarci di tutto.
Di politica, di donne, di macchine, di film, di musica.
Di qualsiasi cosa. Basta non parlare di calcio. Parlare di calcio con un tifoso viola è come parlare di fica con un omosessuale. Perché non ci capisce niente. Anche se non è colpa sua. Il Pisto dice sempre che “a Firenze il gioco del pallone non l’hanno mai visto“. Come hanno fatto a vederlo quando tutta la loro storia è stata segnata cinque/sei fenomeni e da un numero infinito di mediocri scarponi?
Eccoci qui.
All’argomento calciatori in maglia viola. Altra caratteristica che rende il tifoso viola unico è proprio questa.
Ogni estate durante la sessione di calciomercato, qualsiasi calciatore viene acquistato dalla dirigenza è automaticamente un fenomeno. Non bravo o discreto. ma proprio un fenomeno, anche se nessuno l’ha mai visto giocare e anche se nessuno sapeva chi fosse. “Questo l’è bbbono“. Così dicono gli esperti davanti al Bar Marisa. Prendo per esempio l’ultima gestione, quella del santone Pantaleo Corvino. ”
Questo l’è bbbbono” è stato detto per Bojinov, Vanden Borre, Nacho Castillo, Hable, Mazuch, Papa Waigo, Montolivo, Kuzmanovic, Guigou, Pancaro, Santana, Reginaldo, Potenza, Semioli, Da Costa, Cacia, Bonazzoli, Zauri, Comotto, Bolatti, Felipe, De Silvestri, Keirrison, Kharja e Santiago Silva, diventato un idolo prima di mettere piede in campo per due esultanze a idiota in Argentina.
Anche in passato non era diverso.
Toldo era il miglior portiere, Rui Costa il miglior centrocampista e Batistuta il miglior attaccante DEL MONDO! Nonostante ciò, i tre insieme hanno vinto una Coppa Italia. Quindi è comprensibile che il tifoso viola viva nei ricordi. Il gol di Batistuta a Wembley e sempre quello del Bati contro la Juve nel lontano 1999 sono momenti indelebili più della data del matrimonio o del compleanno del figlio. C’è da dire che questi fenomeni parastatali, durante la loro permanenza a Firenze, riescono a passare da idoli a merde per poi tornare idoli nel giro di una settimana. Dipende tutto dalla loro prestazione la domenica.
Cosa ci volete fare? Sono fatti così…
Gira e rigira ha sempre ragione il Pisto: a Firenze il gioco del pallone non l’hanno mai visto.

Seriamente, stasera la Fiorentina deve vincere. Altrimenti tutti i suoi splendidi tifosi come potrebbero trovare del positivo dall’ennesima annata senza soddisfazioni. Roncaglia a parte. Però, se proprio devo immaginarmi uno scenario, sai come sarebbe un rigorino inesistente al 90′ sullo 0-0…. Scusate, non mi volete male, è colpa dell’influenza, in realtà queste cose non le penso….

Ah, vi metto la versione con le parole, almeno mentre vi appariranno le immagini potrete anche cantare l’inno.

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