Star Wars: Gli Ultimi Jedi

Uci Cinemas Campi Bisenzio, ore 10,15.
Siamo io, l’Ire, Cosimo e mia sorella insieme ad un esercito di Stormtroopers senza uniforme. Hanno un’età compresa tra i 20 e i 50 anni. Loro la pensano come noi (o meglio, come me e Cosimo): Episodio VIII va visto la mattina.
Sono appena tornato da Roma. L’aria capitolina mi ha fatto scrivere, pensare e riflettere, oltre ad aver consumato le suole delle Roshe Daybreak color Seattle Supersonics.
“Non devo partire prevenuto. Non devo partire prevenuto” mi ripetevo ogni volta che sul telefono mi appariva il pop-up dell’imminente uscita de’ Gli Ultimi Jedi.
Faccio vedere alla maschera il codice a barre che ho sul cellulare con i biglietti. Lei guarda Cosimo e gli dice: “scusa, con questa dove pensi di andare?”.
In mano aveva una spada laser.
La guarda e sorride. Fa un altro scalino, ma lei insiste:
“Scusa, con questa non puoi entrare”.
Cosimo si ferma. La guarda ancora. Poi guarda me.
“Ma dici davvero?” le chiede.
“Sì” risponde.
“Scusami eh, non lo vedi che è di plastica. Tranquilla, non ci ammazzo nessuno”.
“Te l’ho detto. Non puoi entrare. Però se vuoi, la lasci a me e la porto in ufficio”.
“Ma te hai perso il capo”.
“Te l’ho ripeto, con questa non puoi entrare”.
Ci rendiamo conto che la tipa sta facendo sul serio. È più inflessibile della lama, di plastica, della spada laser di Cosimo che è costretto a tornare alla macchina a lasciare nel portabagagli quell’arma pericolosissima.
I miei pensieri sul non essere prevenuto svaniscono.
Sarebbe stata una mattinata amara.
Molto amara.

Le luci si spengono e appaiono in sequenza la scritta Lucasfilm ed il “tanto tempo fa in una galassia lontana lontana“.
Fanfara.
Appena vedo il logo Star Wars, penso a quanto mi manca la scritta Guerre Stellari e a quando era una semplice trilogia e non una saga di stocazzo.
È una battaglia persa.
Hanno vinto loro.

Quasi tre ore dopo, mi sento come la sera del 3 giugno.

Allora, chiariamoci subito, secondo me, Episodio VIII è meglio di Episodio VII, il che non è un bel complimento, dato che metto il Risveglio della Forza subito sotto la Merdaccia Fantasma come capitolo più ignobile della saga. Però è sul terzo gradino del podio, riuscendo nell’impresa di spodestare l’Attacco dei Cloni (altra immane cacata).
L’unica cosa positiva, se così vogliamo chiamarla, è che almeno non è la brutta bruttissima copia de’ L’Impero Colpisce Ancora (vedi Risveglio della Forza con Guerre Stellari), anche se alcune allusioni neppure troppo velate ci sono.
Stop.
Fine del positivo.

Se mi dovessi mettere ad elencare tutti i problemi de’ Gli Ultimi Jedi, probabilmente, impiegherei tutta la settimana di ferie che ho:
La durata è eccessiva. E pure fastidiosa. Mi chiedo come mai una volta riuscivano, con cinquanta/sessanta minuti in meno, a fare film millemila volte migliori.
Quei pochissimi punti interrogativi lasciati nel Ritorno della Forza, sono in realtà due “ah, tutto qui”.
La parte interracial con Finn (a cui ho augurato una morte atroce tra mille sofferenze per tutto il film) e Rose è pallosa quanto un’omelia.
Luke Skywalker nell’invecchiare è diventato un ebete. Probabilmente, sull’isolotto dove si è autoesiliato, si sfonda di selfie dalla mattina alla sera perché ha sempre la bocca corrucciata e il labbrino in fuori che ti aspetti l’uscita dello smartphone dalla tunica da un momento all’altro, per poi condividere l’istantanea su Instagram e alimentare la leggenda tra i suoi followers (ed il finale ne è la riprova).
La Principessa Leila vince il “premio scena-me-ne-vado”. Vorrei complimentarmi con gli sceneggiatori per la scelta (appena vedrete, capirete).
Rey è sempre più onnipotente e il tutto sempre senza addestramento. D’altronde, quando di cognome fai Di Nazareth, è la genetica che ti permette di fare miracoli.
Il Leader Snoke non si commenta perché è un’offesa all’intelligenza.
Poe Dameron non lo abbatti nemmeno con i Nazgul.
Il Capitano Phasma serve solo a vendere le statuine degli Stormtroopers con l’armatura cromata.
C1-P8 è di passaggio, D-3BO è ridotto a fare il buffone di corte, mentre speri che arrivi Ibrahimovic da un momento all’altro a calciare nell’iperspazio quel SuperTele chiamato DD-8.
I Porg sono fastidiosi quanto i Minions e si meritano l’estinzione più degli Ewoks. Almeno quegli orsetti merdosi facevano qualcosa. I Porg invece non sono altro che una subdola esca per portare al cinema ancora più bambini e ancora più fie.
Paradossalmente, il personaggio migliore continua ad essere Kylo Ren. Dire che mi piace mi sembra eccessivo, ma preferisco sempre un cattivo umano piuttosto che il solito stronzone stereotipato. Continuo a non capire come da Harrison Ford e Carrie Fisher pre restauro sia potuto venire un cesso del genere, ma è un problema mio (magari ne Il Ritorno dello Jedi non ci hanno fatto vedere l’incesto tra lei e Jabba The Hut. Allora sì che avrebbe senso).

Penserete: “bene, mi sembra che si sia sdegnato abbastanza”.
Invece no.
C’è dell’altro.
Se il tema principale de Il Risveglio della Forza ruotava intorno al rapporto padre-figlio, quello de Gli Ultimi Jedi è uccidi il passato.
I miei genitori mi hanno appena regalato un cabinato arcade degli anni ’80. In casa ho il Nintendo, un juke box, la Polaroid, il piatto per i 33 giri, il poster di Taxi Driver, una stecca da calcio balilla con giocatori annessi, le poltroncine da vecchio cinema monosala diviso in galleria e platea e tante altre puttanate vintage.
Questo per dire che il passato non si uccide. Perché, oggi più che mai, il passato è migliore del presente. E la terza trilogia di Star Wars ne è la conferma. Se mai ci fosse stato bisogno di una conferma.
Purtroppo ci stanno riuscendo, grazie anche a mamma Disney, la cui sapiente mano in questo episodio è fin troppo evidente.
Quello che più mi fa male è che il franchise di Star Wars è diventato come la Apple: entrambi stanno cacando in testa a coloro che li hanno fatti diventare grandi, puntando su una nuova leva di idioti a cui non so quanto possa realmente interessare la saga di Star Wars.

C’è solo un modo per far sì che il prossimo episodio IX possa risollevare questa terza trilogia che è riuscita, per ora, nell’ardua impresa di farmi rivalutare la seconda, ma visto l’epilogo de gli Ultimi Jedi, ho paura che finisca in un tracollo colossale.
Anche se da una parte ci spero.
Rischiare, vent’anni dopo la Minaccia Fantasma, il Daspo cinematografico mi fa sentire ancora più uomo vero.

Ps. conversazione con un altro che non l’ha presa troppo bene.
Che la forza sia con noi…

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