Recensione Concerto Steve Vai Firenze 23/09/05

I suoi avi vengono dall’Isola D’Elba e lui propone una valanga di tecnica sul palco del Saschall: ecco il nostro resoconto, compreso Eric Sardinas.

La serata si preannuncia indimenticabile fin dall’apertura affidata ad un chitarrista dalle vene blues, country e rock, Eric Sardinas, che parte subito in quarta sfoderando oltre al suo buon bagaglio tecnico, anche una grande grinta capace di coinvolgere il pubblico in maniera più che convincente. Ottima la schitarrata a petto nudo in mezzo al pubblico, oppure l’assolo con la bottiglia di birra. Unico inconveniente, il sonoro, a causa del volume che rendeva il suono della chitarra molto confuso. Tutto sommato una buona apertura da parte di Eric.
Alle 21 in punto entra il protagonista della serata, urla e applausi per uno dei maestri per eccellenza della mitica a 6 corde. Lo show inizia ma il volume di Steve è basso e ancora peggiore di quello di Sardinas, tanto che finito il primo pezzo interrompe il concerto, chiedendo scusa, per fare un nuovo soundcheck. Durante la prova volumi Steve perde la pazienza gettando anche la chitarra in terra e dando qualche calcio all’amplificatore (cosa che forse si poteva risparmiare). Dopo circa 45 minuti abbastanza noiosi finalmente si può dire che il concerto è iniziato: le canzoni del nuovo album sono coinvolgenti, movimentate e ben ritmate, inoltre Steve sfodera dal suo repertorio anche canzoni lente diventate ormai storia, come “Whispering a prayer”. Lo spiacevole inconveniente del problema audio iniziale viene colmato dallo psichedelico show che Steve offre ai suoi fans grazie a raggi laser montati sulle mani e a un casco ricco di luci ed effetti che il folle chitarrista indossa, uno spettacolo sia per gli occhi che per le orecchie. Dopo uno show a base di chitarra elettrica non poteva mancare un bel set acustico in cui Steve ripropone alcuni classici della sua lunga carriera fra i quali “Sisters”.
Ottima la performance degli altri due chitarristi che lo accompagnavano, soprattutto quella di Tony MacAlpine che dimostra di essere un musicista completo dotato di una gran dose di gusto e tecnica, passando anche dalle tastiere alla chitarra con tranquillità; fa la sua bella figura anche il bassista Billy Sheehan , che con un pauroso assolo di 15 minuti su un basso a due manici dimostra di avere una tecnica degna anche dei migliori chitarristi esperti di tapping del mondo.
I musicisti dimostrano di avere una grande versatilità, fantastica la parte di improvvisazione oppure quando si scambiano i ruoli . Torna in scena Sardinas, passione allo stato puro, che suona con Steve un altro pezzo. Ultima canzone della serata la magnifica “For the love of god”, molto intensa ed emozionante. A chiudere lo show un’ultima chicca da parte di Steve, un ultimo spettacolare assolo, in cui dà il meglio di se, tapping a 8 dita, legati ultraveloci e ipertecnici, vibrati con leva al limite del sopportabile e armoniche artificiali sulla prima corda con la lingua e addirittura soffiando sulla chitarra. Infine Steve si scusa con il pubblico per i problemi audio, promettendo di tornare a Firenze in un prossimo tour (sperando che la prossima volta vada tutto liscio).
Tutto sommato il maestro Vai ci ha regalato un buon concerto, con i suoi alti e bassi naturalmente, ma pieno di passione, grinta e gusto, sì gusto perché a differenza di altri guitar-hero il nostro Steve non suona milioni di note al secondo, ma anche se con un tocco di velocità e tanta tecnica indiscutibile, sceglie note che trasmettono emozioni, proprio come fa lui con le sue mille espressioni a volte anche buffe e divertenti.
Speriamo quindi che torni nella nostra amata Firenze magari senza inconvenienti audio ma con la stessa grinta e passione che riesce sempre ad emozionarci.

2 comments
  • Matteeeee sei un grande!!!
    Sono riuscito a far risorgere il pc dopo formattazioni varie…ci si sente quano t connetti…a presto

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