Dichiarazione d’amore

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Non so cosa mi sia successo stamani, ma mi sento diverso. Colpa della piadina e di essere andato a letto troppo presto con ancora lo speck e lo stracchino sullo stomaco? Sarà stata la visione di Stracult e di Milly D’Abbraccio prima di chiudere gli occhi o la vittoria del Napoli in Europa League. L’aver preso troppo freddo alla Valenti ed aver fatto una doccia di quasi quaranta minuti insieme agli altri tre mariachi. Non me la sento di incolpare Jimi e Are You Experienced. Non voglio scomodare i santi.
Non saprei proprio, so solo che sono strano.
Stamattina mi sono svegliato e mi sono accorto che mi manchi. Tanto.
Non credevo tu mi potessi mancare in questo modo. Quasi maniacale, mi sento come Jared Leto in Requiem For A Dream. Alla perenne ricerca della dose. Pensandoci bene, la colpa di tutto è il momento. Metà dicembre. Gli zoccoli del suino nella pancia della meretrice cominciano a puntare la placenta. In più per completare il quadretto le previsioni metereologiche hanno messo neve su tutto lo stivale. L’atmosfera natalizia colpisce sempre, anche quelli dalla scorza dura come me.
Guardo fuori dalla finestra e ti penso. Intensamente. Continuamente.
Mi è capitato di rivederti, a volte per caso, a volte volutamente, ma so che non è più la stessa cosa, perché mancano quei momenti in cui guardavo l’orologio di continuo e contavo le ore, i minuti, a volte anche ogni minimo secondo che mi separava da te. E’ stato un colpo di fulmine. Nel vero senso letterale della parola. Ti ho vista per la prima volta e ho capito che se dovevo donare il mio Quore a qualcuna, quella qualcuna potevi essere soltanto te.
Passavi davanti a tutti, anche agli amici più stretti. Quando uscivo da lavoro e sapevo che c’eri facevo le corse per poterti vedere. Avevo pure un quaderno di cui tutti ignorano l’esistenza dove scrivevo quello che accadeva. Sfogliando le pagine rivivevo ogni minimo istante. Sapevo che prima o poi sarebbe finita. Niente dura in eterno. Quanto l’ho accusata. E per farmi ancora più male ho voluto rivederti la sera dopo. Alcuni mi hanno detto bene, altri mi hanno detto male. Ma una fine resta sempre una fine. Sto cercando di andare avanti, anche se non è per niente facile. Ho provato a dedicare qualche serata a qualcun’altra ma credimi, nessuna è come te. Perché per me rappresenti la perfezione.
Se sono ridotto così è perché mi manchi. Veramente. Mi manchi da impazzire.
Mai avrei immaginato di fare una confessione sul mio blog. Adesso poi che da quando ho ricominciato a scrivere fa quasi 220 visite al giorno. Ho parlato fino ad ora di cattiverie, alcune gratuite altre no. Ho fatto stringere il culo ad un numero X di donzelle. Ma alla fine dei conti anche io sono come tutti. Anche io ho dei sentimenti. Anche io ho un Quore.
Si dice che ogni uomo è un’isola. La mia sei tu…
Forever yours
M

Era il 23 maggio 2010.
Alle ore 6.00 del mattino, dopo essermi guardato dalle 23 del giorno prima tutti e quindici gli episodi della sesta serie, uno dietro l’altro, in contemporanea mondiale inizia l’ultimo episodio dell’unico serial che mi ha cambiato la vita, intitolato appunto “The End”.
L’attesa è stata lunga ma non faticosa. Ero già allenato. Sfido chiunque a stare dodici ore dentro un cinema a guardare in successione i tre episodi del Signore Degli Anelli, con soltanto un quarto d’ora di pausa. Non avendo mai bevuto un caffé in vita mia e odiando le cosiddette bevande energetiche, vedi RedBull, Burn e Monster, presi la drastica decisione di non dormire. Comunque per sicurezza, avevo sistemato strategicamente quattro sveglie agli angoli del salotto nel caso fossi crollato. Ma era scontato che non crollassi. Non è nella natura di Lost far addormentare lo spettatore.
Si comincia.
La puntata è in lingua originale. Quella con i sottotitoli l’avrebbero trasmessa la sera dopo. Non potevo aspettare. Il mio inglese è a dei livelli super ma devo lo stesso di tenere alta la concentrazione per paura di perdere anche un solo accento. Guardo l’orologio nervosamente, senza riuscire a dare una spiegazione plausibile al mio comportamento. La puntata scorre via, splendida come le altre centrotredici che l’hanno preceduta, ma il malessere non passa.
Quando tutti i nodi cominciano a tornare al pettine (non il mio).
Realizzo che sta finendo. Che sei anni della mia vita sono giunti al capolinea. Non ci saranno più incazzature, morsi sul cuscino, occhi sgranati, appunti sul quaderno, mesi a pensare cosa cazzo si sarebbero inventati e mesi a curiosare sui siti di tutto il mondo a cercare uno spoiler, una foto o una cazzo di dichiarazione di Lindelof e Cuse.
L’occhio si chiude. Per l’ultima volta leggo la scritta LOST di fine puntata.
E come un cuoco che si passa la mano sugli occhi dopo aver sbucciato una cipolla… piango.
Sono le 8 di mattina. Sono più di ventiquattro ore che non dormo. Non ho la forza di fare niente, neppure di alzarmi dal divano. Ma piango. A dirotto.
Dopo cinque minuti mi state già mancando tutti. Anche Jack, il dottor stocazzo, a cui ho augurato una morte lenta e dolorosa fin dal primo giorno che l’ho visto. Prendo il quaderno che avevo appoggiato accanto a me. Sei anni di nomi, numeri, frecce, asterischi, richiami al passato poi al presente infine al futuro. Sei anni di teorie su come sarebbe andata a finire. Perché presuntuoso come sono credevo di essere sulla stessa linea degli sceneggiatori.
Con il quaderno saldo nelle mani vado davanti al cestino e lo butto via.
Non ci avevo capito un cazzo. Come tutti del resto. Capita anche a me.
Finalmente vado a letto con gli occhi ancora umidi.
Guardo l’orologio e prima di addormentarmi comincio a pensare che la sera l’avrei rivista.

Questo è LOST…

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

Further reading

Instagram feed

Error validating access token: The session has been invalidated because the user changed their password or Facebook has changed the session for security reasons.Follow @matteoaiello