Christ-mas

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Citando un cult del 1982, quando i cinepanettoni erano film di un certo livello:
“Anche questo natale ce lo siamo levati da ‘e palle!”
Il bambino è nato. E’ sano, ha quattro zampe come sempre ed ha grugnito. Però quest’anno è nato nero. A Betlemme è caos. Il padre secondo i maligni dovrebbe essere Baldassarre, il re magio fondente, che infatti secondo gli ultimi rumors, non dovrebbe presentarsi il sei gennaio, alla consegna dei doni, per non creare ulteriori polemiche. E’ inutile domandarsi se la festa dell’ipocrisia e del consumismo sfrenato sia di mio gradimento. Già il saluto mi fa incazzare. Buon natale, auguri. Ma se fino alla vigilia eri in fila, pronto ad aspettare una mia posizione a mamma d’agnello, per mettermelo nell’ano.
Sono stato più in coda per le vie di questa merdosa città in questa settimana che in tutta la vita. Eppure la neve era sparita. Ma gli idioti no. Perché come tradizione vuole, tutti hanno come fissato un appuntamento per intasare le strade alla conquista dell’ultimo regalo perduto. I regali dovrebbero essere l’unica cosa positiva del natale. E sinceramente quest’anno non mi posso lamentare. Nessuno mi ha regalato uno shampoo (può sembrare assurdo ma vi giuro che c’è chi me l’ha regalato), sono arrivati i soliti calzini e mutande (un paio bianche così non posso neanche mascherare le sgommate da peti vestiti), un cappello che è sempre ben accetto per tenere le idee al caldo, una bibbia sui più grandi chitarristi della storia, una televisione e soprattutto una valanga di vinili. Due dei Led Zeppelin, uno di Van Halen, uno degli AC/DC, il primo live dei KISS, i primi due orgasmi musicali del Dio Mancino e tre, e dico tre, masturbazioni sonore del RE. Tutti album che se ascoltati su un giradischi hanno un effetto completamente diverso rispetto al classico mp3. Ti riportano indietro nei sixties, quando avevi solo l’imbarazzo della scelta. Voglio far diventare camera mia come gli studi della Sun Records, ma mi manca il posto. Ci sono troppe videocassette, troppi dvd, troppi divx. 1548 film secondo l’ultimo censimento. Ma giuro che quando avrò casa, a costo di non mettere la cucina (che tanto non mi serve), troverò il modo di infilarci tutto.

Quest’anno la mia fantasia mi ha portato a fare danni anche durante il pranzo. Come da tradizione, tutto il parentado scroccone, con la scusa che viviamo nella casa più grande, è venuto in pariglia ad abbuffarsi come maiali all’ingrasso. Data l’età hanno tutti dei problemi, eppure erano sempre i primi a finire quello che avevano nel piatto. Potevi dargli da mangiare anche la merda, magari con un po’ di parmigiano e due foglie di prezzemolo. Avrebbero ingurgitato anche quella senza battere ciglio. Il momento più drammatico del pranzo di natale è senza dubbio quello del brodo, quando quell’odioso esercito di cukidentati matusa, comincia all’unisono ad emettere risucchi più rumorosi del Maggio Musicale Fiorentino.
Così è scattata l’idea.
Insieme al piatto, ho dato ad ogni vecchiardo lo spartito della quinta sinfonia di Beethoven. Se devono ciucciare che ciuccino con criterio.
Se la sono presa, non afferrando la vena ironica del mio gesto.
Scrocconi schifosi.
Sarà vero quello che ha detto mia madre: “Questo è l’ultimo anno!”
Io credo proprio di no. Anche se mi sembrava più convinta rispetto agli altri anni.
Natale se n’è andato e adesso sotto con capodanno.
“Che si fa per l’ultimo?”
Il concerto di Elio in Piazza Stazione aiuterà tutti gli indecisi. Bisogna vedere se ci aiuterà anche il tempo. Quanta cazzo di acqua ho preso l’anno scorso. Dalle 19 alle 3 non smise un secondo di piovere. Il tutto per vedere Lucio Dalla e i Negrita. Cantanti di un certo spessore.
Perché non mi viene la febbre come nel 2004, quando sotto il piumone mi guardai The Blues Brothers per poi addormentarmi. Posso sempre fare come nel 2008 quando mi guardai in sequenza la prima (e unica) trilogia di Guerre Stellari da solo in salotto. Niente botti, niente tappi di spumante che volano, niente frasi retoriche sull’anno che verrà (che sicuramente sarà migliore di questo ma che in realtà non lo è mai). Soltanto io e l’universo di Lucas.
A capodanno bisogna divertirsi per forza no? Penso sia stato l’unico anno in cui mi sia divertito davvero.

Stasera vi lascio con una canzone. Sono uno speaker webradiofonico ormai e visto che stasera non ci sarà nessuna diretta, devo comunque lanciare un pezzo.

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ps. per chiudere degnamente la rassegna natalizia, ieri sera un’arzilla donzella di anni 87, ha detto di avermi visto in televisione. Prima in un programma della De Filippi, poi a Forum. Per farla contenta le hanno detto che ero Mario Biondi.
Ha voluto sia la foto che l’autografo.

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

2 comments
  • a proposito della canzone, una volta ho letto un intervista ad un’artista americana nella quale si chiedeva cosa secondo lei è il rock. e lei risponde: “avete presente quelle urla che fa il boss alla fine di jungleland?? ecco, quello è il rock”…….

  • tralasciando il freddo…il capodanno dell’ingorgo sottozero non ti sei divertito???ma se s’è ballato tutta la notte!!!

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