Piazza della Passera

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Nel guardare le visite giornaliere di questo blog, mi sono accorto che le pagine più cliccate sono quelle in cui parlo del “gentil” sesso.
C’era da aspettarselo. 
Saranno più uomini o più donne a leggerle?
Secondo me più donne. 
Me le vedo con la faccia incredula mentre scorrono le righe, pensando quale tipo di disturbo possa avere.

Alessio mi ha regalato un libro. Si intitola “La passera è sempre la passera“.
Titolo fraintendibile.
Se scrivi questa parola su wikipedia ti appariranno diverse voci:
1- Passera, la femmina del passero;
2- Passera è anche uno dei nomi volgari dell’organo sessuale femminile;
3- Corrado Passera, banchiere italiano;
4- Marisa Passera, conduttrice radio e TV con il nome d’arte di La Giada;
5- Piazza della Passera a Firenze;
6- Passera di mare, una specie di pesce.
Non sprecate un aiuto. La risposta ve la do io: è la 2.
La donna con la sua passera può fare quello che vuole. E lo sa. Non siamo più negli anni settanta quando la custodivano in una teca di vetro, pronta a donarla all’unico con cui condividere pargoli e vecchiaia. Adesso è più in svendita di un vestito durante i saldi.
Perché le regole del gioco sono cambiate.
Prima le donne si dividevano i tre gruppi: le fighe, le oneste e i cessi.
Le fighe erano quelle inarrivabili. Conquistare una figa era l’equivalente di fare tredici alla schedina. Perché prima, una figa non era solo una figa. Adesso sembra incredibile, ma avevano anche un carattere e soprattutto dei valori veri come la famiglia e il lavoro.
Le oneste erano quelle che avevano un aspetto non appariscente e visto che non ti saresti mai girato per guardarle, facevano forza sul loro cervello e sulla loro cultura.
I cessi lo dice la parola stessa. Brutte, mal vestite, derise da tutti e di conseguenza invidiose, specialmente delle amiche che si sentivano quasi obbligate a portarle fuori con loro.
La rivoluzione è partita proprio dai cessi che, stanche del loro aspetto e delle prese in giro, hanno iniziato a fare le fighe. Invasero i locali, le discoteche, iniziarono a comprarsi auto alla moda e ad infilarsi in vestitini sempre più stretti nonostante la resistenza del loro girovita. Ma soprattutto iniziarono a darla con una facilità elementare.
Le fighe allora, prese alla sprovvista da questo cambiamento, si riunirono in conclave per trovare una soluzione alla loro egemonia sul genere femminile. Decisero quindi di eliminare ogni tipo di valore, di lasciarsi atrofizzare il cervello e soprattutto di cominciare a darla. Seguendo pero’ un preciso schema logico che dava la priorità a chiunque potesse soddisfare ogni loro bene materiale. Chi non soddisfava il loro fabbisogno non doveva essere degnato ne di uno sguardo ne tantomeno di una parola.
In tutto questo cataclisma le uniche che ci hanno rimesso sono state le oneste. A quale uomo poteva interessare la scoperta di una persona quando aveva già tutto già scodellato davanti? Così anche le oneste, capendo che nella lotta alla sopravvivenza erano la specie in via d’estinzione, cominciarono a darla senza troppi problemi, giustificando le loro azioni con la frase di circostanza “lo faccio perché gli uomini sono tutti uguali. Pensano solo a quella”.
Ed è grazie a questa rivoluzione che le donne hanno iniziato ad avere una visione più nitida di quello che le circondava. Hanno capito che bastava far intravedere un po’ di pelo per avere il coltello dalla parte del manico, così da poter vendicare secoli di emarginazioni e di “donna schiava zitta e chiava!”
L’ uomo ha vissuto il tutto da spettatore non pagante, dimostrando la solita idiozia che l’ha sempre contraddistinto. Perché più che raccontava le sue avventure agli amici e più che la donna acquistava potere. Il “raga stasera ne ho sventrata un’altra” in realtà è un “ecco un altro coglione che ci abbocca”. Perché dal momento in cui una donna la da, per l’uomo inizia la metamorfosi da essere umano a pedina. Pedina di un gioco più diabolico delle trappole di Saw. Ormai sei in loro pugno. La loro marionetta. Il loro balocchino. E quando intravedono un segno di ribellione te la ridanno per tenerti buono. Magari svariando due o tre posizioni, per farti poi tornare dagli amici a dire:
“Oh, questa volta l’ho messa a pecora”.
E tutti in coro: “Sei un grande diahane, la prossima volta fagli il culo!”.
Dura così fino a quando non si scocciano (di solito lo scocciamento inizia con la telefonata della tua banca che ti informa che il tuo contocorrente è in rosso) e decidono di trovarsi un nuovo concorrente per il loro giochino, magari ancora più disponibile sia caratterialmente sia economicamente. E quando dicono basta è basta! Il modo con cui lo dicono poi è una delicatezza per i timpani. Quasi quanto Eruption di Van Halen.
Le scuse (perché è questo che sono) più gettonate sono:
– è un periodo un po’ così e preferisco stare da sola
– sei diventato appiccicoso ed ho bisogno dei miei spazi
– ripenso ancora al mio ex (questa è la mia preferita)
– non mi sento più le farfalle nello stomaco
– è diventato tutto così monotono
– siamo incompatibili
– non mi dai attenzioni
Non credetele. Perché vi sta dicendo una bugia. E piuttosto grossa.
Vuole soltanto un altro cazzo. Magari più grosso o dalle prestazioni più longeve. Se vi manda a cagare per altri motivi ad esempio dopo avervi fatto una sviolinata lunga un’ora dove esalta ogni vostra caratteristica, per poi piazzare un MA grande
quanto Ground Zero o se pensa già ad un futuro dopo tre volte che siete usciti e non se lo immagina con voi, o se vi dice che sogna una famiglia, ecco in questo caso ridetele in faccia. Date sfogo alla fantasia se ce l’avete. Perché in quel preciso istante ogni cosa che uscirà dalla vostra bocca (compresi sputi e bestemmie) ed ogni gesto incontrollato del vostro corpo sarà giusto.
Pino Scotto dice che le palle si vedono alla lunga distanza.
Smettiamola di usarle solo per tenere gli spermatozoi.
E quando queste stronze si accorgeranno che la loro passera sta diventando arida come un secchiello pieno di sabbia, vedrete che scoppierà una nuova rivoluzione. Una rivoluzione dove tutti saranno sinceri.
Dove tutti finalmente riusciranno ad innamorarsi.
Tutti tranne me, ma questo già lo sappiamo.

Questi sono i Pearl Jam e questa è State Of Love And Trust.
Titolo più adatto non ci poteva essere..

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Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

 

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