Aspettative/realtà

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Per prima cosa, come potete vedere, sono tornato.
Seconda cosa. Oggi è il primo mese di vita di The Hardboiled. Sono andato a vedere quanti clic ha ricevuto in questo mese e per poco mi viene un colpo. Siamo oltre 2000. Il suo predecessore, al momento del cambio di dominio e del passaggio a wordpress, era alla bellezza di 10500 visite. Tante, un numero inimmaginabile. Però in quasi tre anni.
Dovrei ringraziarvi? Non ci penso neanche.
Avete mai visto Private Parts, il film sulla biografia di Howard Stern? Probabilmente la maggior parte di voi non sa neppure chi sia Howard Stern. Beh, Howard Stern è il più grande speaker radiofonico d’America di tutti i tempi, grazie alle sue trasmissioni provocatorie e senza tabù, a volte al limite del pornografico. Per me un’autentica fonte d’ispirazione. Chiaramente questo suo politically incorrect lo ha spesso portato sulla graticola. Un po’ come succede a me quando sento qualcuno che parla di questo blog. Eppure durante il film il direttore dei programmi rimane sconvolto dai dati sugli ascolti.
“L’ascoltatore medio rimane sul programma per diciotto minuti, il fan medio
di Howard Stern lo ascolta per un’ora e venti minuti”
“Ma come è possibile??”
“La risposta più comune che danno: voglio vedere cosa dirà dopo”
“E va bene, d’accordo, perfetto.. Dimmi un po’ e le persone che odiano Stern?”
“Buona domanda, l’ascoltatore che odia Stern lo ascolta per due ore e
mezza al giorno”
“Scusa, ma se lo odiano allora perché lo ascoltano?”
“La risposta più comune: voglio vedere cosa dirà dopo”
Sono sicuro che la maggior parte dei miei lettori continua ad entrare qui dentro per la forma (quella non si discute), per il terrore di vedersi citato, ma soprattutto per scoprire cosa dirò dopo!
Lo sapete, ho sempre ragione.

Girellavo tra i dvd di Media World quando mi incuriosisce una copertina.
(500) Giorni Insieme.
Penso che sia l’ennesima commediola sentimentale dove lui vuole lei e lei vuole lui, poi si lasciano e lui fa un gesto da urto di vomito per riconquistare lei. Vi dichiaro marito e moglie, lancio del bouquet e tutti felici. E anche quella frase “A volte innamorarsi è lo sbaglio migliore che si possa fare” non aiuta la scelta se comprarlo oppure no. Ruoto il dvd per leggere la trama. Ma ancora non sono convinto. Fino a quando i miei occhi non incrociano “Questo film è un lavoro di finzione. Qualsiasi riferimento a fatti o persone reali è solo una coincidenza.
Specialmente per te Jenny Beckman. Stronza!” Sentivo un certo legame con quella frase. Anche le mie scritture e i miei episodi non sono mai coincidenze. Ogni freccia scagliata dal mio arco ha sempre un nome e un cognome, anche se, non sono mai apparsi (secondo me l’alone di mistero da un che di romantico).
Doveva essere mio.
Il film è carino, palesemente ispirato ad Io e Annie di Woody Allen, comunque da vedere. Una scena in particolare mi ha colpito. Ed è proprio da questa scena che voglio partire.

AVVERTENZA: prima di continuare la lettura è obbligatorio vedere il filmato.
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Può sembrare strano, specialmente detto da me, ma ogni volta che esco con una persona sono nervoso. Eppure ormai sono più navigato di una nave della Costa Crociere, ma mi viene la tremarella come se fosse la prima volta. Mi aumenta la sudorazione e comincio a maciullarmi le pellicine dei pollici agli angoli delle unghie. Il tragitto da casa mia a casa di lei è un autentico zibaldone di pensieri. Mi immagino come sarà vestita, alla faccia di chi sta dietro il bancone dell’Hemingway nel vedermi con l’ennesima signorina (perché dovete sapere che, o prima o dopo porto tutte li. Non ci posso fare niente, quella cioccolateria mi piace e anche parecchio), a cosa ordinerà ma soprattutto penso a quello che dirà. Perché nonostante la mia infinita collana a cui giorno dopo giorno continuo ad aggiungerci una perla, le mie aspettative restano sempre altissime. Non voglio per una volta dare la colpa alle donne, qui la colpa è solo mia. Nel pensare che al momento del mio ritorno a casa finalmente abbia scoperto qualcosa che non sapevo e che magari mi potrebbe interessare. Valido motivo per continuare con le uscite. Purtroppo questo nella realtà non accade mai.
O quando accade, si arriva ad un punto dove capisco che quella che ho davanti
non è altro che una mia proiezione mentale. Quel gran paraculo di Alex Hitchens dice che “alle donne viene mai in mente che magari uno preferisce avere un piano, proprio perché è nervoso, non sa se gli basterà presentarsi a lei e come risponderesti se ti dicesse mi piaci?”
In parte stronzate. In parte no.
Molte volte non basta. Ma le esperienze passate sono sempre un maledetto termine di paragone. Se parli con una ragazza sei proprio sicuro che a lei interessi quello che stai dicendo senza che ti consideri uno dei tanti o peggio ancora uno come lo stronzo del suo ex che tanto l’ha fatta piangere? Capita una volta su un milione. Se sei ottimista di natura. E’ per questo motivo che ho sempre considerato il primo amore come il più puro, forse l’unico in cui sei veramente te. Senza piani, senza proiezioni mentali, solo te e lei. Ho passato la maggior parte della mia vita a fingere. Fingere di essere come non sono. Ad avere una maschera per ogni occasione. Per piacere. Per una questione di numeri e per avere un’ altra figurina da inserire nel mio album. E’ patetico, lo so. Ma mi sto rendendo conto che non ci sono molte differenze tra l’essere quello che non sei e l’essere quello che sei. Sono solo in entrambi i casi. Continuo a collezionare figurine lo stesso. E continuo a non essere soddisfatto. Ieri ad esempio ho fatto la mia prima diretta radiofonica (come ospite) su una stazione fm. Un sogno che diventa realtà. Eppure sono riuscito a non godermi neanche questo.
Perché il mio morale è talmente a pezzi che non mi vorrebbe neanche la Ravensburger come puzzle.
Circa sei mesi fa quando scrissi “il diverso” dissi che l’essere Matte mi farebbe vivere da eterno incompreso e che ho un vulcano dentro pronto ad esplodere da un momento all’altro, ma che non riesco a far eruttare. Ecco, il vulcano è ufficialmente inattivo. L’armistizio è stato firmato e spedito
alle autorità competenti. In molti mi chiedono di umanizzarmi, sia nella vita sia in quello che scrivo. Ma umanizzandomi rischierei di perdere il tocco, di veder sfumare quello 0.01% di possibilità che ho di diventare scrittore. Anche se ho appena scritto la cosa più umana che potessi scrivere.
Un anno fa a quest’ora stavo camminando per le vie della Fifth Avenue.
F U C K.

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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