Beatrix Kiddo

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Con l’inganno mi portano in uno di quei locali che tanto odio. I miei amici lo fanno spesso quando mi passano a prendere. Sono con la loro macchina e non posso rompere le scatole più di tanto visto che non ho mezzo per ritornare a casa o andare, anche da solo da un’altra parte.
Ci sistemiamo al bancone dato che non c’è un tavolino libero neanche a pagare e mentre loro parlano del più e del meno, io entro nel mio limbo mentale fatto di assoli di Stevie Ray Vaughan e soprattutto di Lost, quando si avvicina a me una ragazza. Una dea per la precisione, dal sorriso che avrebbe fatto resuscitare l’intero cimitero di Trespiano. Mi chiede cosa avevo preso da bere. Mi vergogno a dirle un succo di frutta all’arancia, ma per natura non riesco a dire bugie. Almeno a donne dall’8 in pagella in su. Sorride e io rischio di cadere dallo sgabello da quanto accecanti e bianchi fossero i suoi denti. Cominciamo a parlare, del più e del meno. I miei amici assistono attoniti alla scena. Lei parla, tanto, sembra molto naturale, cosa che mi fa subito pensare, ma non vedo telecamere intorno a me per essere vittima di una crudele candid camera. Dopo un’ora di chiacchere mi dice che se ne deve andare e mi chiede il mio numero di telefono che chiaramente le do. Tempo un minuto mi arriva un messaggio:
“è stato veramente un piacere conoscerti, spero di risentirti presto”.
Chiedo a miei amici se qualcuno la conosce. Tutti all’unisono rispondono di no, altrimenti ci avrebbero o provato o mi avrebbero detto che erano caduti in depressione.
Ci sentiamo per qualche giorno, telefonate, messaggi, mi sembra tutto così hollywoodiano. Fino a quando non usciamo, un giovedì sera, l’unico mio giorno libero. Andiamo a fare una camminata in centro.
Parliamo, lei sembra avere un registratore da quanto parla, mi racconta praticamente la sua vita non dandomi modo ne di controbattere ne di dirle qualcosa di me. Ma è piacevole sentirla. E’ molto autoironica, oltre ad essere quasi perfetta esteticamente. Ma questo l’avevo già notato.
La riaccompagno a casa e davanti al portone della sua villetta sotto Fiesole ci baciamo. Tanto e di gran gusto. Prima di salutarmi mi dice che mi avrebbe chiamato il giorno dopo.
Il venerdì non si fa sentire.
Provo a chiamarla ma non risponde.
Le mando un sms, stesso esito.
Neanche il sabato si fa sentire.
Figuriamoci la domenica.
Il lunedì mi chiama mentre stavo pranzando. E’ carina e solare come sempre. Mi chiede di andare a vedere un film da lei ed ovviamente rispondo di si. Così, approfittando di una vacanza dei suoi genitori, mi ritrovo sul divano del salotto di casa sua. Vuole vedere L’Ultimo Samurai, che tra l’altro avevo già visto, ma lo riguardo sempre molto volentieri. Anche lei lo aveva già visto dato che si attacca dopo neanche cinque minuti. Rimango male, bene anzi, però non me l’aspettavo tutta questa arroganza. Parlo per luoghi comuni perchè si fa prima e di solito una del genere non è il tipo da saltarti addosso. Lei era l’eccezione. Facciamo quello che c’è da fare sul divano con in sottofondo gli insegnamenti di Katsumoto. Continuiamo a sentirci, lei è sempre così premurosa, mi cerca, mi scrive cose allucinanti come se fosse strafatta di lsd ma mi fa piacere.
Anche se mi sembra tutto così estremamente facile.
Ci rivediamo il giovedì, anche stavolta a casa sua. Non c’è la scusa del film, come varco la soglia mi ritrovo la sua lingua il bocca mentre lei si ritrova qualcos’altro dentro. Non capisco.
Nel weekend sparisce per l’ennesima volta per riapparire il lunedì come se nulla fosse. Non capisco.
Le sue sparizioni finesettimanali alla David Copperfield continuano. Inizio a sentire la puzza di marcio.
“La prossima volta che la vedi fatti dire la verità” mi dico.
Ma non ci riesco, ogni volta che ce l’ho davanti divento un ebete. Chi non lo diventerebbe davanti ad un metro e ottanta di donna, dai capelli castani, gli occhi verdi e una quarta abbondante di seno. La storia continua così per circa due mesi.
Durante la settimana sembra la fidanzata ideale, di quelle da portare in casa e da ricevere la standing ovation da parte di tutto il parentado, nel weekend però mi tocca scrivere una mail a “Chi L’Ha Visto?” per sapere da che parte del mondo era.
Un martedì la chiamo e non risponde. Eppure l’atto del giorno prima mi sembrava anche notevole. Mercoledì, giovedì, poi nuovamente il lunedì. Niente. Sparita. Non capisco.
L’unica soluzione che riesco a darmi è che sia un ectoplasma e che sarà stata catturata e rinchiusa nel dispositivo di stoccaggio dei Ghostbusters. O che sia un atroce scherzo fatto da quegli infami dei miei amici. Ma questa soluzione regge poco. Sono troppo idioti per architettare un piano così diabolico e conoscendo la frequenza delle loro erezioni giornaliere, avrebbero venduto l’anima a Belzebù per essere al mio posto. Ne sono sicuro, era un ectoplasma. C’è chi si innamora dei fantasmi, chi ci parla, chi crede che siano sempre accanto a loro. Io me lo ero scopato. E sodo.
La risposta me la da lei dopo circa un mese.
Mi manda un messaggio dove si scusa di non essersi più fatta viva e mi dice che si era sposata.
Adesso è tutto più chiaro.
Mi chiede inoltre di poterci vedere per spiegarmi il tutto.
La storia è più semplice di quello che si pensa.
Il suo futuro marito lavorava fuori Firenze e tornava a casa soltanto nel weekend. Lei aveva bisogno di uno che le raffreddasse i bollori prima del matrimonio e del suo conseguente trasferimento verso la dimora del marito.
Semplice no?
A cosa servirebbero i supplenti se non a questo?

A proposito di assoli, questo secondo me (e non solo vero Brembi?), questo
è il miglior assolo di chitarra di sempre.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=bDC3ade3JxU&w=640&h=390]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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