Benigni e Maligni

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Il bello dell’Italia è che le persone hanno così tanti argomenti di cui parlare che parlano sempre degli stessi. Lo sapete, non parlo e non parlerò mai di politica sul mio blog. Ma dopo la performance di ieri sera di Benigni non posso non dire la mia. Sarà qualcosa di brevissimo, non mi voglio dilungare troppo su cose che non mi interessano. Ma proprio non ce la faccio. Stamattina non si parla d’altro. Grande Robertone Nazionale. Sulla home page di Facebook almeno il 90% che ho dei miei contatti prontamente ha postato una o più d’una delle frasi che il nostro
ultimo premio Oscar ha detto nel suo monologo da latte ai coglioni durante la sempre più triste ed infima kermesse Sanremese.
Dopo essere sceso da cavallo, Bob ha esordito con un eloquente:
“La felicità di essere qua stasera”.
Ci credo. Le sue tasche si sono riempite di circa duecentomila euro. Ho letto su qualche sito che ne è valsa la pena, che sono soldi spesi bene. Morandi, il mangia merda (se non mi credete cliccate QUI!), ha detto che la partecipazione di Benigni vale quattro volte in più rispetto al suo compenso. Inoltre il coprofago ha pure detto che la presenza di Benigni “È un gesto di grandissima generosità da parte di Roberto, sono sicuro che ci ha pensato molto ed ha voluto essere generoso in questo”. Ma i ricercatori, i precari, i cassintegrati, quelli che campano con novecento euro al mese… che fine hanno fatto?
Stamani non se lo domanda più nessuno. Stamani si sente solo: “Benigni è sempre Benigni” Ma che cosa ha fatto di così speciale per meritarsi tutti quei soldi? Niente, assolutamente niente.
Meno male non ha rotto il cazzo per l’ennesima volta con la Divina Commedia che sa tutta a memoria. Anche io so a memoria Top Gun, Rocky, Rambo, I Guerrieri Della Notte, e L’Impero Colpisce Ancora. Ma non vado nelle piazze a dire “Lassù non c’è il tempo per pensare, se pensi sei morto” o “Adriana” o “Hanno sparato per primi” o “Mi sa che proprio che non basterei da solo, ti ci vuole un treno pieno di cazzi” o “Io sono tuo padre!” Ha detto cose che Pino Scotto dice da sempre. Gratis. Guardate RockTV e ve ne accorgerete. E’ solo che Pino le dice male, come me, ti manda a fare in culo, ti offende, ti augura di bruciare. Se riuscisse a dirle romanzate, con parolone ricamate e sviolinate, probabilmente avrebbe anche lui questa influenza sull’italiano… medio. Il problema di Benigni e della maggior parte degli attori, dei comici e via dicendo è che non hanno la capacità di reinventarsi dopo aver toccato l’apice. La Vita E’ Bella. Capolavoro. Capace di farti ridere, piangere, incazzare, emozionare e sognare. 3 Oscar. Quello al miglior attore protagonista l’avrei dato ad Edward Norton per American History X, ma sono gusti. Comunque 3 Oscar tutti strameritati.
Dopo gli Oscar però il buio.
Pinocchio è di una bruttezza da record, la sua apparizione in Asterix E Obelix è drammatica e La Tigre E La Neve è una rivisitazione della Vita E’ Bella ambientata ai tempi della Guerra in Iraq. Quando ho saputo che sarebbe stato ospite di Sanremo, già sapevo cosa avrebbe detto. E questa cosa mi ha veramente stufato. Questa comicità a senso unico, dove si tende ad evidenziare l’evidente amoralità del nostro leader del governo, facendo sembrare i politici dell’opposizione come degli eroi, simpatici, bravi, corretti ed onesti. E’ Benigni, si può permettere di dire quello che vuole, però basta. A me personalmente mi ha rotto le palle. E’ normale che un comico faccia della satira sulla politica. Ma se l’avete seguito nel corso degli anni avrete sicuramente notato che quando al potere c’erano quelli del suo colore (Veltroni, D’Alema, Prodi), i suoi monologhi erano più un incoraggiamento che una presa per il culo. Con Berlusconi, con Craxi ed Andreotti a suo tempo, sono veri e propri accanimenti. Certo, come si fa a non accanirsi con questi soggetti.. Ma la cosa che in assoluto mi ha fatto più ridere di ieri sera è che è stato scelto Roberto Benigni, comunista e quindi antipatriottico perché il patriottismo è sinonimo di fascismo e di mentalità autoritaria, per parlare dell’Inno di Mameli e dell’Unità d’Italia. La migliore mossa per giustificare l’antiberlusconismo: renderlo patriottico.
Che schifo…

Prometto che questa è stata l’ultima volta.
Se qualcuno non è d’accordo con quello che ho scritto as usual I don’t care. Chiudete il browser e andate a leggere la home page dell’Unità. Benigni è Benigni e può dire quello che vuole in televisione. Qui si fa come dico io. Da domani, o quando riscriverò, ricomincerò a parlare della mia collezione di spastiche, di pompini e che capire una donna è di una semplicità unica. Quando ne hai conosciuta una, le hai conosciute tutte (su questo tema a breve ci sarà un approfondimento). Non sono le situazioni che cambiano. Cambiamo noi.
Il treno ha lasciato la stazione.
E non torna indietro. Non si torna più indietro.
What’s done is done diceva Sawyer. Dovrei riguardarlo? Mi sa di si.
Oggi c’è il sole. Eppure lo vedo già da qualche giorno anche se fino a ieri pioveva. E’ vero, cambiamo noi.

Il 7 giugno ci sono gli Wolfmother a Milano.
Beccatevi WOMAN e cominciate a sbazzare. Pezzenti.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=86UxgNiH7sU&w=480&h=390]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

1 comment
  • 1. Ma “Berlinguer ti voglio bene” non te lo ricordi? Non ricordi le parole di Carlo ‘Bozzone’ Monni: “..noi semo quella razza, l’è inutle fa’ finta. c’ha trombato la miseria e semo rimasti incinta!”
    2. E “il pap’occhio” dove me lo metti?
    2. Benigni ha devoluto quello che ha incassato a sanremo al Meyer
    3. I fascismi sono autoritari, ma non autorevoli

Further reading

Instagram feed

Error validating access token: The session has been invalidated because the user changed their password or Facebook has changed the session for security reasons.Follow @matteoaiello