Interviste possibili

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Quando la domenica sera, indipendentemente dal risultato della mia squadra a strisce bianconere, facevo le corse per cenare e poi guardare su Italia1 Mai Dire Gol, c’era sempre una rubrica che mi faceva ammazzare delle risate. Ero piccolo per capire quanto fossero analfabeti i calciatori però adesso che sono cresciuto almeno con gli anni, mi rendo conto che ci poteva stare un congiuntivo sbagliato o una frase alla Trap ovvero senza alcun senso. Gli addetti ai lavori lo chiamano “Il bello della diretta”. E ieri sera ne ho avuta la riprova. Anche se era tutto tranne che una diretta.
Partiamo con ordine, approfittando del giorno libero e della cena fuori dei miei genitori con conseguente non mangiata casalinga (io non cucino è chiaro! Non mi riesce, non posso sempre essere bravo in qualsiasi cosa faccio), decido di andare prima alla radio. Due puttanate, la mitica pizza al gusto di cartone del Runner e rivedere quelle due o tre cose in santa pace con Andre prima di iniziare la diretta del nostro Vorrei Tornare (che per la cronaca ha avuto più ascolti del Grande Fratello). Arrivato nel mitico studio uno di Radio Off, vengo informato che io e il mio fedele compare dobbiamo fare un’intervista al presidente, donna, di un’associazione di volontariato in Africa. Lo sapete, il mio pallino è sempre quello di imparare qualcosa di nuovo e quindi sono ben disposto ad informarmi su quei pochi argomenti che non conosco. La signora presidentessa arriva verso le 19.45, insieme ad una bambina di colore e alla non so bene cosa quindi per semplificarvi il tutto la chiamerò la Coordinatrice. La Pres ha un’aria austera e i capelli legati color argento. Non so di preciso quanti anni darle ma mi sembrano tanti. O comunque se ne ha pochi li porta veramente male. Andre prende in mano la situazione. La Pres ci fa sentire a disagio quindi per non saper né leggere né scrivere inizia dandole un formale lei. Le spieghiamo che l’intervista sarà registrata e composta da cinque semplicissime domande che andremo a scrivere dopo la panoramica generale della sua associazione.
E qui inizia il delirio.
La Pres ci racconta tutta la sua vita, della sua fuga in Africa dopo essere uscita dall’impresa della famiglia, ci racconta di essere single e che la bambina che è con lei l’ha avuta in affidamento dalla madre e che attualmente è impegnata in carte e cartine varie per farle ottenere il permesso di soggiorno. Andre, molto più serio e professionale di me, almeno di facciata sembra interessato. Io un po’ meno. O meglio anche io sembro interessato esteriormente, peccato che invece delle domande e il sito dell’associazione, sul monitor del MacBook Air ho una nutrita schiera di immagini più o meno esplicite di donzelle scovate per caso, o dopo un’accurata scelta, su qualche sito extreme o tra i miei contatti di Facebook. Perché sinceramente, e non me ne frega se dopo quello che scriverò mi metterete l’ennesimo meno sul registro di classe, del sociale proprio non me ne fotte un cazzo! Ma niente oh! Di conseguenza quando una cosa non mi interessa non ci posso fare nulla, è più forte di me, ma proprio me ne sbatto! Penso ad altro. Sono presente ma sono assente. Il sociale mi fa cacare. Punto.
Andre mi sveglia dal mio stato catatonico. Sul monitor si è già scritto le domande. Sei per la precisione. Per fare bella figura ne improvviso una al volo da una delle tante che facevamo ai gruppi per Ci Schitarro Su. Andre le legge le domande. La Pres non si fida e pretende che qualcuno gliele scriva. Tocca a me data la calligrafia. Sono le 20.20, la fame comincia a farsi sentire. Il Baro prende carta e penna e ci chiede che pizza vogliamo. Ho una fame che abbaio. Dopo aver detto “bianca con speck e funghi” e aver pensato che, anche se il sapore diciamo non è dei migliori, non vedevo l’ora di azzannarla, la Pres interrompe il mio momento pre morsicata dicendoci che sarebbe meglio non prendere la pizza perché alla bambina sarebbe venuta fame. Ma vaffanculo! Prima di tutto se ha fame lei non vedo perché non debba mangiare io. E poi porca puttana portati un panino da casa. Demente.
Comunque, la Pres legge le domande, ci guarda e ci dice che ha bisogno di un attimo di tempo per scriversi due o tre cose di riferimento. Ci mancherebbe. Prende un foglio e comincia a scrivere. Cinque minuti. Dieci. Venti. Mezz’ora dopo, ovvero alle 20.50, dice di aver finito. La pizza è arrivata ma porca troia non posso mangiarla perché ancora, dopo un’ora questa cazzo di merdosa e inutile intervista ancora non è stata fatta.
La diretta sta per iniziare, il Baro ci chiede di spostarci in un’altra stanza, dandoci lo Zoom (un microfono). Ci mettiamo a sedere. Io, lei, la bambina e la Coordinatrice, utile quanto un tergicristallo rotto in una giornata di pioggia. Non so come mai Andre resta nello studio. La Pres mi chiede di fare una prova prima di registrare. E facciamo questa prova. Le faccio la prima domanda e lei…. si mette a leggere quello che ha scritto! L’occhio mi cade sui fogli che ha appoggiato sul tavolo. Sono due, più quello che ha in mano. Sembrano pagine strappate ad un volume di monaci amanuensi. La demente si era scritta a mano TUTTE le risposte. Risposte a domande del cazzo come ad esempio: come è nata l’associazione? perché questo nome? quali sono le attività che svolgete in Africa? Brutta rincoglionita sei la Presidentessa, hai fatto tutto te in prima persona, cosa cazzo ti serve scrivertele? Nella mia testa cerco di giustificarla, la prima volta, l’imbarazzo, l’alzheimer. No, non ci riesco, la guardo e vedo una totale e completa demente! Sento Andre che mi chiama, mi alzo e vado nello studio. Gli dico quello che la demente ha fatto e ci prende il ridere. Non ce la facciamo a tornare da lei. E quando a me e ad Andre ci prende il ridere è dura. Qualche settimana fa abbiamo dovuto interrompere una diretta per colpa di Glen Benton, il cantante di un gruppo rock satanista che si è fatto marchiare a fuoco la fronte con una croce rigirata.
Riprendiamo il controllo della situazione e torniamo da lei. Guardo l’orologio e sparo una bestemmia in stereofonia. Le 21.10. Dopo un’ora e mezzo ancora nulla. La demente è in tensione. Boccheggia, si guarda intorno cercando un supporto morale ma la bambina le ride dietro e la Coordinatrice continua ad essere inutile. Andre fa partire il rec sullo zoom, le dice di rilassarsi e che, nel caso si fermasse o si inceppasse con le parole, di continuare a parlare che tanto il nostro super tecnico Jonny avrebbe fatto il montaggio di tutto, inserendoci pure le canzoni.

Ci siamo.
REC.
Andrea Nardini, Matteo Aiello, blablablabla, abbiamo qui con noi la Pres.
Silenzio……….
La demente comincia a fare il gesto di interrompere tutto!
Andre le dice di stare tranquilla e di andare avanti.
“Ma io non so che dire!”
Demente del cazzo cosa dovrai dire!!! Basta un ciao, un buonasera, un hello, un porcodio, un quello che vuoi basta che sia un saluto.
Prende la penna e in alto sul primo foglio scrive BUONASERA.
Vorrei avere un’ascia bipenne, uguale a quella del nano di Golden Axe e di conficcargliela nel cranio. La guardo e mi viene voglia di farle male. Romperle la cassa toracica e usare le coste come stuzzicadenti.
Ripartiamo dall’inizio.
Presentazioni, lei stavolta saluta, prima domanda, la legge con un affanno manco stesse correndo la maratona di New York. Poi… alla seconda domanda…. Andre legge la numero tre invece della due. E’ il panico. La Pres comincia a sbazzare e a fare il gesto del compianto tagliagole canadese Chris Benoit,  andando nel pallone più totale perché il suo punto 2 non corrisponde a quello che le abbiamo chiesto. Ovviamente non le viene in mente di guardare quello dopo o quello dopo ancora. Rispondere così al volo su un associazione che ha fondato lei stessa in prima persona? Non scordatevi che stiamo avendo a che fare con una completa demente!! Saltiamo la domanda due e passiamo direttamente alla tre. Lei non dice niente che non sia scritto su quei cazzo di fogli. Tra domande e risposte in due minuti scarsi finiamo l’intervista. Andre mi chiede se ho una curiosità. Assolutamente no ma cerco di essere il più buono possibile chiedendole nell’ultimo anno quali progetti erano riusciti a finire. Semplice no? Beh no. Continua a cercare tra i suoi fogli ma la risposta non c’è. Mi guarda male e farfuglia qualcosa. Andre è ancora più buono di me chiedendole il sito e i contatti per poter eventualmente… mandare la neuro a prenderla. Anche in questo caso va in botta continuando con le sue affannose risposte da prova da scalino alla medicina sportiva.
Basta. Io e Andre scappiamo mordendoci le labbra per non ridere. Guardo ancora l’orologio. Le 21.20! Quasi due ore di preparazione per un’intervista di due minuti. Nemmeno Stanley Kubrick ci metteva così tanto….
Il Baro le va a chiedere com’era andata e la Pres sapete che cosa gli ha risposto?
Testuali parole: “Quei due ragazzi sono due birbanti. Improvvisavano!”
Quando ce lo racconta si rischia di soffocare dalle risate e mentre mangio la mia pizza più fredda di una lapide mortuaria penso: chissà come mai sarà single e soprattutto penso chissà che cosa avrà fatto di male quella povera bambina per ritrovarsi dall’Africa ad aver per casa quella demente tutto il giorno.
In culo al sociale e a chi lo fa…

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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