Distrazioni

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Quando vado alle Oblate è perché voglio scrivere qualcosa in santa pace senza avere la minima distrazione. Cosa che non succede quando sono in camera mia. Prima cerco qualcosa su internet, poi cambio lato al vinile, poi una partitina alla Playstation, poi scendo, mangio un biscottino, salgo, metto un film. Insomma, non combino mai un cazzo. Non che qui ci riesca, anzi, a volte vago tra gli scaffali senza meta solo per sopravvivere alla puzza di nutria bagnata che si trascina dietro la colonia di immigrati che si impossessa di ogni computer della biblio. Alcune volte magari mi basta scrivere una riga, non esageriamo, magari un paragrafo e poi lavorarci su. Spunti per racconti, per ipotetiche nuove storie e, ora che mi sono avviato, magari per qualche sceneggiatura da far vedere al Bande.
Avevo come sempre tutti i migliori prospetti del caso ma vaffanculo ecco questa. Non poteva starsene a casa? Sembro Igor di Frankenstein Junior. Con un occhio guardo il monitor del MacBook Air e con l’altro guardo la sua scollatura. Obiettivamente, non ci si può presentare in biblioteca in questo stato. Così ci si va al Tenax o domani sera al Circo Nero (sempre che qualcuno non lo faccia saltare in aria!). Non so dirvi quanti anni abbia. Credo dai ventitré ai venticinque, ma deve avere azzerato il contachilometri almeno un paio di volte. Ha i capelli neri lunghi fino alle spalle, con il ciuffo da una parte, gli occhi verdi con un trucco intorno piuttosto marcato. Specialmente il rigo. Il naso all’insù e una bocca a pipe che ti dice “Insert Coins”. Ma a pipe pipe. Di quelle che ti fanno venire la vitiligine e che potresti stare serate intere a guardarle la nuca dall’alto verso il basso. Indossa un golfino nero tutto aperto davanti. Ovvio, perché deve far vedere due bombe che sembrano quelle sganciate dagli Americani su Hiroshima e Nagasaki durante la Seconda Guerra Mondiale. Si intravede anche il reggiseno. Rosso. Come le unghie. Minchia, a Capodanno mancano ancora venticinque giorni circa. Ho capito che il rosso va ma un minimo di contegno perdio! Non ha anelli all’anulare della mano sinistra. Ha solo una fascettina, nera, al medio della destra. Pantaloni di jeans scuri piuttosto aderenti che entrano in un paio di stivali alti fino metà caviglia, con la punta lunga davanti ed il tacco fine. Sembra un dieci, sempre che il mio occhio feticista non mi tradisca (e non credo proprio). Sta scrivendo sullo stesso foglio da circa quaranta minuti. Sembra geometria ma non credo che si studi geometria all’università. Ha pura una bella calligrafia (magari è lei quella che mi ha scritto sulla macchina POSSO SUCCHIARTELO. No, all’Ikea non ce l’ho mai vista. Magari era una cliente…) ed impugna il lapis in un modo…. Non è vero. Lo impugna come lo impugnano tutti gli esseri umani, è solo che…. Oh, la fantasia corre più veloce della Freccia Rossa. Sul banco ha un libro spiralato. Dovrebbero essere le dispense universitarie perché leggo LA FI nel primo rigo e UNIVER nel secondo. Togliesse quel cazzo di foglio che mi sta coprendo la visuale mi farebbe un favore. Accanto alle dispense, c’è un libro di Aldous Huxley, La porta della percezione – Paradiso e Inferno, con una copertina così psichedelica che se la guardo per più di cinque secondi mi fa venire voglia di vomitare. Meglio guardare altro, tipo le sue tette. E’ inutile dire che si è palesemente accorta che la sto fissando manco fosse la Madonna di Pompei. Fa qualche posa, ogni tanto si sposta il ciuffo dietro l’orecchio per farsi vedere meglio. Stronfia, non deve avere grossa voglia di stare qua. Basta guardare il foglio su cui scrive. Sempre le stesse sette righe. Secondo me doveva uscire con qualche amica che le ha dato il bidone e piuttosto che stare in casa ha deciso di andare a studiare alle Oblate. Perché non si è cambiata? Per farsi guardare dai coglioni come me! Anche lei mi guarda ogni tanto, specialmente ora che sono col capo chino sul Mac e perché sembra che abbia un tic alla gamba. Cambia velocità a seconda della canzone che sto ascoltando. Adesso va piano perché c’è The Sky Is Crying di Stevie Ray ma prima sembravo Celentano a schiacciare l’uva nel Bisbetico Domato. Non è facile andare a ritmo con Lars Ulrich in Battery. Sta aggeggiando al cellulare. Un LG touch screen bianco che sembra la brutta copia dell’iPhone e lo ha appoggiato in modo piuttosto brusco dopo aver risposto ad un messaggio. Chi sarà stato? Probabilmente la persona che le ha dato il pacco e l’ha costretta a venire qui. Provo a farle una foto spinto da dei pervertiti sui social network. Ma come faccio? E’ a meno di mezzo metro da me. Proviamo a far finta di mandare un messaggio. Scattata. Non si vede una sega. E’ tutto mosso, sembra stata fatta da Michael J. Fox. Vabbè, calma Matte, adesso ci riprovi…..
Porca puttana, sta rimettendo tutto a posto. Dispense, libro di Huxley, fogli e lapis parcheggiati in un’oscena borsa di pelle marrone merda. Adesso le guardo il deretano. Non che mi interessi poi molto. Avrà minimo la quinta quindi mi importa una sega del culo. Delusione per i culisti. Un po’ larghetto. Colpa dei pantaloni troppo stretti o delle troppe merendine? Chissà. Io voglio incolpare le merendine comunque.
Se n’è andata.
Accanto a me è rimasta la luce accesa e la carta delle Vigorsol alla liquirizia.
Un’altra ipotetica donna della mia vita.
Mi basta poco vero?
Stolti, allora non avete capito!
E’ un’ipotetica donna della mia vita perché non l’ho sentita parlare. Magari questa magia durasse così tanto. Per non dire sempre.

Voglio dedicarle questa canzone struggente e romantica. In onore alle sue bombe e soprattutto a quelle labbrone da svuotascroto.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ivFYVAntpw0&w=420&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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