Limone e cavedano

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

La perversione sessuale ormai non ha più limiti.
Dopo aver visto alle Iene che esistono diverse scuole di bondage, qualche sera fa ho scoperto che ad una donna, a volte, prende “la cagna”. Per quanto sia navigato non sapevo cosa fosse questo termine così brutale ed esplicito, infatti me lo sono fatto spiegare. La cagna non è altro che arrivare sul punto dell’esplosione delle ovaie e non avere nessuno con cui scopare. Di conseguenza, il primo che passa a tiro, il primo che dice ciao, il primo che ti urta la spalla mentre cammina, diventa automaticamente il prescelto per “addomesticare” l’istinto cagnesco. Un classico dei cosiddetti culi degli altri. State sicuri che questa cosa è successa a tutti tranne che a voi. Io lo confermo. A me non è mai successo e credo che non succederà mai, specialmente ora che sono confinato in questa camera a scrivere come uno scriba dell’antico Egitto.
Ma vorrei parlarvi di un’altra cosa.
E’ una notizia che ho trovato su internet alcuni giorni fa e che volevo condividere con voi, miei accaniti e fedeli lettori. Ammetto che la cosa può sembrare una delle mie insane trovate. Giuro sul vinile di Born To Run che non c’è niente di mio in questa storia. Mie sono soltanto le considerazioni che farò poi.
Dunque, questo è l’articolo preso da www.latinatoday.it
Un limone nell’ano lui, un capitone lei: due 60enni in ospedale a Terracina per un gioco erotico
Erano venuti sul litorale pontino per trascorrere qualche giorno di vacanza tra Terracina e San Felice e sono finiti in ospedale.
Protagonista della stravagante, ma anche pericolosa vicenda, una coppia romana intorno ai 60 anni che, una volta in vacanza, aveva pensato di divertirsi praticando qualche gioco erotico. Ma le cose non sono andate come i due speravano e alla fine sono rimasti incastrati con un limone e un capitone vivo infilati nelle loro parti intime. I due, infatti, sono dovuti correre d’urgenza al Fiorini di Terracina e con qualche imbarazzo raccontare quanto era successo.
Ma la situazione, che potrebbe anche generare qualche sorriso, è da subito risultata preoccupate, soprattutto per la donna. Il pesce vivo rimasto infilato nella vagina, infatti le aveva procurato delle lesioni interne che le stavano facendo perdere molto sangue. Non c’era molto da fare, bisognava operare con urgenza. Per intervenire è stato necessario anestetizzare l’animale al fine di poterlo tirare fuori.
Per la signora sono stati necessari circa 40 punti di sutura; non certo meglio è andata all’uomo che, anche lui, ha dovuto subire un’operazione per asportare il limone dall’ano. I due, forse per evitare l’imbarazzo di dover chiamare i sanitari del 118, si sono presentati al pronto soccorso con la loro auto.

Vi rendete conto a che livelli siamo arrivati?
Ora, probabilmente non vi siete posti neanche una domanda. Piuttosto comprensibile come cosa. Ma io sì. Sono tanti i quesiti irrisolti in questa storia che di divertente ha ben poco.
Per prima cosa l’età.
Sessant’anni. Se a sessant’anni una coppia si ritrova ancora a giocare in questo modo, o non ha giocato abbastanza in gioventù, il che è molto probabile, oppure sono due vecchie glorie del porno che proprio non riescono ad accettare che il tempo passa anche per loro.
Seconda considerazione. Analizziamo i due oggetti.
Un limone nel culo. Intero. Quest’uomo è un genio. Non lo so ma me lo immagino. Sapete perché proprio il limone? Perché non una banana, o una carota o un cetriolo o una zucchina? Perché come ho scritto prima quest’uomo è un genio! Qual’è il frutto che di solito il culo te lo stringe? Il limone! Ma non a lui.
Quest’eroe ha voluto sfidare le leggi della scienza, della fisica e del corpo umano, dimostrando alla sua signora e non solo, che un limone può anche allargare. Solo per questo tutti noi dovremmo fare una telefonata all’Istituto Karolinska per candidarlo al prossimo premio Nobel per la fisiologia.
Lei invece dev’essere una nostalgica amante dei film trash. Penso ad un film del 1996 che inspiegabilmente non ha avuto molto successo. La protagonista è, secondo me e lo dico con assoluta fierezza, la donna più bella che abbiamo in Italia. La scena clou vede questa donna bellissima che ha un rapporto gastronomico-sessuale con un buzzurro in accappatoio. Il primate, per sopperire alla sue scadenti dimensioni amorose, decide di inserire una ignara anguilla in ogni orifizio della prosperosa fanciulla. De gustibus. Ma l’anguilla era passata a miglior vita. Non era viva, non scodinzolava come un gatto in amore. Ora, mi immagino la scena della signora che va in pescheria col marito e chiede un cavedano. Vivo. Niente di male, il pescivendolo è chiaro che gliel’abbia venduta col sorriso sulla faccia. Magari per un cenetta romantica sul litorale. Pensate anche ai pensieri di questo cavedano. Viene preso dalla vasca, messo in un sacchetto di plastica e mentre la signora lo porta a casa per cucinarlo, si dice tra se e se: “Speriamo che sia una fine indolore”. Ed effettivamente indolore è stata. Anestetizzato da un’infermiera all’ospedale. Ma poi, anche te signora, scegliti una sogliola, un pesce rosso, Nemo e Marlin, volendo pure Dori, ma non un affare di sessanta centimetri. Sono due volte l’uccello di John Holmes. Sarebbe stata un’impresa impossibile anche per Milly D’Abbraccio nel pieno della sua carriera. Un passo alla volta. Ingorda.
A questa martire contemporanea hanno messo quaranta punti di sutura. In tutti i campionati di calcio del mondo, quaranta punti sono l’equivalente della salvezza. Certe volte il destino è veramente beffardo.
Ma la cosa che in assoluto mi ha fatto più riflettere, è stata il viaggio.
Lui che si riveste con questo limone intrappolato nel culo e lei che si rimette i pantaloni con una coda di cavedano che le esce dalla passera, come un animale nato in laboratorio all’incontrario. Neppure George Romero sarebbe riuscito ad ottenere un’immagine più splatter di questa! Non solo, immaginatevi il viaggio! Lui che guida e che se la fa tutta in prima perché se cambia marcia il limone gli sale ancora di più e lei che abbassa il sedile e allarga le cosce come se stesse partorendo un alieno dentro l’astronave Nostromo di Alien. Anche qui, un visionario come Tim Burton avrebbe fatto molta fatica nel riprodurre fedelmente la scena.
Ultimissima considerazione, la sala operatoria.
Il chirurgo che entra e chiede ai suoi assistenti:  “Che abbiamo?”
Alza la testa e vede una donna sganasciata sul lettino, con una coda di cavedano nel mezzo alle gambe.
“Cristo! Gli alieni! Chiamate Palazzo Chigi, ditegli di armare i missili nucleari, ci stanno attaccando cazzo!”
Oppure, il chirurgo entra  e chiede alla sua assistente: “Che abbiamo?”
Alza la testa e vede un uomo a mamma d’agnello sul lettino con un limone incastrato nel culo.
“Cristo! La natura si sta rivoltando contro! Quest’uomo ha le radici nell’intestino, chiamate la Montalcini cazzo, qui si rischia un’epidemia a livello mondiale!”
Chiamano la Montalcini, che ha centosessantaquattro anni e che è sopravvissuta a tutto, colera, peste bubbonica, vaiolo, tetano, Guerre Mondiali, programmi della De Filippi e canzoni di Ligabue alla radio, le mettono le pile per farla camminare, entra, vede la scena e muore d’infarto.
Che bei momenti.

Qualcuno mi sa dire come cazzo si tolgono questi odiosi fiocchi di neve dalla mia pagina? Mi ricordano il Natale e di conseguenza la nascita del Maiale.
Ho fatto anche la rima.

Canzone fuori genere oggi. Però ci sta troppo bene.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ytdtZzPMeJc&w=420&h=315] Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.
Senza cavedano.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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