La coccarda rossa

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Anche questo Natale se lo semo levato da ‘e palle.
Così diceva l’avvocato Giovanni Covelli in Vacanze di Natale (il solo ed unico).
Ed aveva ragione. Tutti gli anni il 25 dicembre è una tassa troppo alta da pagare. Pranzi all’ingrasso con in sottofondo le ciucciate di brodo di quella interminabile schiera di cariatidi, più comunemente conosciuta come parentado, tombolona o mercante in fiera per digerire ed avanzi serali, giusto per non perdere l’etto. C’è il positivo dei regali ma fino ad un certo punto. Bè, quest’anno non mi è andata malissimo con il religioso cofanetto di Darkness On The Edge Of Town e tante altre chicche da feticista musicale.

Ma senza dubbio il regalo più bello, o comunque quello più significativo, mi è stato fatto il 26 dicembre, the day after.
Sono in auto, sto andando a Prato per la diretta quando mi arriva un messaggio di una mia amica:
“Ciao Matte, come stai? Senti, io sono sola stasera perché –CENSORED– dorme da un suo amico. Passeresti da me così almeno ti do il regalo di Natale?”
Onestamente, il mio primo pensiero è stato questo: Vai, stasera si tromba.
Il secondo però è stato molto più profondo: il regalo di Natale? Capisco che siamo intimi, ma non fino a questo punto. E poi cazzo, io non le ho comprato niente, mi tocca fare anche la figura del barbone. Vabbè, le dirò che il regalo gliel’ho comprato ma che mi ha preso alla sprovvista e l’ho lasciato a casa. Così poi, sempre quando il su omo non c’è, ci rivediamo, riciclando la scusa del regalo e si ritromba un’altra volta. Certe volte mi sorprendo di quanto posso essere acuto.
Le rispondo dicendole che sono in radio e che avrei finito tardi.
A lei la cosa non tange minimamente, mi scrive di fare veloce di arrivare da lei appena ho staccato il microfono.
La diretta scivola via. Puntata di assoluta improvvisazione. Ad Andre viene pure il colpo di genio per una nuova trasmissione (un domani forse ne parlerò). Lo riporto a casa e, complici alcune mie situazioni recenti, ci mettiamo a chiacchiera. Andre, da buon Grillo Parlante, cerca di dissuadermi dall’andare da lei, ma come dice un proverbio a me molto caro: cazzo ritto non vuol consiglio.
Guardo l’orologio.
Le una.
Merda.
Saluto Andre e tiro la Smart il più possibile per andare da lei, che nonostante l’attesa, non si era ancora fatta sentire. La sua chiamata arriva quando sto passando l’uscita Firenze Certosa.
“A che punto sei?”
“Sto arrivando. Mi sono messo un po’ a parlare con Andre e ho fatto tardi”.
“Sbrigati ad arrivare perché mi fa freddo!”
“Alza il riscaldamento no?”
Sorride, mi saluta e riattacca.
Mentre mi avvicino all’uscita Firenze Sud ripenso a quello che ha detto. Che vuol dire mi fa freddo? Liquido il pensiero con un “son donne, ci vuole pazienza”. Parcheggio la Smart davanti a casa sua, suono ed il portone si apre. Salgo le due rampe di scale e mi trovo la porta d’ingresso socchiusa. La cosa mi puzza. Di solito quando vado a trovarla, lei mi aspetta sulla soglia per non perdere tempo. Se c’è da parlare di solito si fa dopo. Ma questa volta non c’è nessuno. Neppure le molliche di pane per ricordarmi il percorso verso la camera da letto. Apro la porta piano piano ed è tutto buio. Mi sembra di essere un ladro che sta svaligiando un appartamento. Nessun suono, nessun rumore, nessuna luce. Provo a chiamarla un paio di volte ma non risponde.
Mi affaccio in cucina.
Vuota.
Mi affaccio in salotto.
Vuoto.
Comincio ad avere paura. Penso che il messaggio me l’abbia mandato il su omo e che mi stia aspettando con la mazza da baseball o con una spranga di ghisa. Annaspo, mi manca l’aria e mi aumenta la sudorazione fredda. Sto seriamente pensando di andarmene quando una piccola luce da lampada di comodino si accende nella camera da letto. Mi avvicino, camminando sulle punte, continuando a guardare a destra e a sinistra con i pugni chiusi, pronto a rispondere ad un eventuale attacco di un terzo incomodo (anche se in realtà il terzo incomodo sarei stato io ma lasciamo perdere). Arrivo in prossimità della camera e come una tartaruga timida, faccio capolino per vedere cosa cazzo c’era. Trovo la mia amica completamente nuda sul letto, con una coccarda rossa a coprirle la parte intima.
“Buon Natale Matte”
I miei occhi escono dalle cornee, continuando a fissare quell’incredibile fiocco natalizio, la bocca, in automatico, mi si spalanca come la maschera di Scream (o forse di Scary Movie perché era in botta quanto me).
“Sei un po’ ingrassata eh?”
“E te sei sempre uno stronzo”.
In circa cinque secondi netti, mi tolgo tutto quello che ho addosso. Mi metto la cuffia, salgo sul trampolino e mi tuffo sul letto con un doppio avvitamento con salto mortale all’indietro che non sarebbe riuscito nemmeno a Tania Cagnotto. Livello di difficoltà 7.5.
Il resto non c’è bisogno che ve lo racconti. Se avete fantasia ci arrivate benissimo da soli, altrimenti andate su un qualsiasi sito porno e come chiave di ricerca scrivete Hardcore. Ebbene sì, il rapporto è stato proprio in quella maniera.
Roba fine.

Domani è l’ultimo giorno dell’anno e come da tradizione pubblicherò il mio bilancio di questo 2011 e una super Wishlist per il 2012.
Metto le mani avanti, non provate a farmi gli auguri perché ve li ricaccio nell’ano.
Poi la password è stata indovinata da qualcuno?
Certo, come no…..

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=DTBkOigO8EM&w=420&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.
Con o senza coccarda rossa.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

1 comment
  • Ribadisco il concetto di Santo Stefano:
    sei sempre uno stronzo.
    Meno male non dovevi pubblicarlo eh?
    Però dai, almeno hai ammesso che non te l’aspettavi!
    Buon anno coccardone mio. 😛

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