La punta del naso e la donna che non c’è

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Il primo post del 2012 arriva con preoccupante ritardo.
Potrei giustificarmi dicendovi che ho duemila cose da fare e ventiquattro ore non mi bastano per farle tutte. LavoroLavoroLavoro, Will Il Mago Walter che si mangia una bella fetta del mio tempo tra montaggi audio e Gugholate (un successo, ascoltare per credere), una nuova trasmissione pronta nel caso in cui si raddoppiassero il numero di dirette, i miei cazzeggi su Photoshop e il libro. Perché ci sarebbe anche lui. Fermo a pagina 182 da non so quanto tempo. Non posso dire di essere entrato nel cosiddetto “blocco dello scrittore” perché non sarebbe vero. E’ solo che non riesco a riportare su OpenOffice quello che ho nel cervello. Scrivo, rileggo e cancello tutto e fino a quando non sarò soddisfatto la situazione difficilmente cambierà. E’ che al momento, un po’ per scelta un po’ sempre per le risicate ventiquattro ore, non c’è nessuna signorina che mi dia fastidio. E come tutti gli scrittori, anche io rendo meglio quando c’è una donna che mi massacra la testa di inutili pensieri.
Riprenderò l’argomento donne tra qualche riga.

Il post di oggi parla di scoperte.

La prima: “la punta del naso ha delle terminazioni nervose simili a quelle del clitoride”.
Purtroppo non è una mia scoperta.
Mi è stata riferita da una mia collega durante una movimentata giornata a smistare carrelli in deposito.
La considerazione mi viene spontanea. Pensate a tutta la fatica che abbiamo fatto per allargare quelle maledette gambe, a volte (raramente) chiuse come le chiese per dirla alla Venditti. Pensate a tutte le camporelle, al voler “scendere nello scantinato” nonostante gli ostacoli del cambio e del freno a mano, oppure, stagione permettendo, fuori con lei appoggiata allo sportello e noi piegati, con le ginocchia incriccate e il peso della sua coscia sulla spalla, i dolori ai muscoli del collo come se avessimo preso una frescata e quei rimasugli di peli pubici che proprio non ne vogliono sapere di staccarsi dalla lingua o a quel fastidio di ricrescita quando lei ha il taglio alla marine. Tutto tempo perso. Milioni di minuti gettati al vento quando bastavano tre o quattro leccate date bene sulla punta del naso per far toccare loro il paradiso terrestre. Con questa rivelazione finalmente do un senso ai bacini degli eschimesi. Ecco perché si scambiano affettuosità con il naso. Bacini un cazzo.  Ma soprattutto, il tormentone ricorrente dentro la mia capoccia è il seguente: quando una donna ha il raffreddore significa che è venuta? Di conseguenza, è bagnata anche di sotto? Devo scoprirlo, non so come, ma in un modo o nell’altro ci riuscirò.

La seconda: la donna che vorrei è quella che non c’è.
Bella frase del cazzo. Adesso vi spiego.
Ne parlavo ieri sera a cena con i miei. La mia mamma mi stava facendo l’ennesimo predicozzo sul fatto che non me ne va mai bene una. Quella è troppo brutta, quella è troppo bassa, quella ha troppe poche poppe, quella è bionda, quella è troia, quella è scema, quella è troppo fighetta, quella non capisce un cazzo, quella va troppe volte in discoteca e il mio preferito quella ascolta musica di merda (si capisce più da un libreria di iTunes che dai discorsi che fa. Chiamatemi pure frivolo, o stronzo visto che vi piace tanto, ma è la cruda verità). Non mi duole ammetterlo ma ha ragione in pieno. Non me ne va bene una.
Alla fine del salmo ecco la domanda: “Ma te come la vorresti una donna?”
Risposta: “Intelligente”.
“Tutto qui?”
“Hai detto poco”
“Ok, mettiamo caso che tu riesca, finalmente a trovare una donna intelligente, che tipo di rapporto vorresti per non annoiarti subito come tuo solito?”
Risposta: “Vorrei un rapporto come quello che ha Pete Townshend con le sue chitarre”.
La mia mamma mi guarda, scuote la testa e comincia sparecchiare senza aggiungere altro, restando ferma sulla convinzione che il suo figlio maschio sia sempre più un caso senza speranza. La mia mamma non conosce Pete Townshend né tantomeno sa quello che Pete (o Giotto come lo chiamiamo io, il Baldo, Brembi e il Bomber) fa a fine concerto con le sue chitarre. E siccome sono certo che la maggior parte dei miei lettori non è pura come me e i miei fratelli sbazzoni, ecco un rapido video delle sue imprese eroiche.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=R55hGxNaHzw&w=560&h=315]

Potrei sembrarvi più malato di quanto sono, ma c’è un significato ben più profondo e ben più romantico nascosto dentro questo filmato.
Chi conosce e ama Pete Townshend e chiude gli occhi, se lo immagina che si agita su un palco o che fa uno dei suoi mulinelli. Ma lo immagina con una chitarra intorno alla vita. Sempre. E’ impossibile pensare a Pete Townshend senza chitarra. E’ con la chitarra che Pete Townshend ha scritto Pinball Wizard, My Generation, Won’t Get Fooled Again, See Me Feel Me, The Kids Are Alright, Behind Blue Eyes e ogni capolavoro che ci hanno fatto ascoltare gli Who durante la loro carriera.  Quella stessa chitarra che distruggeva sugli amplificatori alla fine di ogni concerto. Pete Townshend amava così tanto la sua chitarra da portarla al limite, un limite che per molti sconfinava nell’odio e nella violenza.
“Non si trattava solo distruzione, non era violenza cieca. La consideravo una forma d’arte. Presso il movimento tedesco dell’arte autodistruttiva si producevano sculture destinate a collassare, si dipingeva con acidi in modo che i quadri si rovinassero, si costruivano edifici che si sarebbero autodemoliti. Anch’io salivo sul palco convinto di fare dell’arte. Inoltre si ottiene un suono tremendo e l’effetto è grandioso”.
Ed è proprio l’effetto quello che manca oggi.
Guardo le coppie negli occhi e vedo il buio.
Le uscite finesettimanali sostituite dai centri commerciali, gli aperitivi al posto delle cene, la condivisione di link romantici su Facebook al posto delle lettere e le poche serate insieme agli amici con la prerogativa di bere per divertirsi.
Le coppie che vedo hanno l’amante. O se ancora non hanno avuto rapporti sessuali extra, stanno smessaggiando o chattando o twitterando o parlando con qualcun’altro. Perché anche loro sanno di essere spenti ma piuttosto che dare una scarica col defibrillatore al loro rapporto, la scarica preferiscono farsela dare  non dal proprio partner. In più ci aggiungiamo le esperienze passate, ecco qua il risultato. Una mia amica dice che fidanzarsi oggi significa essere cornuti dal momento in cui ti fidanzi. Perché prima o poi succederà. E’ scritto.
Per questo motivo  la donna che vorrei non esiste.
Esiste nella mia testa.
Accade sempre quando conosco qualcuna e dopo cinque minuti di conversazione comincio a pensare che tipo potrebbe essere. Penso alla sua libreria di iTunes, alla collezione di film che ha in camera, ai viaggi alla scoperta dell’America, ai video che ha fatto con Action Movie Fx mentre fa saltare in aria l’Otel e posti simili, a cosa pensa dell’attualità, a quanto filo da torcere mi potrebbe dare mentre giochiamo a Trivial Pursuit, alle risate che potremo farci nel prendere per il culo chi ci circonda, a quante ore-giorni-anni è disposta a concedermi ad ascoltare in silenzio i  miei monologhi su tutto e a quello che potrebbe darmi. E a quanto potrei portarla al limite, a quanto la potrei distruggere senza però fare a meno di lei per comporre, insieme, anni di capolavori.
Bè come vedete faccio bene a credere che ancora non esiste nonostante la Mattel mi abbia assicurato sul fatto che, finalmente dopo anni di attesa, sia entrata in produzione. C’è solo da aspettare di trovarla nei negozi.

E’ il giorno degli Who, anche perché parlando di naso e di Pete Townshend non potevo che mettere loro.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=j157erDp3oM&w=420&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

2 comments
  • Molte coppie negli occhi hanno il buio..è vero…
    cmq se qualcuno mi lecca la punta del naso io personalmente gli tiro una testata!

Further reading

Instagram feed

Error validating access token: The session has been invalidated because the user changed their password or Facebook has changed the session for security reasons.Follow @matteoaiello