Think different

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Ho avuto un paio di idee.
Chissà che novità.
Di solito le mie idee nascono e muoiono nello stesso giorno a distanza di due, tre, ore al massimo, per far spazio ad altre idee, ancora più visionarie e surreali. Idee chiaramente difficili, per non dire impossibili, da realizzare. Da quando ho deciso di tornare vergine e di avere una prima volta a regola d’arte (in un letto e non in una Fiat Uno con del vero sentimento che ti trasporta, il rischiare pure un’eiaculazione precoce, il raggiungere il paradiso insieme a lei e il non avere gli urti di vomito dopo averlo raggiunto) questo blog è diventato sterile. Non ci sono puttanelle da deridere, situazioni paradossali da raccontare. Vivo da recluso in questa camera come un concorrente del Grande Fratello, o come un carcerato che deve scontare le sue pene (mettete bene l’accento, mi raccomando..).
Di conseguenza penso.
Alla fantomatica svolta. Al colpo di scena.
Devo tenere il cervello impegnato in un modo o nell’altro. Ho pure ricominciato a guardare Lost dalla prima serie. Senza quaderno questa volta anche perché so già com’è andata a finire (ah sì? mi sembrava il contrario).
Divago.
Sembro il Dottor Divago, racconto di Stefano Benni che il Bande è riuscito a farmi leggere nonostante la mia noia da lettura. Ho comprato un libro si intitola “Nato Per Rincorrere: Bruce Springsteen, la vita, il rock, l’amore e nient’altro”. Parla di questo nerd bolognese che, dopo essere stato mollato dalla fidanzata, viene trascinato a forza da un suo amico ad un concerto del Boss in Svizzera. Dopo quella sera, il nerd inizia un viaggio lungo cinquanta concerti. Perché le fidanzate passano ma il Boss rimane.
Appena ho trovato questo libro da Feltrinelli e ho letto il prologo, ho alzato gli occhi al cielo e, inevitabile, mi è partito un oidocrop. E’ assurdo ma avevo pensato ad una cosa del genere un paio di giorni addietro. La storia era un tantino diversa, non c’erano solo Bruce Springsteen ma tutta l’epopea di fine sessanta inizio settanta. Era un misto tra Almost Famous, School Of Rock e Sulla Strada di Kerouac. Roba fine. Il protagonista del racconto (a cui avevo già trovato un nome: John Ewing -ebbene si, un misto tra John Starks e Pat Ewing, colonne dei miei Knicks degli anni novanta- ) dopo essere stato al Festival di Woodstock, girava l’America con ogni mezzo disponibile, per andare a vedere in concerto i suoi idoli. E con i suoi occhi, il lettore (o lo spettatore perché mi ero già immaginato un film) avrebbe visto quel “sogno” chiamato rock’n’roll, svanire per colpa dei discografici e per colpa del pubblico, sempre più schiavo delle televisioni, del pop e dei personaggi negativi come Sid Vicious e Kurt Cobain. Sarebbe stato carino. Impossibile da realizzare ma comunque molto carino.

Temporeggio.
Bevendo spuma.
Ho ragione, come sempre. Le mie idee non durano.
Le ultime di inizio post mi sono venute stanotte mentre guardavo il Superbowl. Non c’entrano niente col football e non so spiegarvi il nesso tra la partita e il mio cervello. Ma ho preso il MacBook Air, ho aperto due pagine di Open Office e mi sono messo a scrivere i punti fondamentali per non dimenticare il tutto dopo la dormita. La cosa assurda è che ogni volta che penso qualcosa di geniale (secondo la mia testa, quindi tutto quello che penso per me è geniale), il mio ego comincia a bruciare come il cosmo di un Cavaliere dello Zodiaco.
Guardo quello che mi circonda e mi sembra che non sia abbastanza.
“La televisione al plasma da 48 pollici. Fanculo, voglio un proiettore”.
“L’iPhone da 16 gb, lo devo avere da 32”.
“MySky HD? Non serve, il prossimo Superbowl me lo guarderò tra il pubblico”. Poi mi metto a cercare le cose che non ho.
“Dov’è il mio iPad?”
“Perché Charlize Theron non mi ha ancora mandato il messaggio della buonanotte? Che fa, se la tira?”
“Che fine ha fatto il vinile autografato di Sticky Fingers?”.
E’ tutto un lavoro del genere.
Che ci posso fare? In fondo quando mi viene un’idea e penso a come poterla realizzare e al dopo averla realizzata, sono le uniche ore in cui sono veramente in pace con me stesso, prima che mi arrivi, puntuale perché tanto so che arriva, un gavettone di acqua congelata a spengere tutto quel bruciore e a riportare il cosmo in letargo.
Guardiamo il lato positivo, fino a quando resterò in camera non potrò fare danni.

Non vi ho detto quali sono queste benedette ultime due idee.
Col cazzo che ve lo dico!
Poi me le rubate, riuscite a metterle in pratica e vi arricchite ridendo alle mie spalle. No cari, non funziona così, sono io che devo ridere di voi.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=sSB9_OBnteY&w=420&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.
Ma non avevo detto che volevo tornare vergine?
Infatti, però la frase di chiusura è questa e guai a cambiarla….

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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