Rehab

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

“Ciao a tutti, sono Matteo”.
“Ciao Matteo!”
“Oggi sono 90 giorni che non faccio sesso”.
-APPLAUSI-

Ogni notte, in quelle poche ore che dormo, questo è diventato il mio sogno ricorrente. O incubo, se preferite chiamarlo così.
Sono in una stanza bianca, senza porte né finestre, insieme ad altre quattro persone, dottore, o sessuologo, escluso. I volti degli altri “disturbati” li vedo sfocati ma mi sembra di conoscerli. Quando dico che sono 90 giorni che non ho alcun tipo di rapporto sessuale mi battono le mani, anche se non sembrano molto convinti. Lo fanno perché è così che si fa quando sei nel mezzo ad una terapia di gruppo. Almeno credo, non avendone mai frequentata una.
90 giorni ed il tassametro corre.
Non voglio parlare di record anche perché sinceramente non mi sono mai messo a contare i giorni di NON consumazione obbligatoria.
Adesso potrei, dovrei, spiegarvi perché di punto in bianco ho deciso di lasciare in letargo il mio pisello anche se è finito l’inverno. Adesso è il momento di sviolinare un elenco telefonico di scuse più o meno veritiere, giusto per fare bella figura e per pararmi il culo. E invece niente, prevenuti bastardi che non siete altro.
Ma dato che in molti non mi chiedono più “Grande Matte come va?” ma mi chiedono “Oh, ma quando racconti qualche nuova perla sul tuo blog?”, credo che vi spetti di diritto sapere e conoscere la verità.
Tutto è dovuto da un anello e da un freno a mano.
Dopo l’ennesima serata sui colli fiesolani ad allungare le corna di qualche malcapitato, riaccompagno la signorina a casa. Mentre sto tornando verso la base, mi squilla il telefono. Era lei, la signorina, che mi dice di aver perso l’anello che aveva al dito. Non un anello qualsiasi ma proprio quell’Anello, con tanto di brillantozzo centrale da non so quanti carati. La signorina e il non-mi-serve-la-parabola-sul-tetto-per-vedere-Sky questo giugno convoleranno a nozze, dopo un fidanzamento di circa sei, o sette, non mi ricordo, anni. Le dico di stare calma e che l’indomani, con più luce mi sarei messo a cercarlo.
“Ma sei scemo? Domani mattina io e lui ci dobbiamo vedere e se non mi vede l’anello al dito impazzisce”.
“Digli che te lo sei tolto per dormire e che sei uscita senza mettertelo”.
Penso: se regalassi un anello di fidanzamento ad una e questa una mattina mi esce di casa senza averlo indossato, minimo la vendo ad un cammelliere tunisino senza ricevere né un cammello né un dromedario in cambio.
Quindi fermo la Smart ad un lato della strada, scendo e mi metto a cercarlo. Non c’è un lampione nemmeno a pagarlo e c’è più buio che in fondo allo sfintere di un Ghanese, prendo l’iPhone e lo tengo acceso per illuminare un minimo l’ambiente.
La signorina ogni minuto telefona per avere degli aggiornamenti.
Chiamata 1: “L’hai trovato?”
Chiamata 2: “L’hai trovato?”
Chiamata 3: “L’hai trovato?”
Chiamata 4: “L’hai trovato?”
Alla quinta chiamata le riattacco sul viso e spengo il telefono ripiombando nel buio totale. Ma preferisco andare a tastoni piuttosto che sentire la sua voce ancora una volta. Insomma, ringraziando le dimensioni del mezzo per non aver cambiato troppe posizioni, riesco a trovare questo benedetto anello. Glielo riporto, lei è felice, io anche. Sono così felice che cancello il suo numero, pensando che sono il solito coglione che non si smentisce mai.
Pensiero che viene rafforzato la mattina appena mi sveglio. Scendo dal letto per andare in bagno e mi sento una fitta ad una coscia. Mi calo i pantaloni della tuta per darmi un’occhiata e scopro di avere un ematoma. Piuttosto grosso.
“Come me lo sarò fatto?” mi domando.
Alla fine me lo ricordo. Durante un contenuto aggrovigliamento, avevo il freno piantato dentro il muscolo. Un po’ come Excalibur infilata nella roccia.
Non posso più andare avanti così.
Lo sapevate che per la chiesa il viola oltre che il colore del lutto è anche il colore del pentimento e del nuovo inizio?
Io no. Tutte quelle puttanate ecclesiastiche mi fanno solo incazzare di più di quanto non lo sia già ogni mattina appena apro gli occhi. Però dietro quel livido ci vedo veramente un messaggio di pentimento e di redenzione. Grazie Gesù!
Comincio a fare due conti.
L’ultima volta che ho avuto un rapporto sessuale con del sentimento è stato circa 5 anni fa. Poi niente. Il vuoto. Negli ultimi cinque anni anni ho rispettato alla lettera la seguente procedura:

  • prendere
  • fare
  • finire (ehm…)
  • riaccompagnare
  • sparire

Un cyborg. Un Terminator sessuale.
“Sarah Connor?”
Ma la cosa ancora più inquietante è che ho fatto la stessa identica cosa anche negli anni passati, ad eccezione di qualche parentesi più o meno fortunata.
Mi sono sempre ritenuto una persona coerente, scivolando però sempre sulla stessa buccia di banana del cazzo, scatenando un domino di eventi catastrofici ed aumentando il valore della taglia sulla mia testa.
Quindi basta. Stop. Bandone tirato giù. Titoli di coda. That’s all folks.
La prossima volta ci dovrà essere del sentimento. Altrimenti continuerò a frequentare i miei amici “alcolisti anonimi”.
Lo dicevano anche i Neri Per Caso: “Quando c’è sentimento, non c’è mai pentimento”.
Non so quanto durerà e se finalmente riuscirò ad essere coerente con me stesso al 100%, so solo che ho già prenotato un pastore tedesco da non vedenti.
Chi vuol capire capisca…. 

E’ passato più di un mese abbondante dal mio ultimo post. Mi fa un immenso piacere che in tanti hanno continuato a leggere le mie vicende metropolitane. Questo blog surreale e assolutamente politically incorrect ha superato la bellezza di 10000 visite. Son soddisfazioni.
Ovviamente è tutto merito mio.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5–Pdhx5BvE&w=560&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog,
io starò… io starò…. io starò…… io starò guardando un filmato su YouJizz.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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