Il gioco delle coppie

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

I più giovani forse no, ma quelli della mia età se lo dovrebbero ricordare di sicuro. Era un programma televisivo andato in onda per ben dieci anni, condotto prima da Marco “la Talpa” Predolin, poi da Corrado Tedeschi (qualcuno sa che fine ha fatto?) e infine dalla coppia materassaia Mastrota-Estrada. Lo scopo del gioco era far scegliere ad un cacciatore (o ad una cacciatrice), un partner tra tre scelte, in base alle risposte che davano alle sue domande. L’eletta/o veniva mostrata/o soltanto alla fine, dopo la scelta definitiva, quando veniva tolto il muro che li separava. Alla nuova coppia appena formata veniva regalato un viaggio premio per consolidare il loro legame.
Ecco, dopo questa brillante delucidazione, l’unica cosa che ha in comune il seguente post con il Gioco delle Coppie è il titolo.
Perché nella mia testa esiste, da sempre, un altro Gioco delle Coppie. Adesso che lavoro dove lavoro, dove vedo coppie dalla mattina alla sera, è diventato un po’ il mio chiodo fisso come non mai.
Ogni volta che vedo un ragazzo ed una ragazza avvicinarsi, o anche solo passare, teneri, mano nella mano, immediatamente mi si mette in moto un meccanismo che mi porta a trovare un nesso tra di loro. E’ logico, c’è un nesso tra ogni coppia, altrimenti non starebbero insieme e non sarebbero così innamorati e felici.

Esempio numero 1 – uno dei due ha più anni dell’altro. O viceversa.
Quando si presenta una situazione del genere, la figura di merda è all’ordine del giorno. Beh, come potrebbe essere diversamente.
“E’ la figlia?”. “E’ il babbo?”. Meglio non chiedere e guardare in silenzio. Il nesso è che l’attempato non batte chiodo con quelle della sua età ed è costretto ad abbassare il raggio d’azione per non passare l’imminente vecchiaia (e soprattutto per sparare le ultime cartucce), da solo. L’altro membro della coppie invece giustifica il legame perché quelli della sua età sono tutti immaturi e che invece quelli più vecchi hanno così tante cose da dire. La coppia funziona fino a quando funziona il pisello di lui, poi, inevitabili, corna e ognuno a casa sua.

Esempio numero 2 – Evidente dislivello estetico.
Quando vedo una coppia del genere, la prima cosa che penso è che il brutto ha appena vinto la Lotteria. E mi maledico, un euro per comprare un biglietto l’avrei potuto anche spendere. Ma dato che di lotterie non ce ne sono poi molte, ci deve essere qualcos’altro sotto. Il nesso è che uno dei due soffre di manie di protagonismo ed ha un ego smisurato. Di conseguenza si sceglie un partner più brutto perché, credendosi una star hollywoodiana di prima grandezza, vuole vivere perennemente sotto i riflettori e di conseguenza esige che gli occhi delle persone siano tutti su di se. Addirittura molte donne, per essere ancora più guardate, si scelgono un fidanzato di svariati centimetri più basso, nascondendosi dietro il detto: “nelle botti piccole c’è il vino buono”. Può sembrare una forma di fanatismo estremo ed in effetti lo è.
Nick Hornby dice: “sfidare solo le pari peso”. Ed ha ragione. Come sempre. Quando la storia finisce, per uno dei due non si può parlare di fine ma di disfatta, che in confronto Caporetto sembra un pic nic con gli amici.

Esempio numero tre –  l’importanza del girovita.
Ammetto che non deve essere facile. Passare non so quanti anni ad ascoltare capannelli di persone che ti deridono per la tua mole e sapere che, con una determinata categoria di individui, tu sia niente più che l’eterno zimbello o peggio ancora, l’amico più fidato del mondo. Purtroppo, oggi e non so per quanti altri anni ancora, il mondo funziona così e non ci possiamo fare niente. Lo sanno, non si fanno voli pindarici anzi, si tagliano un pezzo di ali ogni volta che si guardano allo specchio. Di conseguenza, sono obbligati ad accoppiarsi con i loro simili. Il nesso, chiaramente, si trova dentro la cucina. O in un ristorante. O da McDonald’s. Infondo, e lo dico con un discreto velo di invidia, chi sta meglio di loro. Sono molto più felici di tanti altri.

Esempio numero quattro – Amistad.
Li riconosci subito. Dal tono con cui uno si rivolge all’altro. Uno ordina, l’altro esegue, senza opporre la minima resistenza e senza dire la sua. O se hanno dei figli. Uno non ha niente. L’altro ha il marsupio davanti con il pargolo, il passeggino chiuso dietro e le borse degli acquisti tra le mani mentre cerca di stare al passo del partner che lo precede. Ovviamente il partner se ne strafrega di aspettare l’altro nonostante le zavorre. Il nesso lo si può ritrovare nella pubblicità dei Ferrero Rocher. Esatto, proprio quella. La Marchesa vestita di giallo che ha voglia di qualcosa di goloso ed il povero Ambrogio, al volante della limousine, che ubbidisce, schiacciando un bottone e facendo apparire, davanti alla sua padrona, i suoi cioccolatini preferiti. E’ chiaro che la scena dei Rocher sia una metafora. Ma purtroppo ci sono tante coppie che per soddisfare ogni “voglia di qualcosa di goloso” siano entrate (inconsciamente? non ci giurerei) in questo vortice di “Sì, tesoro” e “Subito amore”. Mancanza di attributi, un carattere sterile come una provetta per le urine, eccessiva galanteria o straziante disponibilità sono i motivi per cui (inconsciamente? non ci giurerei) uno dei due finisce per lasciarsi prendere la mano ed abusare dell’altro. Di solito la storia si conclude con un omicidio, l’entrata in scena dei RIS di Parma e con l’ennesimo assassino in libertà.

Esempio numero cinque – Vogue è la mia Bibbia.
Anche loro si riconoscono subito. Com’è possibile non riconoscerli? Quando vedi un uomo vestito come un tronista deluso o che segue in modo così maniacale il trend di qualche calciatore, capisci che stai avendo a che fare con un vero macho che non vede l’ora di avere i primi capelli bianchi per assomigliare sempre più a George Clooney. Ancora non hai visto lei. Fedele discepola di Chiara Ferragni e del suo blog che dispensa saggezza in ogni post. Smartphone come prolungamento della mano, poster di Carrie Bradshaw sul comodino e Tabatha Coffey come l’idea meravigliosa che ha in testa. Vuole affermarsi sul lavoro lavorando il meno possibile, dato che la sua massima ambizione è quella di fare la corteggiatrice o la valletta in televisione. Frequenta pilates per alleggerire lo stress e fit-boxe perché è una donna con le palle Il nesso è la totale assenza di dialogo. A che serve parlare? Ad una coppia del genere non manca niente. Non ha bisogno di parlare. Ha bisogno di apparire. Tutto il resto è noia.

Ecco, questi sono gli esempi più comuni ed ho evitato lo scontato cliché del “stanno insieme perché uno dei due è pieno di soldi e fa fare la bella vita all’altro”. ed ho evitato pure il cliché sulle misure del pene. Sapete che adoro i luoghi comuni ma c’è un limite anche per me.
La cosa che adesso mi fa ridere e che mi inquieta allo stesso tempo è che appena incontrerò qualcuno fidanzato che conosco e che avrà letto questo post, mi chiederà: “Visto che fai tanto il sapientone, ora dicci qual’è il nesso tra di noi?”.
Ragazzi, lo dico per il vostro bene, dimostratevi intelligenti almeno una volta.
Se proprio volete fare una domanda, fatela a voi stessi e non c’è bisogno che vi dica quale.
Questa perla di nicchia, la dedico a tutti coloro che si amano.

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi starà entrando dentro questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato

Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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