#notteprimadegliesami

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Stamani ho postato su Facebook una frase di Bruce Springsteen tratta da una sua intervista a Parigi, che è apparsa sul sito del Corriere Della Sera (per chi volesse ascoltare 22 minuti di poesia questo è il link):

«Scrivere vuol dire aspettare continuamente. A volte bisogna aspettare un anno prima di scrivere qualcosa di buono. L’ispirazione, se è così che vogliamo chiamarla, è come un’apparizione. Succede qualcosa e improvvisamente è come l’allineamento planetario. Quando scatta, quando i tempi, tu, la tua storia, la storia che è viva in quel momento, quello che accade nel mondo, la tua abilità si allineano… bang! Succedono cose belle»

E’ buffo, l’ultimo post del mio blog era dedicato ad Andre diventato dottore ed ai ringraziamenti in una mia fantomatica ed ipotetica laurea.
Mi ritrovo a scrivere stasera. La notte prima degli esami.
Coincidenze? No. Non credo alle coincidenze, non ci ho mai creduto.
Ennesimo tentativo di redenzione non quotato alla Snai perché non verrà portato a termine? Anche il voto di castità non era quotato e invece, tra erezioni improvvise e visioni di tette addosso anche a chi non le ha, sta continuando bello gioioso e con nessuna possibilità di essere infranto.
Gli affezionati lettori di questo blog sanno che ho parlato e che parlerò di tutto, tranne che di politica (ma questa è una mia scelta) e di un argomento tabù (non è una mia scelta anche questa?). Quello stesso argomento che Andre, ogni tanto, fa saltare fuori durante le dirette: il mio esame di maturità. Vorrei tanto scrivere come mi sentivo, dieci anni or sono, in quella squallida camera d’albergo di Mestre (città che ricordo soprattutto per lo spiacevole episodio dell’Heineken Jammin’ Festival) ma quel periodo della mia vita è stato rimosso categoricamente grazie ai servizi della Lacuna Inc. del dottor Mierzwiak.
Qualcosina però è rimasto.
Il viaggio in treno e l’arrivo a Mestre di notte, causa sciopero. Passai una nottata tranquilla e beata, senza crisi di panico né alcun minimo sintomo di tensione e la mattina dopo mi accorsi che non avevo preso neppure il vocabolario. Non dall’albergo ma da Firenze. Infondo a cosa mi serviva un vocabolario. Il tema era l’unica cosa che sapevo non mi avrebbe dato nessun problema. Scelsi il saggio breve su internet.  Avevo già l’adsl a casa e un iMac G3. Troppo avanti rispetto a tutti. Fu una passeggiata di salute. 15 punti e via, a prendere la standing ovation sotto la curva. Poi ci fu la seconda prova di inglese. In assoluta scioltezza pure quella. Studiavo l’inglese dalla terza elementare perché sapevo che prima o poi sarei andato a vivere a New York. L’ho fatto alle medie e scelsi il liceo linguistico proprio per questo motivo. 14 punti. Facile come bere un bicchier d’acqua.
Dalla terza prova in poi ho il vuoto più assoluto. Tranne che per l’ultima domanda all’orale. Dopo circa cinquanta minuti di prese per il culo e domande random su tutto il programma, di risposte surreali e di arrampicate sugli specchi che avrebbero fatto invidia anche a Reinhold Messner nei tempi migliori, il professore di italiano mi chiese se volevo parlare del mio poeta preferito.
“Vuole veramente che le parli di Bob Dylan?”
“Bob Dylan non è un poeta”.
“Bob Dylan è molto più poeta di tanti poeti che trova dentro questo libro”.
Avevo 20 anni e mi sentivo il più figo di tutti. Stavo insieme ad una ragazza che consideravo la donna più bella del mondo, che mi lasciò due giorni prima di partire per le vacanze in Grecia (chissà perché chiunque dopo la maturità va in vacanza in Grecia? Mah, non l’ho mai capito). Per festeggiare mi feci biondo, poi verde, poi fucsia, poi di nuovo verde con le scritte rosse. Eh sì, ero proprio il più figo di tutti.
In questo momento mi viene in mente la scena finale di Notte Prima Degli Esami. Quella dove appaiono le polaroid con i personaggi e scritto accanto quello che sarebbero diventati da adulti. No cazzo, devo assolutamente pensare ad altro. Adesso un’erezione improvvisa ci starebbe proprio bene….

Non ditemi che state aspettando Antonellone eh? Dai, secondo voi sono così banale? Vi metto l’ultima canzone che ascoltai prima di addormentarmi e mentre l’ascoltate, spiegatemi un po’ questa cosa:
“Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla”.
Ma questi quattro disgraziati come facevano ad avere un pianoforte sulla spalla?

http://youtu.be/bLMotU8Tu9E

Dimenticavo, alla maturità presi 58. Peccato fosse in centesimi.
Cazzo, mi sto ricordando troppe cose davvero. Domattina devo assolutamente trovare il numero della Lacuna Inc.

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog,
io starò… io starò…. io starò…… io starò guardando un filmato su YouJizz.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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