Una merda chiamata LeBron

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Stamattina mi sono svegliato con un giramento di palle che se dovessi entrare in acqua, andrei più veloce di un gommone con motore Evinrude. Un pò perché domani entro nei trenta, ma soprattutto perché stanotte ho dato definitivamente addio a quel giochino che tanto mi ha dato e tanto mi ha tolto negli ultimi 15 anni. Probabilmente questo post annoierà la maggior parte di voi. Non mi interessa. Viviamo nel terzo mondo e in una società non molto civile ma non avendo un ascia bipenne come quella del nano di Golden Axe, devo scrivere qualcosa perché altrimenti metterei a ferro a fuoco la ridente cittadina di Brozzi.

Ogni sport che sia mai stato inventato, in un modo o nell’altro mi piace. Guardo qualsiasi cosa ad eccezione del rugby (una noia ai livelli di Barry Lyndon) e della pallavolo (trovo inconcepibile uno sport di squadra dove non ci sia contatto fisico). Infatti non vedo l’ora che inizino le Olimpiadi per passare giornate intere sul divano a guardare qualsiasi cosa, dal nuoto sincronizzato alla maratona, dal badminton al pentathlon. Ovviamente per ogni disciplina ci sono atleti che adoro alla follia (da cultore del bello, di solito mi “innamoro” sempre di quelli tecnicamente superiori rispetto ad altri) e ci sono atleti a cui auguro una morte lenta e soprattutto dolorosa. Oppure le peggiori malattie, anche quelle eradicate. Ed è proprio a causa di questa categoria di atleti che ho dovuto accantonare la visione di determinati sport. Mi viene in mente il tennis a causa di Nadal e della sua generazione di pallettari fondisti dal braccio bionico, che con una racchetta o una padella in mano giocherebbero nella stessa maniera. Ho smesso di guardare la boxe da quanto Kevin McBride mise KO Iron Mike nel 2004 e il football per Peyton Manning e tra un po’ la smetterò di guardare anche la Nazionale, almeno fino a quando un commissario tecnico con i coglioni la smetterà di convocare quel mangiabanane di Balotelli, Thiago Motta e il “metrosessuale” Montolivo.
Il problema è che molte volte questi poveretti non c’entrano nulla. Sono i giornalisti che li pompano talmente tanto affibbiandogli nomignoli ingombranti come “il più grande di tutti”, “il predestinato” o “il prescelto”, portando lo spettatore o il tifoso ad odiarli con tutto il Quore.
Ecco, è proprio del più “prescelto” di tutti che parlerò adesso, perché stanotte quello che ogni amante di VERA pallacanestro non avrebbe MAI voluto, purtroppo è successo: LeBron James ha vinto il suo primo anello.
Fa effetto leggere nella stessa frase le parole LeBron, vinto e anello.
LeBron James arrivò nell’Nba direttamente dal liceo con già un contratto firmato con la Nike senza aver disputato neppure una partita. I giornalisti iniziarono a chiamarlo The Chosen One. Un soprannome scomodo che fu preso da questo ragazzino brutto come la fame e rachitico come un bambino del Biafra con totale umiltà, facendosi tatuare la suddetta parola sulla schiena. Mica per arroganza o presunzione, assolutamente no, solo perché gli piaceva la parola. Tutto qui. Fu scelto dai Cleveland Cavs, squadra che avrebbe iniziato la sua ricostruzione proprio da lui. Non mi è mai rimasto simpatico, specialmente per quel numero, il 23, con cui giocava e per tutti i paragoni che facevano con l’unico, vero e solo 23. Al suo primo rookie game, l’antipatia è diventata odio quando i giocatori della squadra avversaria iniziarono a passargli la palla per farlo schiacciare. E’ vero che gli AllStar Game sono sempre delle farse ma la linea del limite non deve mai essere superata. Ecco, questo cialtrone l’ha superata di continuo, caricandosi anche i compagni di squadra in questo lungo e tortuoso viaggio verso l’Olimpo dell’essere odioso. Dalle finte foto tipo famiglia felice (video), al rituale pre-partita col borotalco (video), al paradenti con i canini da vampiro (foto), alle patatine mangiate ai tifosi (video) al video fake in cui fa canestro dall’altra parte del campo, senza il minimo sforzo (una versione ancora più fasulla delle traverse di Ronaldinho –video-). Tutte queste pagliacciate senza mai vincere niente, anzi rimediando figure barbine ogni volta che arrivava ai playoff. Il Prescelto, da uomo simbolo e da leader indiscusso della franchigia, fece mea culpa, scaricando la responsabilità dei suoi continui fallimenti ai compagni di squadra, giudicati non all’altezza, sfoggiando una maglietta-provocazione e ricordando ai suoi detrattori di andare a controllare le sue statistiche (foto). Le figure di merda non si limitavano soltanto alla stagione Nba. Durante un camp nella sua città natale, in un cinque contro cinque, un ragazzino gli schiacciò in testa. Il video divenne un must su YouTube e il Prescelto invece di farsi una sana risata, prese il tutto con la sua proverbiale sportività, facendolo rimuovere pena azioni legali a coloro che lo avrebbero ri-postato (il video si trova ancora). Invitato a mostrare ad un gruppo di bambini londinesi (Inghilterra famosa per la sua tradizione cestistica) le sue abilità al tiro, dopo aver spaccato un ferro è stato sfidato da uno di loro ad un uno contro uno. In preda ad un attacco d’ira guardate che cosa ha fatto (video). Tutti questi simpatici episodi mentre il suo fisico cominciava ad ingrossare a dismisura nonostante il diretto interessato smentisse, sempre e comunque, una sua relazione con manubri, dischi e bilanceri. Ma sì, la palestra non c’entra nulla, ogni essere umano fa l’ultimo sviluppo, questo è stato il suo (foto). Un giocatore talmente umile che decise di lasciare Cleveland e suoi ingrati compagni per andare in un’altra squadra dove di sicuro avrebbe vinto senza dover faticare, comunicando la sua decisione a tutto il mondo in diretta televisiva (video). Una scelta che ogni vero campione avrebbe fatto. I suoi ex tifosi non la presero benissimo (video) tanto da bruciare la sua adorata maglia numero 23 (episodio che mi ricorda qualcosa, in quel di Liverpool con un altro metrosessuale spagnolo dai capelli biondi). Alla presentazione, il Prescelto promise sette titoli in altrettanti anni, un po’ come la dieta promessa da Pozzetto e Montesano in un film degli anni 80. Il primo anno ari-figura di merda. Quest’anno ce l’ha fatta. E se già veniva paragonato al Sommo senza aver mai vinto, figuriamoci adesso. Ma soprattutto, figuriamoci cosa farà. Si metterà a fare l’equilibrista sul monociclo o metterà la testa (con sempre meno shampi) nelle fauci del leone? Chissà, speriamo solo che il leone chiuda la bocca.

A parte tutte queste cazzate, il dramma LeBron lo si vive guardando i ragazzini che giocano a basket. Ragazzini che fanno la guerra per giocare con il numero 6 (perché il cancro ha cambiato numero) e che lo considerano il giocatore più forte di tutti i tempi, solo perché fa delle gran schiacciate. Beh, anche il Pugi e lo Scheggi fanno delle gran schiacciate, ma nessuno sogna di svegliarsi alle 3 per andare a preparare la pasta per il pane. Ragazzini che non hanno idea di cosa sia un piede perno, di una partenza reverse, di un giro in corsa fatto senza fare passi e di un palleggio-arresto-e-tiro. Il guaio è che questi fondamentali non riusciranno ad impararli mai, perché oltre alla caduta a picco del livello tecnico dei giocatori è crollato anche il livello degli allenatori, che si credono tutti dei santoni, anche se non ci capiscono una sega e che si ostinano a giocare il pick and roll in una pallacanestro dove non ci sono più né playmaker che sanno leggere il gioco né pivot che sanno giocare spalle a canestro.
Come ho scritto ad Andre, LeBron è un buon giocatore, tecnicamente scarso ma che grazie all’ultimo sviluppo è diventato un giocatore di football prestato alla pallacanestro. Vorrei vederlo con un corpo normale, o con le stesse braccia di quando era rookie, ma con i se e i ma si va da poche parti.
Quindi, l’appello che sto per lanciare è questo: se avete un bambino, un fratellino, un nipote, chi cazzo vi pare che vuol iniziare o che sta già giocando a basket, prendetelo, legatelo alla sedia e fategli vedere questo video. E’ vero, è lungo, ma alla fine capirà che cos’è la pallacanestro. La pallacanestro VERA come piace(va) a me e a tutti coloro che hanno vissuto gli anni di Larry, Magic, Isiah, Hakeem, Penny, Sir Charles, Clyde The Glide, del mai dimenticato Mozart, Pat e il Postino della Louisiana.
Tutto quello che vedete adesso è soltanto un brutto e fastidioso circo.
Resta il fatto che per me, da stanotte, la pallacanestro è ufficialmente finita.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=we0myBZ6kv0&w=560&h=315]

Oggi è la mia ultima giornata da ventenne. Domani si entra nei trenta e l’ho presa proprio male. Come sempre domani verranno postate le riflessioni e, conoscendomi, saranno molto ma molto amare. Più amare del vedere LeBron campione Nba. Tanto tu morirai prima o poi….

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog,
io starò… io starò…. io starò…… io starò guardando un filmato su YouJizz.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

6 comments
  • Matte partendo dal fatto che ti ammiro per ciò che hai scritto, perchè non è facile parlare di pallacanestro al giorno d’oggi e per di più in questo modo come l’hai fatto TU,vorrei risponderti a mio modo.
    Hai definito LeBron come quello che ogni amante di VERA pallacanestro non avrebbe mai voluto vedere vincere un titolo NBA.
    Detto sinceramente io stesso non sono un amante di questi SUPER giocatori, perchè di essi si tratta,vedi James,Wade,Durant,Bryant, parlerei più volentieri di giocatori come Mike Miller o James Harden, ma giocatori capaci di viaggiare a medie stratosferiche come i primi quattro citati ce ne sono pochi, perchè chiunque gioca a basket,in qualsiasi categoria,si può rendere conto che cifre del genere sono veramente difficili da ottenere.
    Ma tornado a LeBron, come mai tanto odio,tanta rabbia ne suoi confronti?
    E’ chiaro Matte che il personaggio di LeBron,e bada bene che parlo di PERSONAGGIO e non di GIOCATORE,è stato fin da subito messo sotto i riflettori,al suo primo anno come hai detto detto gli offrirono un contratto firmato con la NIKE senza aver mai giocato una partita,a chi prima di lui era successa una cosa del genere?E’ stato messo su un altare e gli stato affibbiato un nome come il PRESCELTO. Forse bisogna capire che ormai anche nel basket NBA,come nel calcio,i media,gli sponsor sono ormai padroni di tutto,e anche di giocatori come LeBron e che giornalmente vengono riempiti di cazzate, accusati di tante cose dette o fatte che fondamentalmente con il basket e con quel campo rettangolare centrano poco…
    La verità secondo il mio parere è che LeBron James si stato sempre un PERSONAGGIO,amato e allo stesso tempo odiato,attaccato e difeso da tutti,ricordiamoci che comunque è un ragazzo di 27 anni,che fin da subito ha avuto l’obbligo di vincere,e tra vincere e giocare bene c’è un abisso.
    Adesso lui ha vinto e ha dimostrato di essere il più forte di tutti giocando da GIOCATORE vero.
    Si perchè questo ha dimostrato quest’anno,di essere un giocatore completo,e nella finale si stanotte è venuto fuori,lasciamo perdere i punti fatti che quelli siamo abituati a vederli,ma i 13 assist e gli altrettanti rimbalzi?quando vedevamo Magic Johnson fare 13 assist dicevamo cazzo che playmaker,e perchè quando lo vediamo fare a LeBron non diaciamo nulla?Certo se Magic avesse avuto il fisico di James forse avrebbe fatto lo stesso,ma pesiamo a questa cosa e a quanto magari ha lavorato in questi anni per migliorarsi e diventare ancora più forte di quanto era quando è arrivato in NBA la prima volta.Non voglio paragonare MJ,quello dei Bulls intendo, a James,per me Michael è un Dio,ma se LeBron continua a migliorare il suo gioco potrà scrivere una storia molto simile a quella di MJ.
    Matte io mi limito a parlare di basket,delle cazzate che fa fuori dei video,delle foto e delle stronzate dette non mi interessa,forse un vero campione non farebbe niente di tutto ciò,ma al mondo d’oggi come è possibile non farlo,anche una minima cazzata può venire fuori tranquillamente. Forse mi potrei fare un idea ben diversa se conoscessi LeBron di persona e ci passassi del tempo insieme,ma per ora posso dirti che nel basket conta mettere la palla in quel fottuto cesto e lui lo fa continuamente,conta far giocare la squadra e lui quest’anno l’ha fatto e più di tutti conta VINCERE…
    Sono comunque d’accordo,in parte ovviamente su quello che hai scritto,e sul fatto che la pallacanestro dei vari Jordan,Magic,Bird ecc ormai si è evoluta,magari in peggio,forse un ragazzino non apprezzerà più un movimento alla Kareem Abdul-Jabbar rispetto a una schiacciata impossibile di Blake Griffin, ma questo si sa è il percorso della vita,e anche il basket almeno per me è vita…

    Per farti stare più tranquillo non pensare che LBJ ha vinto l’anello,ma pensa che gli Heat con i vari Wade, Chalmers , Bosh, Miller hanno vinto un titolo Nba. Forse può essere meno pesante la cosa…

    sei un grande Matte anche perchè oggi comincerò a leggere tutti i tuoi post…

  • Mi devo essere perso un articolo del regolamento dove vengono enunciati i canoni del bel basket, come è giusto giocare, come è giusto vincere e che è meglio il basket anni \’80/\’90.

    Insomma non ti sembra che questi discorsi sarebbero replicabili da un altra persona a caso, appassionata di basket di \”10 anni prima\” e nostalgica dei suoi idoli?
    Ad esempio io sono un nostalgico del Basket degli anni \’20, prima che Hank Luisetti inventasse il jump shoot. Dopo è diventato tutto uno schifo!

    Infine ti suggerisco di scrivere un articolo di protesta anche contro lo Shaq degli anni \’00 (ma volendo anche Chamberlain) . Una vergogna che un giocatore che se ne fregava esplicitamente della tecnica, vincesse di prepotenza solo grazie al suo fisico.

    Cheers

  • James ha raggiunto una tale maturità cestistica in tutti gli aspetti del gioco che il suo cammino da ora in poi potrebbe benissimo diventare simile a quello di Jordan (che alla sua età aveva 1 titolo come lui, e 1 MVP) o di altri grandi del passato. Non ci sarebbe nulla di sorprendente se succedesse, perché il livello è lo stesso. Al netto dei sentimentalismi storici che hanno valore di analisi pari a ZERO.
    Dire che LeBron è un giocatore tecnicamente scarso è una falsità. Punto. Non ci sarebbe motivo di argomentare questa cosa, visto che le partite sono sotto gli occhi di tutti (tutti quelli che le partite le guardano, però, invece di stare a guardare video nostalgici su YouTube). In difesa è diventato probabilmente il miglior difensore-tuttofare in circolazione, difendendo agilmente da 1 a 5, forte in aiuto, in single coverage, ottimo tempismo sulle stoppate, lavoro sulle linee di passaggio, difesa di esperienza. Riguardo alla visione di gioco e la capacità di passare la palla, penso non ci sia niente da dire, è chiaro che siamo davanti alla point forward per eccellenza. Come qualità di palleggiatore, chettelodicoafare, siamo a livelli da top playmaker NBA. Fase offensiva? Utilizza il post come un centro, come fulcro da dove smistare la palla o sfruttare i mismatch contro gli sventurati che non hanno il tonnellaggio per tenerlo. Utilizzo della mano sinistra? Come un mancino, come viene osservato ogni giorno da chi lo segue nelle varie situazioni. Evidenti limiti sui jumper riguardano più la tecnica di esecuzione che le percentuali: prova ne è che durante tutte le regular seasons le sue percentuali dalla media sono da top scorer NBA (compresi Kobe, Durant, Anthony e tutti gli altri mid-range-shooter); ma quando si va ai playoffs la tecnica poco affidabile lo rende insicuro e lo porta a sparacchiare molto (troppo) di più. E questo, indubitabilmente è al momento l’unico difetto tecnico di tutto il bagaglio di LeBron James.
    Negare che LeBron James al momento abbia sviluppato un gioco completo, vincente e maturo come solo pochi nella storia hanno saputo sviluppare è da hater, ma soprattutto da completi ignoranti della pallacanestro. Con tanti saluti ai risibili discorsi sui bambini e il sentimentalismo nostalgico da quattro soldi.
    Quindi invece di scrivere post che vogliono essere fighi ma risultano essere solo pressappochisti, consiglierei prima di tutto di guardare le partite, con un minimo di costanza e senza troppi fronzoli (“eh ma l’NBA degli anni ’80, eh ma l’arresto-e-tiro, eh ma la pallacanestro è finita” e chiacchiere varie). In secondo luogo magari guardare queste partite senza i prosciuttoni sugli occhi. Infine, capire che l’odio sportivo porta solo a fare analisi completamente parziali e sballate, e che fare l’hater può essere figo, ma anche no. 😉 L’odio sportivo e le analisi sportive non si sposano bene, eh.
    Buon rosicamento, da uno che segue – senza fronzoli – la pallacanestro. Ah, magari nel prossimo post spiega un po’ a tutti cosa significa la “VERA pallacanestro”, e come hai deciso di imporne eventualmente una definizione univoca dall’alto della tua onnipotenza!

  • grazie per quello che hai scritto!!!! e ti parlo da ex giocatore e da allenatore e da istruttore di pallacanestro!!! condivido in pieno quello che te hai scritto!!
    ciao Daniele

  • Ti definisci cultore del bello e hai smesso di vedere l’NFL per Peyton Manning, uno dei QB migliori di sempre? Qualcosa non torna…

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