30 anni e una chiacchierata col babbo

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.
Oggi più che mai.

Da “Il diverso” del 23 giugno 2010.
Ma per me questo ventotto cosa rappresenta?
Rappresenta il meno due.
Il meno due dai trenta.
Non c’è mai stato spazio nei miei insani pensieri al futuro.
E invece da qualche mese ci sto pensando, di continuo anche, specialmente nella situazione in cui sono adesso.
I “sistemati” li vedo ad anni luce di distanza.

Tranquilli e soprattutto tranquille.
Anche se non vedo la gnocca dal neolitico, non ho aspettato il mio compleanno per confessare a Remo la mia omosessualità. La gnocca mi piace sempre assai e la cronologia dei miei due Mac lo può testimoniare. E’ solo che, sì insomma, è inutile che dica ancora una volta quello che ho fatto. Avrei potuto chiamarlo “30 sul campo” ma non ce l’avrei fatta a sopportare delle ulteriori polemiche dopo il post su LeStronz.

Ho trent’anni.

Lo troverete scritto spesso.
Devo farci l’abitudine. Mi suona male dirlo. Sì, lo so, che cosa è cambiato da ieri ad oggi? Assolutamente niente. Ma è come quando passi da minorenne a maggiorenne. Hai così tante aspettative: la patente, andare al defunto cinema Italia e la possibilità di votare, che sei carico a mille.
E poi? Coglione eri e coglione rimani.
La maggiore età è uno spartiacque temporale. Da zero a diciotto, gli anni ti sembrano non passare mai. Da diciotto in poi volano più veloce di un velivolo stealth, arrivando ai trenta senza che tu te ne accorga.

Ho trent’anni.

Trent’anni cazzo. Bruce Springsteen a trent’anni aveva appena pubblicato Darkness On The Edge Of Town, Sylvester Stallone vinse l’oscar con Rocky e Steve Jobs fu licenziato dalla Apple.
Ho sempre pensato che i trent’anni fossero l’inizio dell’età adulta. Il primo step per iniziare ad erigere qualcosa di importante da quelle fondamenta spostate di continuo nei dodici anni post maggiore età, fino a trovargli la loro corretta sistemazione. Quando vedevo e parlavo con un trentenne, mi sembrava uno che avesse capito tutto dalla vita, tanto da volerci parlare di qualsiasi cosa perché da qualche parte aveva il manuale con ogni risposta ad ogni domanda. Forse perché il mio “tutor” aveva quest’età quando andavo a lavorare in estate nel suo negozio e gli chiedevo delle dritte sulle fanciulle che mi interessavano, finendo sistematicamente a parlare se una donna preferiva stare sopra o sotto (ovviamente la pecora vinceva sempre!). Poi è arrivato quel cancro di Muccino con il suo Ultimo Bacio (visto postumo per un motivo in particolare.. Eh oh, fatemela bullare anche a me ogni tanto) che mi ha mostrato dei trentenni complessati e scontenti, che non parlano ma urlano e che preferiscono il fresco pelo biondo diciottenne piuttosto che quello, già usurato, di quelle della loro età (e posso pure capirli dato che…. mmmmmmmm……). E ho ricominciato a valutare la posizione. Sì, lo so anche io che è un film di merda, però il dubbio me l’ha messo. “Quale sarò dei due? Quello che ha capito tutto o quello frustrato?”. La verità come sempre sta nel mezzo.

Ho trent’anni.

Non sono pronto ad avere trent’anni.
Non li voglio adesso.
E’ troppo presto.
Perché non ho fondamenta.
No home.
No indefinite contract.
And also…. no girlfriend but it is just a little, boring detail.
Non ho punti fermi e non posso costruirci niente. Ho ancora tanti, troppi, sogni dentro al cassetto che ho dovuto comprarne un altro per tenerli tutti (meno male lavoro all’Ikea che ho pure lo sconto dipendenti). Sono un disilluso e questo lo sappiamo tutti e i sogni si fanno quando si dorme, non quando si è svegli. Per dirla alla Pink Floyd “I’ve got a strong urge to fly, but I’ve got nowhere to fly to“.
Quindi che fare?
Niente, aspettare i trentuno senza fare assolutamente e categoricamente niente. Come ho sempre fatto e come sempre farò.
Coglioni si era e coglioni si rimane.

Non è tutto così negativo però. Strano ma vero, ho trovato anche la bellezza di tre cose positive. Sto facendo progressi eh…
A- a differenza delle donne, che incominciano a decomporsi, si dice che un uomo diventa più affascinante quando raggiunge i trent’anni. Sarà…..
B- volevo dare una ridimensionata al mio look. Ai capelli posso farci ben poco. Avevo pensato di farmi la barba a lametta (ultima volta che ho avuto il viso pulito era la terza media) ma è da quando ho venti/ventun’anni che mi dicono che ne dimostro trenta. Finalmente, adesso, dimostrerò gli anni che ho.
C- quando avrò trentatré anni dirò di averne trentadue per due anni. Col barbetta non voglio condividere neppure l’età.

Adesso dovrei mettere la mia canzone preferita, ma non ce l’ho. Ce l’avevo un tempo (Better Man dei Pearl Jam) ma non sono più tanto sicuro che sia la mia preferita in assoluto. Di conseguenza metto quella che sto ascoltando a ripetizione in questo periodo, dato che ho un anno per decidere qual’è realmente la mia preferita. Sì, è sempre lui. Di quello ne sono sicuro.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Kq_-wohHTQs&w=560&h=315]

Oh meet me in a land of hope and dreams
This train…
Carries saints and sinners
This train…
Carries losers and winners
This train…
Carries whores and gamblers
This train…
Carries lost souls
I said this train…
Dreams will not be thwarted
This train…
Faith will be rewarded

Tanti auguri stronzo.

ps. mi dimenticavo una cosa.
Il 23 giugno è il compleanno di Fabio Volo. Lo sapete che William Shakespeare è morto il giorno del suo compleanno? Quindi tanti auguri Fabio….

Oggi e solo per oggi, chiudo con la frase storica.
Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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