La teoria della virgola

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Mi è venuto in mente di scrivere questo post osservando le amiche della Checca (mi dimentico sempre di scriverlo con le K..), delle vere pratesi doc, con tutti gli annessi e connessi del caso.
Intanto, è curioso sapere che tutte loro erano in classe insieme alle superiori. Mi immagino i loro compagni, quelli delle altre sezioni, per non parlare dei primini, chiusi in camera a mulinellare le mani pensandole tutte insieme in una gang bang amatoriale.
Il catalogo comprende una vasta gamma di combinazioni: alta e mora, alta e bionda, bassa e mora, bassa e bionda, più o meno tettona, con i fianchi più o meno larghi e le mele più o meno sode. Tutte loro si contraddistinguono per vestiti firmati, borse che sembrano trolley da viaggio, scarpe con minimo tacco 12 ormai diventate parti integranti del piede, posti giusti, capelli sempre freschi di parrucchiere, una capacità di dialogo paragonabile al mutismo e quell’espressione marchiata a fuoco sulla faccia con scritto: “Levatevi dalle palle!” o “Non avvicinatevi!” per essere più delicati.

Quando scrissi Piazza della Passera, spiegando le tre categorie di donne, omisi coloro che se la tirano. Perché quello è proprio un mondo a se. Secondo me non sono neppure donne, ma sono la testimonianza di forme di vita aliene che hanno invaso il nostro pianeta.
Ma perché una donna se la deve tirare?
Quali sono i vantaggi, se ci sono?
Intanto vorrei precisare che una donna non se la tira perché crede di avercela di Swarowski. Assolutamente no. Ma è la conseguenza di uno scontro frontale, senza airbag, con la realtà.
Mi spiego meglio.
Guardando le amiche della Kekka (ora l’ho scritto giusto) mi sono immaginato i preparativi di una donna che se la tira, prima di uscire di casa. Preparativi che iniziano almeno due ore prima dall’ora X. Quelle due ore comprendono tutti gli abbinamenti possibili presenti all’interno del guardaroba, trucco e parrucco, scelta e riempimento della borsa e soprattutto la scarpa che riprenda tutto quello che si è messo ai piani superiori. L’ultima occhiata allo specchio prima di mettere il naso fuori di casa è ulteriore riprova, nonché l’assoluta certezza, di avere un look unico ed inimitabile.
E’ inutile che scriva che una donna che se la tira frequenta i posti che vanno, altrimenti non uscirebbe neppure.
Come avrete notato, una donna che se la tira inizia a tirarsela proprio appena arriva in uno di questi posti. Se non ci avete mai fatto caso, pensate ad una vostra amica che se la tira, in un altro ambiente. Ci siete? Esatto, è tutta un’altra persona. E’ carina, disponibile e solare e magari riesce pure a mettere il complemento oggetto al posto giusto.
Che cosa avranno di tanto infimo questi posti così infimi da riuscire a cambiare radicalmente una donna?
Una donna che se la tira, sempre in compagnia della sua crew di amiche che se la tirano più, meno o quanto lei, si accorge che il suo look così unico ed inimitabile in realtà è identico a quello delle altre fanciulle presenti all’interno del locale.
“Ma com’è possibile?” si domandano. “Nessuna è come me! Perché siamo tutte così uguali?”
Appena una donna si pone questa domanda, ecco che inizia la sua mutazione. La fronte si corruccia, il taglio degli occhi diventa aggressivo e la bocca si imbroncia.
Ogni crew presente all’interno del locale comincia a studiare ogni dettaglio delle altre crew, alla disperata ricerca di un difetto, di una doppiapunta, di uno french che sta venendo via, di un reggiseno troppo in vista e di un filo di polvere sulle scarpe.
Ed è questo il motivo per cui una donna se la tira.
In realtà vorrebbe pure scambiare due parole con voi, ma non può. Non può distrarsi dall’osservare coloro che passano davanti, o accanto, o addirittura nell’angolo opposto del locale. Per questo, e solo per questo motivo, non danno confidenza a nessuno.
E’ una situazione disperata. Credetemi, è quasi impossibile distogliere una donna dal suo scrutinio.
Esiste solo un modo per riuscirci: la teoria della virgola.
No, non c’entra niente con il gattino delle suonerie.
La teoria della virgole è semplicissima. Puoi riuscire a distogliere una donna dai suoi pensieri soltanto se hai un dopo virgola interessante. Bisogna stare attenti e scegliere con accortezza cosa dire dopo la virgola.
Esempio:
“Ciao, come ti chiami?”
-Silenzio-
“Io Matteo, (virgola) ho trent’anni e lavoro all’Ikea”.
State pur certi che una donna non solo non vi dirà il suo nome, ma si girerà verso le sue amiche dipingendovi come l’ennesimo anonimo fastidioso rompipalle.
Se invece mi presento ad una donna così:
“Ciao, come ti chiami?”
-Silenzio-
“Io Matteo, (virgola) faccio lo speaker in una radio, ho scritto un libro e ne sto scrivendo un altro”.
State pur certi che la signorina in questione almeno il suo nome ve lo dirà, restando però in silenzio in attesa di una spiegazione. Ormai ad una donna non si insegna più niente e lo capiscono subito quando vuoi essere quello che non sei. Non esagerate, anche perché lei, di se, vi dirà il minimo indispensabile, per rafforzare il suo alone di mistero e di superiorità.
Non voglio mettere nel mezzo il luogo comune della “bella vita”, anche se una donna che se la tira non aspetta altro di incontrare uno che la mantenga. Per poter spendere e trovare finalmente qualcosa da indossare che sia unico e inimitabile.
Ah, dimenticavo, scordatevi il numero di telefono a prescindere. Se siete di suo gradimento vi aggiungerà su Facebook appena tornerà a casa. O il giorno dopo, giusto per tirarsela ancora un pochino.
Ecco, il ritorno a casa.
E qui, donne che se la tirano, vi chiedo:
Un uomo che esce, si augura sempre che la serata finisca con una scopata, o con un pompino nel caso dovesse andare male. Ecco, una donna non ha le stesse voglie? Che soddisfazione può darvi, l’aver passato una serata intera a spettegolare con le amiche, in piedi su scarpe scomode ad allontanare chiunque vi si avvicini solo perché non ha una virgola alla vostra altezza? E’ veramente questo lo scopo delle vostre uscite? Farvi guardare e basta?
Proprio non riesco a capirlo.

PERSONALITA’ [per-so-na-li-tà] s.f. inv. – Complesso delle caratteristiche psicologiche e intellettuali di un individuo, che si manifestano nel suo modo di interagire con l’ambiente.

Almeno qualcosa l’avete imparato.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=vSvnn4ky4d8&w=420&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog,
io starò… io starò…. io starò…… io starò guardando un filmato su YouJizz.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…


1 comment
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