La Bocconiana a bocconi

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Ciao, sono Sara Tommasi e ciuccio bene i vasi“.

Queste sono le prime parole, in perfetto stile Bocconi, dell’ex schedina, naufraga ed esperta finanziaria, Sara Tommasi nel suo primo lungometraggio pornografico.
Mi fa un certo effetto pensare che non faccio una recensione di un film da almeno un paio d’anni. Non ho recensito neppure i vari concerti di Bob Dylan (twice), del Boss (twice), degli AC/DC, di Slash (twice) dei Pearl Jam e l’ultimo in ordine di tempo di Chris Cornell.
Ma non potevo lasciar passare un evento del genere senza dire la mia. Le aspettative erano alle stelle, molto più che per il reboot di Spider Man e per il capitolo finale della trilogia del Cavaliere Oscuro. E non fate finta di non essere interessati e di fare gli alternativi. Tutti e tutte voi morite dalla voglia di vedere questa fantomatica pietra miliare.
Inoltre la Tommasi, nelle settimane antecedenti all’uscita del film, ci aveva messo del suo per far salire ancora il livello di attesa. Faccio un breve riepilogo cronologico per chi non fosse a conoscenza delle sue ultime interviste:
– Conferma di essere orgogliosa di aver fatto questo film e che presto ne farà un altro.
– A distanza di due giorni smentisce tutto quello che ha detto. Anzi, dice di aver girato il film perché drogata.
– Confessa di essere stata rapita dagli alieni i quali le hanno impiantato un chip nel cervello per farle girare il film.
– Circa due ore prima della sua prima esibizione all’Excelsior di San Donnino, durante una sosta ad un autogrill a Lodi, scappa facendosi dare un passaggio ad un camionista. Viene ritrovata a Parma tre ore dopo in stato confusionale. Chiaramente, esibizione annullata.
Ammetto che non è stato semplice trovare il film su aMule. Prima di beccare quello giusto ho dovuto provare circa una trentina di filmati porno ma non solo. Ma alla fine ce l’ho fatta e dopo la prima visione di “controllo”, ne è seguita un’altra più approfondita, per poter dare a voi miei affezionatissimi lettori, una panoramica completa di una visione che definire raccapricciante mi sembra riduttivo.

Il film è diviso in quattro spezzoni, anche se in realtà sono tre.

1- INTRO + ASSOLO


Con questa massima Leopardiana, inizia Sara Contro Tutti.
Dopo qualche secondo, giusto il tempo di farci rileggere questa frase carica di poesia, eccola, con parrucca nera a caschetto.
“Ciao, sono Sara Tommasi e ciuccio bene i vasi”.
La telecamera è fissa sul suo primo piano e Sara si lancia in un monologo verità dove spiega i perché di questa scelta. E’ molto onesta, afferma di aver fatto tutto ciò non per rubare il lavoro a chi la pornodiva lo fa di mestiere, ma “per divertirvi, divertirmi, per ciucciare bene i vasi e per fare l’amòre, perché le piace fare l’amòre“. (Lo dice proprio con l’accento sulla “O” ndr). Ha in mano qualcosa, ma non capisco che cosa sia. Sembra un tubetto di maionese ma ha un qualcosa di rosso alla fine. Magari è un hotdog con il salsicciotto che esce dal panino.


La telecamera si allarga e scopriamo che Sara è seduta in ginocchio su un tavolino, indossa un completino intimo nero con i pizzi rosa, che sembra più un grembiule da cucina Continua il suo monologo, iniziando ad essere molto meno fine rispetto all’inizio. Confessa che le piace fare sesso “con tanti bei ragazzi e belle ragazze. Basta che c’è un cazzo o una fica o qualcosa che mi attira, che mi piace e che godo, perché mi piace tantissimo godere“.
Parole forti, probabilmente prese da qualche racconto di Bukowski.
Sara continua a parlare. Sembra tutto tranne che un film porno. Si vede anche un vibratore di un certo centimetraggio sistemato davanti a lei sul tavolino. Dice di essere umbra e che la sua città è noiosissima. Dopo aver rinnegato le sue radici ternane, Sara ci spiega che tutto gira intorno alle “TRE ESSE“, un vero must, che già avevamo ammirato nel trailer uscito online qualche settimana fa.

Soldi, sesso e successo. E più hai sesso, più hai soldi, più hai successo“.
Una supercazzola mica da ridere. Roba che avrebbe spiazzato perfino il sommo Conte Mascetti.
Terminata la spiegazione delle sua filosofia di vita, capisco che cosa sia il tubetto di maionese che ha in mano: non è altro che un altro vibratore.

Sara inizia a passarselo ovunque nel modo più goffo possibile, intervallando l’ispezione delle parti del suo corpo con altre massime di saggezza zen come “per far girare la testa agli uomini faccio sesso, così spero di trovare il principe Azzurro“. Lo dice con voce tenera, sembra più una confessione disperata di una ragazza che non è stata capita. L’altro vibratore appoggiato sul tavolo, entra dove deve entrare, mostrandoci, finalmente, la sua fringuella.

Vi ricordate la sua vagina, impeccabilmente depilata che ogni poco faceva vedere per protestare contro l’economia italiana? Ecco, scordatevela. Perché incredibile ma vero, come potete constatare voi stessi, nel film la farfallina della Tommasi è con la ricrescita. Visione che azzera definitivamente quella remota possibilità di concedere una solitaria a questo filmaccio, per il momento agghiacciante. Ora io sono da sempre contro la depilazione totale, ma se non vuoi tenerti la pettinatura afro stile Playboy anni 70, santo iddio fatti la mohicana, la treccia alla principessa Leila, le codine alla Pippi Calzelunghe ma dai un senso al tuo strumento di lavoro. E’ anticostituzionale girare un porno in questo stato ed è una mancanza di rispetto verso le varie Jenna Jameson, Selen, Claudia Antonelli ecc.
La scene si dilunga per circa 10 minuti con lei che si balocca da sola con questi due randelli gommosi, senza dare alcun segno di niente, tranne che per quel “Godo, godo come una porca, sono zoccola” che se la gareggerà nei prossimi mesi con le “Tre Esse” come tormentone di fine 2012.
Prima di passare alla scena numero due, vi lascio una una delle sue espressioni migliori, dove ci fa capire come ha fatto a laurearsi con 110 e lode in economia alla prestigiosissima Bocconi.

2- SAFFO

Anche questo secondo spezzone inizia con una massima Leopardiana della nostra amata Sara.

La scena inizia con un cambio parrucca. Non più nera ma rossa che sarà poi la stessa che Sara indosserà per tutto il resto del film. Successivamente vediamo la Tommasi in compagnia di una ragazza bionda, tatuatissima e piuttosto bruttina, durante un servizio fotografico. Non aggiungo altro perché sinceramente la scena non merita altri commenti. Per farvi capire, Saretta nostra indossa un paio di scarpe che definire asessuate mi sembra riduttivo.

Una dissolvenza da filmmaker alle prime armi ci riporta in ufficio. Sara è sdraiata sul tavolo che continua a giocare col suo vibratore e la bionda bruttina, in divisa da porno scolaretta con tanto di doppie codine, è seduta alla sua sinistra. Inizia ad accarezzarla e si parte con qualche bacino di sola lingua e con i rispettivi cunilingus. Non c’è da aggiungere altro se non due particolari inquietanti. Il primo è l’ennesimo primo piano su quella nauseante ricrescita.

Il secondo è che nonostante l’impegno della bionda, Sara non da alcun segno di vita. Né un mugolio né un urletto né una parolaccia dettata dall’eccitazione. Niente di niente. Ripensandoci, non sono poi così sicuro che la bionda ci abbia messo tutto questo impegno. Non dev’essere bello passare la lingua in su e giù per 5 minuti su un foglio di carta vetrata.

3 – TU IS MEGL CHE UAN

Solita massima di apertura. Più dura rispetto alle altre due. Infatti entriamo nel clou del film. La scena si apre con Sara al supermercato mentre sta guardando i vibratori (due non le bastavano?). Dietro di lei arriva un tipo in canottiera nera e pantaloni bianchi. Appena si accorge della sua presenza, la Tommasi non fa discorsi, si tira su la gonna del vestitino e ci dona un’altra frase che entrerà nel Merenghetti 2013: “Ah, che goduria un bel maschione tutto per me!

Dal corridoio ci spostiamo alle casse dove Sara, dopo circa un quarto d’ora di niente, comincia a fare un chinotto al tipo. Chinotto di un monotono e di un palloso che mai avevo visto (o ricevuto…). Solo in avanti e indietro. Come i piccioni. Né un po’ di fantasia né un minimo di stravolgimento delle basi del pompino. Neppure la rana. Niente di niente. Nel mentre la Tommasi oraleggia il tipo, che si limita a dire “Che figa che sei!“, altro piccolo difetto di sceneggiatura, ecco che ne arriva un altro. Gli attori si chiamano Leonardo Conti e Manzo Del Toro (mi auguro un nome d’arte). Prima che entri in gioco Manzo (almeno credo, vista la stazza), la Sara si alza e si mette appoggiata ad una cassa. Conti comincia a bombardare da dietro con una certa frequenza.

Anche in questo caso, Sara non da alcun segno di partecipazione ma soprattutto non da alcun segno di godimento. Conti la mette a mamma d’agnello sul pavimento. Prova ad aumentare di intensità ma niente. La Tommasi se ne sta passiva con quella faccia da ebete, con gli occhi lucidi. Più che nel mezzo di un rapporto sessuale sembra seduta sulla tazza del cesso mentre cerca di combattere la stitichezza.

Manzo, stanco di guardare, decide di entrare in gara, sistemandosi davanti a lei e facendosi sbombolonare dando inizio al famigerato “sandwich“. Sara ci mostra un’altra pecca del suo repertorio: ha delle grosse difficoltà con la mano sinistra e dei seri problemi di sincronismo con il movimento a piccione del collo.

Stiamo vedendo una pagina indelebile di teatro dell’assurdo. Non ho mai visto in un film porno nessuno che, veramente o per finta, ha anche solo un minimo di reazione. La scena si conclude con Sara sdraiata e con Leonardo che continua a martellare a vuoto.

4 – E’ BELLISSSSSSIMO

Niente massima d’apertura per quella che in realtà non è una quarta scena ma un proseguimento della terza. I tre si sono spostati su un divano. Sara ha i soliti problemi con la mano sinistra, Leonardo se lo fa puppare e Manzo continua da dietro ad inzuppare. Finalmente, dopo circa 25 minuti, Sara ha la prima esclamazione. Un “sìììììììììì” più finto di una banconota da due €uro, che viene ripetuto, con la stessa poca convinzione per un paio di volte ancora. La Tommasi si rimette ad angolo retto appoggiata al divano. Manzo pone fine alla sacralità del più sacro dei suoi buchi. Conti invece se ne stra-sbatte di tutto e continua a farselo puppare. Il tutto sempre nell’assoluto silenzio. Si cambia ancora posizione, gli interpreti restano al loro posto, con Sara stavolta sistemata sopra Manzo che si è messo a sedere sul divano. La cosa sembra piacerle. Un suo primo piano ci fa vedere quanto sia eccitata. Un espressione che ricorda molto quella di Totò Schillaci durante le Notti Magiche di Italia 90.

Ma nessun’altra parola viene pronunciata.
I due attori (professionisti) iniziano a sfavarsi di brutto di questa rincoglionita che hanno davanti. Un po’ per amor proprio ma soprattutto per difendere la categoria. Così Conti, decide di violare nuovamente il più sacro dei suoi buchi mentre Manzo da sotto ricomincia il martellamento vaginale. Sara in un primo piano mastica una frase incomprensibile. Si capisce solo “Sì, madonna, in culo sì. E’ bellisssssimo. Godo come una troia“. Parole che la Tommasi ha preso in prestito niente meno che dal libro Cuore di De Amicis. Ma neppure i due paletti together-inside riescono a farla sbottonare vocalmente.

E qui entra in scena la fantascienza.
Gli alieni che le avevano impiantato il famoso chip nel “cervello”, azionano direttamente dalla loro navicella una serie di impulsi per dare un senso a questo spettacolo diseducativo.
Il guaio è che i poveri alieni non ne sanno molto di pornografia. Disponendo soltanto di Bambola, sono costretti a copiare ed incollare le frasi usate da Valeria Marini nell’indimenticabile cult movie di Bigas Luna. Gli input arrivano al “cervello” della Tommasi che esplode in un “aaaaaaa” cercando di mantenere la stessa tonalità, per vedere se magari nel mentre riusciva a passare pure il provino per XFactor. Come accaduto prima, la double penetration è di suo gradimento. Ce lo dimostrano i suoi occhioni, stavolta sgranati quanto quelli di Igor di Frankenstein Junior.

Terminati i dialoghi di Valeria Marini (erano due quindi si faceva piuttosto presto a finirli), gli alieni disperati per la paura che il film possa ripiombare nel silenzio assoluto, riescono a trovare in streaming Il Macellaio con Alba Parietti. Come per Bambola, fanno subito una sincronizzazione tramite iUfo con il “cervello” della Tommasi, regalandoci un’esclamazione che è entrata di diritto nella mia Top10 di citazioni cinematografiche. Non posso scriverla, perché per quanto posso essere bravo nel farlo, non darebbe la stessa idea. Quindi vi posto direttamente il video. Guardatelo in fretta perché chissà entro quanti secondi YouTube lo toglierà per aver violato le regole sulla pornografia (nonostante non ci sia niente di pornografico).

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=VCPBpspOOLg&w=560&h=315]

Anche gli alieni dopo aver sentito questa perla tratta dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Corinzi, decidono di non mandare più input alla Tommasi, facendo ripiombare il tutto in uno squallido silenzio.

5. cumSHOT one kill

Eccoci arrivati alla parte più attesa da parte di tutti i maschietti: l’eiaculazione di gruppo. Sara è nuovamente alle casse, inginocchiata tra Manzo, Conti e un mulatto che durante tutto il film non si era mai visto. Mah, sarà stato un cassiere o un addetto della sicurezza. La prima inondazione la prende da Manzo, in un modo a dir poco comico. Cito un commento che mi è apparso ieri su Facebook: “ha più grazia vedere un ciuco bere a boccia“. La seconda è quella di Conti. Sara sembra molto a disagio. E’intimorita, come se avesse paura.

Dulcis in fundo è il turno del mulatto. A Sara è passata la paura ma è comunque in difficoltà. Non deve essere facile far venire un tizio arrivato così dal nulla. Inoltre, per complicare ancora la cosa, comincia a smanettarlo con la menomata mano sinistra, facendo prolungare l’attesa. Il mulatto non ci mette quasi quaranta minuti come gli altri due ad accorgersi di avere a che fare con un’handicappata, così decide di fare da solo. Questo gesto, offende pesantemente l’orgoglio della Tommasi, tanto da concedergli soltanto il suo mento squadrato e una leccata più tirata via della quarta stagione di Prison Break.
Siamo arrivati alla fine. Di solito si dice ai titoli di coda ma in questo caso non ci sono. L’ultimissima immagine vede Sara Tommasi mandare un bacino a tutti i suoi fan senza mandare il bacino. Cioè fa solo il gesto con la mano senza farlo con le labbra.

La recensione finisce qui.
Scusate se mi sono dilungato troppo su alcuni dettagli ma dovevo, volevo, raccontarvela bene. Un evento del genere non poteva essere trattato con superficialità.
In conclusione, prima di dare il voto, c’è una cosa che mi sento di dire.
Ancora non ho capito se Sara Tommasi ci è o ci fa. Secondo me ci è e ci fa. Diciamo che ha accentuato al massimo la sua parte peggiore riuscendo ad avere le tanto amate “TRE ESSE”. Queste cose succedono soltanto in Italia e non c’è più da meravigliarsi. Non credo che fosse stata drogata durante tutte le riprese del film. Sono certo che gli alieni c’entrano molto, così come sono certo che, come in questo caso, sia molto meglio farsi una sega piuttosto che concedersi ad una “donna” del genere. Ma la cosa che in assoluto mi fa incazzare di più è che conosco tante ragazze che sotto sotto vorrebbero fare la vita che fa lei. Essere famose, apparire in televisione e fidanzarsi con un calciatore. O anche più semplicemente copiando il loro look. Ecco, mi raccomando, sognate e copiate tutto quello che volete tranne che il modo di fare i pompini di questa cretina, perché veramente rischieremo di andare incontro ad una catastrofe paragonabile a quella di Chernobyl.

Che voto volete che gli dia? Per non riuscire a fare nulla nonostante il voto di castità direi che siamo sul basso. Ma basso basso. Però che risate. Solo Laura Panerai è riuscita a farmi ridere di più. Vabbè, Laura Panerai è Laura Panerai….

Chiusura con la frase storica. Oggi ci sta alla grande.

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi sta entrando in questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato
Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

2 comments
  • Resoconto esaustivo e completo. Come sempre impeccabile e geniale, l’unico appunto matte è sul paragone con Laura, non concordo, non trovo giusto mettere a confronto un’attrice che ha fatto delle sue affermazio il cult del filmografia della CentoXCento, con una che fa i porno con la ricrescita.. Dai FenFia!

  • So di essere una voce fuori dal coro ma dico subito che secondo me questo film è un capolavoro. Lo dico senza ironia. Per la prima volta siamo davanti al porno, quello vero, quello di Franz Kafka. Lo svuotamento dell’io. L’osceno inteso come “fuori dalla scena”, quello di cui ha parlato magistralmente Carmelo Bene, per differenziarlo dall’eros, e che ha perseguito a teatro come nessun altro. Non c’è (finalmente!) nulla di erotico in questo film ed è per questo che tutti se ne lamentano, lo criticano, non lo trovano abbastanza eccitante. Appunto perchè qui viene realizzato l’eccesso del desiderio in modo parossistico. Qui tutto è preparato a questo, è tutto calato in questa dimensione assoluta (oscena), con voci che vengono dette e ridette prima di essere pronunciate, gesti che non si sa se sono compiuti o stanno per compiersi, involontari, automatici. E’ l’eterno ritorno sotto forma di meccanismo. (Una vera e propria macchina). E’ una dimensione divina. Il porno, come diceva sempre Carmelo, è anche strettamente legato al comico (non al buffo, al comico!), la spietatezza del comico messa alla luce negli amplessi svogliati e senza desiderio (l’eccesso del desiderio: il desiderio viene ecceduto totalmente e veramente in questo film) è quanto di più perfetto e puro esista al mondo. Questo film è davvero intollerabile perché intellettualmente superiore. Il Marchese De Sade approverebbe, ma non solo lui…

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