Saranno famosi

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

La scorsa settimana ho avuto il piacere di intervistare Clet (per gli ignoranti, Clet è il nome dell’artista che mette gli omini neri ai cartelli stradali). Non voglio dire né l’onore né la fortuna, perché è una persona tranquillissima, molto disponibile anche se un tantino ermetica. Dopo aver finito l’intervista, mi sono messo ad osservarlo all’aperitivo (o happening, come va tanto di moda adesso) dove eravamo entrambi. Era sempre circondato da persone che gli rinformicolivano il cervello di domande, idee e questioni più o meno impegnate. Così, mi è venuto spontaneo chiedermi due cose:
Domanda numero 1 – Quanti di tutti i discorsi che ha ascoltato, non solo quella sera ma in generale, gli sono entrati in testa?
Domanda numero 2 – Se mai un giorno, per un motivo X, dovessi diventare famoso come mi comporterei?
Le risposte sono una la conseguenza dell’altra, anche se dovrei invertire l’ordine cronologico delle domande. Qualche giorno fa, Sugo su Facebook mi ha scritto il testuale post: “il blogger più sottovalutato… è bene che rimanga così, se diventassi famoso avrei dei preconcetti e non ti leggerei più. Anche se mi odi, io ti leggo con piacere“. E’ vero, la fama cambia. Basti pensare al semplice fatto di andare a giro ed essere riconosciuto. Nel mio piccolo, ma piccolo piccolo, mi sento a disagio quando qualcuno mi fa anche un semplice complimento su come scrivo o sui programmi webradiofonici che faccio. Non so come comportarmi e sono sempre combattuto sul passare da sfacciato e dire: “Sì, hai ragione, scrivo proprio bene” o se stringere la testa nelle spalle e dire: “Macché, sono solo stronzate. E’ che ho avuto quelle due o tre idee giuste al momento giusto”. La costante è che, timido o sfacciato, le guance mi si surriscaldano manco fossi un piano cottura ad induzione.
Ma se fossi famoso sul serio, che cosa farei?
Come ho scritto prima, la fama cambia. Anche solo da un punto di vista prettamente numerico. Intanto, sarei circondato da un esercito di opportunisti leccaculo, che mi volteranno le spalle appena non avrò più tutte le luci della ribalta puntate su di me. Avrei vagoni interi di troie pronte a svuotarmi le palle solo perché sono chi sono, fregandosene di chi sono veramente. Aumenterebbero le chiamate sull’iPhone, gli amici su Facebook, le visite al mio blog e i follower su Twitter dove qualche cazzone mi chiederebbe un retweet (che considero l’evoluzione dell’autografo) per il suo compleanno per poi fare il fico con gli amici. Mi chiederebbero di partecipare come ospite a trasmissioni televisive, serate mondane e comparsate in discoteca. Probabilmente mi chiederebbero pure di fare da testimonial ad uno shampoo miracoloso.
Non voglio dire che questo non accadrà mai perché il cervello, come gli occhi verdi, non va mai sottovalutato, ma mi piace pensare ad una versione molto più reale della mia ipotetica fama. Anche perché sinceramente, mi vedete come ospite ad una serata in discoteca accanto ad Andrea Roncato? Oppure a chiedere frutta tropicale in un albergo sulle Dolomiti? La mia immaginazione è un pezzo avanti ma non fino a questo punto. Bruce Springsteen mi ha insegnato a non dimenticare mai da dove provengo, cosa che la maggior parte degli stronzi che si sono ritrovati il portafoglio lievitato ha scordato.
Io credo che farei tutto l’opposto di quello che ho scritto, anche perché sarei molto più duro ed incazzato di quanto sono adesso. Nessun esercito appresso, nessuna troia svuotascroto (ora proprio nessuna nessuna…), nessuna apparizione a serate mondane e locali giusti, nessun retweet e nessuna pubblicità per shampi miracolosi. Sfrutterei la mia fama per avere i pass ai concerti e il mio conto in banca per comprare un appartamento a New York da dove manderei una foto di Manhattan a tutte coloro che mi hanno guardato perplesse, con scritto: “Sei ancora sicura che il coglione sia io?”.
E’ un periodo che mi piace fantasticare su questi improbabili scenari futuri. Capita quando quello che fai non è poi così soddisfacente come quello che vorresti essere, fare e avere. Uno dei motivi per cui ho chiamato questo blog The Hardboiled è perché la mia vita continua ad essere un tormentato noir, dove ritornano i fantasmi del passato e le nottate in bianco a chiedermi perché.
Perché?

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jSGp0KdRXkw&w=560&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi starà entrando dentro questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato

Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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