Il wurstel che non doveva rompersi

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Stamattina mi sono svegliato di buon umore. Cosa che capita veramente di rado. Forse perché sapevo che dovevo andare dal dentista a farmi un’otturazione. Così ho deciso di fare un regalo ai miei sempre più numerosi lettori. Il post di oggi è un pezzo del mio secondo libro. Esatto, sempre lui, lo stesso che non sono ancora riuscito a finire e che non ha un titolo. Vi dico già in anteprima che il giorno che lo finirò, ci sarà un super-mega-quiz, tipo quelli per stabilire il Q.I., dove i primi 10 fortunati che risponderanno correttamente a tutte le domande avranno in dono le prime 100 pagine e dopo averle lette mi dovranno comunicare come, secondo loro, andrà finire. Chi ci arriva più vicino vincerà, se uomo, le restanti pagine, se donna, un all inclusive fronte/retro come le fotocopie.
Enjoy e una specie di ringraziamento a colei che mi ha ispirato: credimi, non l’ho fatto in malafede, non c’è niente di personale, ma certe cose proprio non riesco a non scriverle.

Con la scusa del caldo Sabrina prima si tolse il maglioncino nero a V della Guess, poi si sganciò due bottoni della camicia bianca a righe celesti della Ralph Lauren che aveva sotto, lasciando intravedere il reggiseno di Intimissimi, raccogliendo i suoi capelli castani in una pinza scoprendo gli orecchini di Morellato da duecento euro. Quanti uomini sanno resistere al fascino di una camicia sbottonata e ad una terza misura di seno? Uno. Che sfiga, perché era proprio davanti a lei. Dalla borsa di Gucci tirò fuori uno specchietto per ritoccarsi il rossetto, rosso quanto la bandiera dell’ex Unione Sovietica, muovendo le labbra come un’attrice porno di una certa esperienza. Niente. Tito c’era ma non c’era. Meglio così. Sabrina non lo conosceva affatto, non sapeva che tutti quei versi, nel caso fosse stato davvero presente a quel tavolo, lo avrebbero sdegnato così tanto che l’avrebbe iniziata ad infamare. Tommaso le chiese se lavorava ancora in quello studio legale. Sabrina rispose di sì, anche se aggiunse che si stava guardando intorno perché non si trovava più bene. Disse che il suo titolare le aveva fatto delle avances ma che lei non aveva accettato. Perché era brutto.
La signora Lombardi queste cose non le fa. Almeno sul posto di lavoro” disse ridendosela da sola.
E mentre se la rideva l’encefalogramma di Tito diede il primo segno di vita da quando si erano seduti.
Tu sei Sabrina Lombardi?”
Sì”.
La Sabrina Lombardi che faceva il classico?”
Si, sono io. Ma andavi al classico anche te? Perché non ti ho mai visto e credimi me lo sarei ricordato”.
La Sabrina Lombardi del wurstel?”
Sabrina Lombardi al pronunciare della parola wurstel ebbe un mancamento, come se la terra le fosse appena mancata da sotto i piedi.
“Che cos’è questa storia del wurstel?” domandò Veronica incuriosita.
Niente!” tagliò corto Sabrina.
Niente un cazzo” tuonò Tito “lo sapete che qui avete davanti un’autentica celebrità. Credimi, erano anni che volevo conoscerti!”
Sabrina cambiò colore. Adesso era lei che si guardava intorno cercando di non incrociare lo sguardo con quello di Tito.
Una celebrità? Per quale motivo?” incalzò Veronica.
Allora, dovete sapere che ogni città d’Italia ha la sua leggenda del wurstel. Noi abbiamo l’onore ed il privilegio di dividere il tavolo con la protagonista della leggenda di Firenze! Facciamole un bell’applauso!” Tito iniziò ad applaudire.
Raccontaci questa leggenda allora. Sabri ci conosciamo da una vita e non me l’hai mai raccontata. Eppure mi dici anche quante volte fai la pipì…”
…….. meglio di no” rispose Sabrina con la voce tremolante dall’imbarazzo.
“Bene, ho capito, la racconterò io, anche se sarebbe meglio che la raccontasse direttamente lei dato che l’ha vissuta in prima persona. Comunque, la leggenda narra di un ragazzo e di una ragazza che durante un atto sessuale decidono di utilizzare alcuni strumenti di piacere. I vibratori non ci sono, le palline neanche, lui prova con il tubo della colla Pritt, ma lei gli chiede di smettere perché sente troppo male. Così lui va in cucina, apre il frigo, prende un wurstel, torna da lei e comincia ad infilarglielo nella passera. A lei piace, parecchio, comincia a gemere come una cagna in calore, lui notando dei feedbacks positivi ci prende gusto infilandolo sempre più veloce. Fino a quando il wurstel si rompe. In teoria niente di grave ma lui l’aveva spinto così a fondo che quel pezzo incastrato nelle pareti vaginali non riesce a toglierlo. Fu costretto a portarla al pronto soccorso dove fu operata per rimuoverlo, prima che le venisse un’emorragia. Questo è quanto. Qui con noi abbiamo uno degli idoli della mia adolescenza!” Tito fece un altro applauso.
“La conoscevo anche io questa storia, anche se non me la ricordavo più e non credevo che la protagonista fosse una delle mie più care amiche” disse Veronica mentre sghignazzava sotto i baffi..
Tommaso non proferì parola restando ad osservare con sgomento l’espressione che aveva Sabrina che dal nervoso iniziò a grattarsi una mano infilandosi le unghie azzurre dentro la carne.
Credimi, per me è un onore dividere il tavolo con una celebrità come te. 
A proposito, adesso che ti ho conosciuta, volevo chiederti un paio di cose prima che tu scoppi a piangere e che di conseguenza tu perda la favella per i troppi singhiozzi: la prima è se potevi dirmi il nome di lui almeno vado a cercarlo su Google o se hai un suo numero di telefono o una mail che almeno gli scrivo per fargli i miei più sentiti e sinceri complimenti”
Le prime lacrime cominciarono a solcare la guance di Sabrina.
La seconda è se l’intervento chirurgico era riuscito oppure stai vivendo tutt’ora con un pezzo di wurstel intrappolato nell’utero”
Oltre che alle lacrime che continuavano a scendere copiose, Sabrina iniziò anche a singhiozzare, talmente forte che le persona sedute ai tavoli nella sala principale del ristorante cinese, vicini alla porta aperta che li avrebbe condotti alla saletta posteriore, smisero di parlare per provare a capire cosa stesse succedendo.
Dai, ammettilo, ce l’hai ancora?”
Il volto di Sabrina era diventato come il parabrezza di un motorino in una piovosa giornata d’autunno.
Ce l’ha ancora!!! Ha un wurstel nella passera!!!” cominciò ad urlare Tito ridendo sguaiatamente e diabolicamente.
….. devi morire” sussurrò Sabrina con la voce strozzata dal dolore, prima di prendere il giubbotto, alzarsi e fuggire fuori dal ristorante.
Mentre Tito continuava a ridere di gran gusto, Veronica per pietà si mise il giubbotto, afferrò il blackberry dal tavolo e seguì all’esterno l’amica.
“Come ti avevo detto, mi raccomando fai il bravo! Hai dei problemi lo sai?” esclamò Tommaso non appena si sedette davanti all’amico.
Che ho detto di male? La colpa è sua. E’ lei quella viziosa e perversa. Tutte queste scene per cosa? Gino Paoli ha un proiettile vicino al cuore e Sabrina Lombardi ha un pezzo di wurstel infilato nella passera. De gustibus. Ma lo sai che dopo stasera ho rivalutato le uscite in quattro! Sei proprio sicuro che Veronica non abbia altre amiche all’infuori di lei? Dille che le voglio conoscere tutte!” 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ty0kOEzMths&w=560&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi starà entrando dentro questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato

Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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