Disney Wars

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

Erano secoli che non mi svegliavo di buon umore. Di solito ogni mattina appena suona Ace Of Spades, apro gli occhi e sparo subito un Cristone per iniziare di slancio la giornata. Lo so, vivo male ma non ci posso fare nulla. Il buon umore di stamani era dovuto al fatto che stasera col Cap ce ne andiamo a vedere la prima di Skyfall. Ho letto qualche recensione sparsa per vari siti più o meno attendibili, sembrerebbe il miglior Bond del trittico di Daniel Craig nonché il migliore da diversi anni a questa parte. Vedremo, Casino Royale mi aveva esaltato e non poco!
Come tutte le mattine, accendo il computer e vado sul sito del Corriere, per vedere cosa è successo nel mondo e soprattutto per aggiornarmi sul percorso dell’uragano Sandy (riflessione: perché questi cazzo di uragani si accaniscono sempre sugli Stati Uniti e non sui paesi inutili? Un giorno parlerò anche di questo, almeno finisco dritto in tribunale). Scendo la home page e vedo una foto di Han, Luke e Leila. Per un secondo il buon umore quadruplica fino a quando non leggo il titolo dell’articolo: “Disney compra Lucasfilm: 4 miliardi”. Un conato di vomito mi arriva all’ugola. Devo chiudere la bocca e deglutire per rimandare i succhi gastrici dentro lo stomaco. Mentre leggo l’articolo mi sento spaesato. Sapevo che Lucas voleva vendere ma non credevo alla Disney. La Disney cazzo! Quelli di Cenerentola e Biancaneve ri-cazzo! Che se non ci fosse stato Steve Jobs con la sua Pixar non se la sarebbe più inculata nessuno se non per i parchi di divertimento. Ma la vera tragedia non sta nell’acquisizione della Lucasfilm, compreso tutto il suo merchandising, ma nell’annuncio di una nuova trilogia di Guerre Stellari, con episodio 7 in uscita nel 2015. Mi viene da piangere dalla disperazione. Quando riacquisto lucidità penso agli scenari futuri: Jafar come nuovo Darth Vader, Pocahontas come Principessa Leila, Semola come Luke Skywalker (perché è l’unico che sa brandire a modo una spada), la Regina di Biancaneve come Imperatore, Dumbo come Millennium Falcon, Simba come Chewbecca, Ursula della Sirenetta come Jabba The Hut, Peter Pan come Han Solo, i Sette Nani come Ewoks depilati, Red e Toby come C1P8 e  D3BO, il vascello di Capitan Uncino come Morte Nera e Padre Pio come Obi Wan Kenobi (eh oh, lui deve rimanere lui!). Anche se ho fantasia (non quella con l’Apprendista Stregone e gli ippopotami in tutù) è un’immagine piuttosto forte anche per me. Ancora non ho trovato chi potrà sostituire Indiana Jones. Avevo pensato a Basil l’Investigatopo ma è troppo naif e troppo borghese per sporcarsi i vestiti, anche se come il vero Indy si cagherebbe addosso al solo pensiero di un serpente.

George Lucas per me è stato come un padre. American Graffiti è stato il primo film che mi ha fatto amare gli anni ’60 e il rock’n’roll prima della contaminazione delle case discografiche e fatto sognare, un giorno, di diventare speaker radiofonico e condurre un programma notturno, proprio come fa Lupo Solitario. Così come tutti i bambini volevo diventare archeologo dopo aver visto Indiana Jones, anche se “l’archeologia si dedica alla ricerca dei fatti, non della verità, perciò toglietevi dalla testa città abbandonate, viaggi esotici e scavi in giro per il mondo; noi non seguiamo mappe di tesori nascosti e la X non indica mai il punto dove scavare!”.  Su la prima trilogia di Guerre Stellari ho già detto e stradetto tutto quello che penso e soprattutto tutto quello che mi ha dato, compreso andare alla prima di La Vendetta dei Sith vestito da Darth Vader e rispondere alla poche volte che una donna mi ha detto “ti amo” con “lo so”. Come un vero padre che si rispetti, non avrei mai pensato che George Lucas potessi tradirmi. Me come altri miliardi di nerd sparsi per il mondo che reputano Guerre Stellari una religione molto più credibile del Cristianesimo o di Scientology. Ma qualcosa nel testone del buon George ha iniziato a fare le bizze. Questo qualcosa si chiama Industrial Light & Magic, ovvero lo specchio della sua onnipotenza. Quando parliamo di effetti speciali, niente può anche solo avvicinarsi alla creazione di Lucas. E’ vero che nella sua testa, sana, c’era sempre stata l’idea di una saga a sei episodi (anche perché non avrebbe avuto senso iniziare dall’episodio 4), ma siamo onesti, c’era proprio il bisogno della seconda trilogia? C’era proprio bisogno della Minaccia Fantasma e di Jar Jar Blinks e dell’Attacco Dei Cloni? Secondo me no. O meglio, sì ma non in questo modo, tradendo tutti quei miliardi di nerd che per 22 anni ti hanno reputato e considerato un Dio. Ma la cosa che in assoluto mi ha fatto più incazzare del George Lucas post Il Ritorno Dello Jedi è stato il voler ritoccare, solo per rimarcare il fatto di essere il più figo di tutti, il suo più grande capolavoro. E’ come se Leonardo Da Vinci dopo qualche anno avesse fatto una ciocca di capelli bianchi alla Monna Lisa perché invecchiata, come se Van Gogh si fosse tolto l’orecchio dal suo autoritratto (pensandoci bene, era il destro o il sinistro?) e Michelangelo, nel Giudizio Universale, avesse allungato l’unghia ad una delle due dita che si sfiorano perché era una settimana che non se le tagliava. Mi hai deluso George. Tanto. Il guaio è che stai continuando a farlo perdendo credibilità e dignità. Ma non penso che ti interessi molto con in tasca un assegno di 4.05 miliardi di dollari. Sapete quanto ha incassato Lucas con il franchise Star Wars dal 1977 a ieri? Oltre 4.4 miliardi di dollari. ‘sto morto di fame…

Non so come andrà a finire. Non posso saperlo. Non so chi sarà il “nuovo” Luke o il “nuovo” Vader. Di sicuro sarò in sala nel 2015 il giorno che Episodio 7 uscirà. Al resto ci penserò poi.
Vaffanculo George.

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Ricordatevi che mentre qualcuna di voi starà entrando dentro questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato

Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.
Specialmente te, George.

Cheers…

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