NYC Story: Central Park

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

C’è qualcosa che non si sa su New York?
Non credo.
Dai tombini esce il fumo, tutti corrono o sono di corsa, mangiano e bevono a qualsiasi ora del giorno, Times Square è piena di luci, ci sono Starbucks e McDonald’s praticamente ovunque, l’esterno dell’Apple Store sulla 5th Avenue è un cubo trasparente, King Kong è stato abbattuto mentre era sul pennone dell’Empire State Building, a Central Park ci sono gli scoiattoli e nelle fogne scorrazzano gli alligatori.
Non ho la presunzione di raccontarvi qualcosa di nuovo così mi limiterò a rendervi partecipi di una situazione che mi è successa mentre provavo a fare il figo a Central Park.
Cappellino degli Yankees in testa, cuffie Marshall nelle orecchie ed iPad in mano, vagavo senza meta nei meandri del parco centrale cercando luoghi, colori e luci dove poter scattare qualche foto. E’ vero che le foto non le sopporto ma sono a New York ed a New York tutto è permesso.
Mi ritrovo in prossimità del lago sulla West Side.
Davanti a me un’immagine eccezionale: il riflesso dei grattacieli rispecchiato sull’acqua. Non posso lasciarmela scappare così comincio a scattare da qualsiasi angolazione possibile, quando dietro di me il suono di un sassofono mi distrae. Non proveniva dalle mie cuffie, stavo ascoltando For Whom The Bell Tolls dei Metallica dove ci sono le campane all’inizio ma nessun sassofono. Me le tolgo e riconosco subito la melodia: What A Wonderful World di Louis Armstrong. Mi volto e mi accorgo che non è un mp3 sparato a palla da qualche altoparlante. C’è un sassofonista di colore in carne ed ossa che la sta suonando e sta scendendo una discesa dirigendosi verso di me.
Penso subito ad una candid camera o a qualcosa di simile.
Alzo lo sguardo e all’inizio della discesa una schiera di persona vestite sia in abiti normali sia in tenuta da jogging comincia ad applaudire. Arrossisco dall’imbarazzo e provo a sorridere. Non so cosa fare e come comportarmi così d’istinto alzo il braccino per salutarli e ringraziarli rendendomi conto troppo tardi che né il sassofonista né gli applausi erano rivolti a me. A circa due metri da dove mi ero sistemato c’era nascosta tra degli pseudo gazebi in legno sparsi ai bordi del lago una coppia afroamericana. Allungo il collo come uno struzzo per guardare meglio ed assisto impietrito ad una proposta di matrimonio in diretta, andata a buon fine data la reazione di lei che stava piangendo dall’emozione.
Torno indietro col collo, mi rimetto le cuffie e mi giro di spalle, un po’ (tanto) per la figura di merda e un po’ (meno) per il siparietto. From Whom The Bell Tolls è finita. Al suo posto Girl From The North Country nella versione di Dylan e Cash, usata di recente nella colonna sonora de Il Lato Positivo nella scena delle prove tra Jennifer Lawrence e Bradley Cooper.
“Ma vaffanculo!” esclamo e mi tolgo le cuffie lasciandole ciondolare davanti a me.
“Italiano?” mi chiede una coppia che avevo già notato mentre stava cercando qualcuno per far loro una foto e che avevo evitato perché li avevo sentiti parlare.
“No!” rispondo.
Di solito la mia risposta è un’altra. Perché per quanto voglia vestirmi come loro e atteggiarmi come loro, loro lo capiscono benissimo che sono un mangiaspaghetti. (loro intesi gli Americani eh! Non gli italiani in vacanza!). Per questo quando mi chiedono se sono italiano rispondo: “Yes, but it is not my fault”.
Troppo amore tutto insieme.
Non sono abituato.
Chissà come sarà domenica quando andrò a Philadelphia, conosciuta come “la città dell’amore fraterno”.
Beh, a Philadelphia ci vado per altro.
Me ne vado con la coda tra la gambe, in questo caso trasformata nel filo delle cuffie, lasciando la coppia perplessa. Non solo mi hanno sentito dire vaffanculo ma sono sicuro che saranno accorti dello zaino della Firenze Marathon che mi accompagna fedele in ogni scorribanda per questa città che definire surreale penso sia riduttivo.
Sapevate anche questo vero?
Fuck.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=j1Y04V9ZOhI&w=420&h=315]

Ricordatevi che mentre qualcuna di voi starà entrando dentro questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato

Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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