Il Mostro della Laguna

Matte vi odia tutti.
A prescindere che voi siate uomini, donne o bambini.
Matte vi odia.

C’è un lago in Scozia nella valle di Great Glen a sud di Inverness che per secoli è stato, e lo è tutt’oggi, conosciuto per essere la dimora di una creatura marina. Dal 565, anno del primo avvistamento, le leggende sul mostro di Loch Ness, soprannominato affettuosamente Nessie, sono entrate nella cultura popolare scozzese e non solo, anche se non è mai stata confermata la presenza di questo plesiosauro sopravvissuto all’estinzione. Inoltre gli zoologi hanno affermato che la piramide alimentare di un lago piccolo come Loch Ness non potrebbe sostenere la vita di un “animale” delle dimensioni della creatura. Non stiamo parlando di un pesce rosso ma di un rettile marino grande quanto un dinosauro.
Meglio così no? Infondo una leggenda è molto più affascinante di una storia vera.
In Italia abbiamo un caso analogo anche se non c’è niente di leggendario. La creatura esiste davvero. Il primo avvistamento avvenne a Mestre nel 1995. La creatura era ancora piccola, aveva appena sette anni, e invece che nuotare in laguna o nell’Adriatico sguazzava dentro le piscine. Quando tirò fuori la testa, tutti i presenti urlarono terrorizzati.
“Oddio!! E’ un mostro!!” gridarono lasciando a gambe levate sia le corsie adiacenti sia le tribune.
Non avevano tutti i torti. Erano appena stati testimoni di una nuova specie. Un incrocio tra essere umano, rettile, anfibio e pesce dalla corporatura sproporzionata e dagli assi visivi deviati.
Quella creatura immonda, ripugnata dalla comunità, fu accolta con benevolenza da un gruppo di frati che la allevarono non facendole mancare niente, lasciandola libera di scorrazzare pacifica dentro ettolitri di acqua e cloro. Vedendola crescere non riuscirono mai a capire quale fosse il suo sesso e, rendendosi conto che nonostante fossero passati diversi anni da quando avevano iniziato ad accudirla, ancora non le avevano dato un nome decisero di tirare a sorte come fecero i Romani con le vesti del figlio del loro Principale. Vinse “femmina”. Per provare ad inserirla nella comunità e far capire che quel mutante non era un dispensatore di morte e di terrore le diedero il nome di Federica, che significa potente nella pace, e addirittura un cognome, Pellegrini, in onore ai fedeli e ai loro viaggi nei luoghi sacri di preghiera.
La creatura era pronta per conoscere il mondo e fu consegnata a due padri putativi, primo caso storico di doppia paternità, il signor Roberto ed il Senatore Mario Monti (se non mi credete cliccate qui), e ad un mentore che riuscisse ad inquadrare il mostro senza fargli perdere la strada maestra.
Il mentore riuscì nella sua impresa nonostante la vera natura della creatura si manifestasse con delle nauseanti pustole sulla faccia, simili a delle squame, fatte passare per acne giovanile. Con la scomparsa del mentore, gli istinti animaleschi tenuti rigidamente sotto controllo ebbero la strada spianata.
Il resto è storia recente.

Ieri sera l’ultima notizia del TG5 è stata la fine della storia tra Federica Pellegrini, alias il Mostro della Laguna, e di Filippo Magnini. La mia prima reazione è stata quella di sparare una bestemmia di ricercata fattura e di non credere a quello che le mie povere orecchie avevano appena sentito. Stiamo attraversando il periodo più nero della storia di quello che un tempo chiamavano Belpaese. Le persone non arrivano a fine mese (anche se i ristoranti sono sempre pieni e hanno tutti un iPhone o un Galaxy tra le mani, ma questo è un argomento molto più complicato su cui sinceramente non ho la minima voglia di soffermarmi) arrivando addirittura a togliersi la vita perché non sanno come fare ad andare avanti ed il TG5 parla della vita sentimentale del Mostro.
A chi caXXo gliene può fregare?
La vagina, o il pisello, è la sua e la può usare come e dove le pare. Ma che senso ha far sapere con chi si sta e chi lascia?
Può rubare il fidanzato alla sua rivale storica, lasciarlo per mettersi con il suo migliore amico per poi lasciare anche lui per stare, o semplicemente trombare, con suo cugino.
E ‘sti caXXi?
E’ la cosa che in assoluto mi lascia più interdetto dei vip o presunti tali. Si lamentano di giornalisti e paparazzi quando prendono d’assalto la loro vita privata e poi sono loro stessi a renderla pubblica. Non lo capisco e probabilmente non lo capirò mai fino a quando non sarò uno di loro (si scherza eh….).
Dopo averci riflettuto in una delle mie solitarie camminate serali, l’unica spiegazione che sono riuscito a darmi è stata: “se il telegiornale più visto in fascia serale parla della Pellegrini vuol dire che a qualcuno interessa”.
Già, ma a chi?
Probabilmente agli stessi che hanno votato Silvione non ammettendolo.
La campionessa Federica Pellegrini la cui storia è molto simile a quella di The Elephant Man e di Oswald Copplebot. Pinguin in Batman Returns di Tim Burton. Una donna per niente donna che hanno tolto dal suo naturale contesto, la piscina, per infilarla più o meno a forza in luoghi a lei non congeniali.
L’avete vista sfilare in passerella?
Sul tacco 12 sembrava uno degli equilibristi del circo. Sono sicuro che ai lati della passerella c’erano pure delle persone del suo staff pronte ad afferrarla nel caso fosse precipitata.
Perché è diventata un personaggio mediatico?
Per la storia di trovare un’alternativa al calcio come ho scritto del rugby qualche post indietro (per la precisione qui) oppure c’è dell’altro?
Siamo davanti, insieme a Balotelli, al personaggio più insopportabile ed antipatico del panorama sportivo italiano e tra i primi cinque del mondo (purtroppo per loro il cestista trattore ed il topo tennista sono irraggiungibili). Un’essere che crede di essere Charlize Theron quando in realtà fa schifo. E’ lei che mette a pecora gli uomini. E’ lei che fa la pipì in piedi. E’ lei che guida il bilico sulla Salerno-Reggio Calabria. Altro che sfilate e foto in costume. Lei e i suoi tatuaggi che ribadisce di avere in ogni intervista da dieci anni a questa parte. Li vediamo testa di caXXo! Non siamo guerci come te!
Non voglio mettere in dubbio le sue abilità natatorie ma il mio profondo disgusto nei suoi confronti nasce da come si pone. Da sempre ed è triplicato prima e dopo l’Olimpiade, quando si rifiutò di essere la portabandiera perché stando una serata in piedi si sarebbe affaticata le zampe. Poteva dire altro, tipo: “no grazie ma vi vergogno di portare i colori di un paese idiota come questo” ma così no. E’ vero, oggi essere italiani è più una vergogna che un vanto ma così no! Oltretutto rimediando in gara delle figure di merda da poema omerico.
Ve le ricordate le dichiarazioni belliche pre Olimpiade quando affermò a tutto il globo di essere la versione “femminile” di Michael Phelps e poi in vasca è arrivata sempre alla fine dell’inno nazionale della vincitrice?
Se sai di essere in condizioni fisiche pietose, sia perché hai altri interessi o perché hai cambiato cinquanta allenatori in due anni, perché ti esponi con promesse che non puoi mantenere?
Non faresti più bella figura a chiudere quella boccaccia e startene zitta/o?
Dimenticavo, è talmente abituata a tenerla aperta che non sa più come fare a tenerla chiusa.
D’altra parte oggi l’Italia è questa. Che si indigna per i buuu razzisti fatti ad un pezzo di merda di vent’anni che non ha riconosciuto la propria figlia, ha lanciato le freccette dalla finestra della sua camera ai ragazzini della primavera, ha provocato un incendio nel bagno di casa sua a causa dei petardi, ha distrutto automobili e guidato senza patente e preso a pugni i compagni di squadra. L’Italia che ricorda con gusto e divertimento le stragi dell’Heysel, di Superga ed augura infortuni e addirittura la morte ai giocatori avversari. Non c’è da indignarsi a sentir cantare: “ventimila partirono, trentanove non tornaron più, scorre il sangue sulle bandiere di quelle merde bianconere”.
E’ tutto normale, no?
Beh, se trovate tutto questo normale allora capisco come mai ieri sera al TG5 hanno parlato della fine della storia del Mostro della Laguna.
Si fa sempre più fatica….

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Ricordatevi che mentre qualcuna di voi starà entrando dentro questo blog, io starò entrando dentro qualcuna di voi.

Spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato

Nonostante tutto,
Matte continua ad odiarvi.

Cheers…

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