Essi vivono

Quanto odio i festeggiamenti di Capodanno.
Tutti vogliono disperatamente divertirsi, cercando di festeggiare in qualche misera patetica maniera.
Festeggiare che cosa? Un altro passo verso la tomba?
Ecco perché non lo dirò mai abbastanza: qualunque amore riusciate a dare e ad avere, qualunque felicità riusciate a rubacchiare o a procurare , qualunque temporanea elargizione di grazia, basta che funzioni.
E non vi illudete, non dipende per niente dal vostro ingegno umano. Più di quanto non vogliate accettare, è la fortuna a governarvi.
Quante erano le probabilità che uno spermatozoo di vostro padre tra miliardi, trovasse il singolo uovo che vi ha fatto?
Non ci pensate, sennò vi viene un attacco di panico.
Io sono l’unico ad avere una visione d’insieme.
Ecco quello che chiamano genio.

Avete festeggiato?
Avete bevuto fino al collasso?
Avete provato a divertirvi?
Avete fatto l’elenco dei buoni propositi?

Perché il nuovo anno inizia sempre con dei buoni propositi:
c’è chi decide di mettersi a dieta (beh, quello un po’ tutti), chi di sistemarsi, chi di allargare la famiglia e chi vorrebbe cambiare qualcosa della propria vita. Il cambiamento non è mai semplice e molte volte spaventa, ma se avete dei dubbi o se non siete sicuri di fare quel fatidico passo, ricordatevi cosa disse il più grande Eroe del Novecento dopo aver sconfitto la Transiberiana.

Dopo aver visto, insieme a due litri di Coca Cola e ad una conca di patatine, la Trilogia del Dollaro, dato che le mie palpebre non davano la minima idea di cedere, mi sono visto anche Essi Vivono, capolavoro senza tempo di John Carpenter.
Chi per qualsiasi motivo se l’è perso, è una persona malvagia.
La storia è semplice (Frusciante docet): John Nada, disoccupato, gira l’America per cercare lavoro. Arriva a Los Angeles e viene assunto come operaio. Fa amicizia con un collega nero che gli trova un letto in un campo di baracche fuori città. Nada però si accorge che c’è qualcosa di strano e ne ha la certezza quando per caso trova un paio di occhiali da sole. Attraverso le lenti, Nada vede che L.A. è tappezzata di scritte subliminali sull’obbedire. Scritte che senza occhiali appaiono come normali cartelloni pubblicitari. Inoltre, le lenti permettono a Nada di vedere che le persone benestanti e la polizia sono in realtà alieni dalla faccia a zombie.
E’ un film geniale come del resto tutta la filmografia di Carpenter, che mi ha dato lo spunto per scrivere questo post.

Ogni primo gennaio, mi ritrovo a scrivere il mio obiettivo per questo 2015 che poi non è altro che il logico proseguimento di un anno che, nel bene e nel male, è stato comunque indimenticabile: scrematura e selezione.
Detta così può sembrare una cosa piuttosto complicata. Invece no. Non lo è per niente. E’ vero che gli occhiali da sole di John Nada mi farebbero perdere pochissimo tempo nello scegliere, ma mi ritengo molto fortunato perché in me ci sono due segnali che quando si accendono difficilmente sbagliano: il naso e il culo. Entrambi strettamente legati tra di loro.
Quando l’odore di bruciato mi arriva al naso automaticamente sento frizzare nel mezzo al solco intergluteo. E viceversa. Se sento prurito al posteriore è perché a breve inizierò a sentire anche puzzo di bruciato.
Il mio errore è sempre stato quello di ascoltarli troppo poco. Ho continuato a sopravvalutare persone che alla fine si sono rivelate quello che realmente sono: delle merde. Sotto ogni punto di vista. Colpa mia che ho voluto sbatterci la testa nonostante svariati campanelli di allarme e mi sono fatto male. Perché per quanto possa scrivere abomini e dire che la razza umana merita l’estinzione (cosa di cui, giorno dopo giorno, sono sempre più convinto), sono un buono ed una parte di me continua a dargli fiducia. Seppur minima.
Così come ho capito che lo sbaglio più grande che può fare un essere umano pensante (e sottolineo pensante) è quello di andare contro la propria natura. Se sei un numero 10, un maverick come direbbero gli anglofoni, non puoi metterti a centrocampo a dare pedate. Devi essere libero di esprimerti e di inventare.
Non sono John Nada che quando si accorge di avere a che fare con un alieno sanguigno e incazzato prende una pistola e lo massacra. Però so fin troppo bene che mentre il manganello (o la pistola in questo caso) può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e per coloro che vorranno ascoltare, all’affermazione della verità.
Se non la vorranno ascoltare problemi loro.
Io gliela dirò lo stesso.

Il vecchio ciccione barbuto vestito di rosso mi ha portato il regalo che gli avevo chiesto.
Grazie.

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